Control Z

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 29-06-2020 alle 10:28

Control Z [Mexico | 2020  |40 minuti]

Regia: Alejandro Lozano, Bernardo De La Rosa;
Sceneggiatura: Miguel García MorenoAdriana PelusiCarlos Quintanilla;
Creatore: Miguel García MorenoAdriana PelusiCarlos Quintanilla;
Cast: Ana Valeria Becerril (Sofia), Michael Ronda (Javier), Yankel Stevan (Raul), Zión Moreno (Isabela), Luis Curiel (Luis), Samantha Acuña (Alex), Fiona Palomo (Maria);
Musiche: Emilio Acevedo, Gus Reyes, Andrés Sánchez;
Genere: Adolescenziale | Drammatico | Imbarazzante
Stagioni: 1 (8)

Trama:

Sofia è una ragazza poco socievole che ha una concentrazione molto elevata da riuscire a raccogliere quanti più dettagli possibili su ciò che la circonda. I suoi veloci ragionamenti le permettono di essere una giovane Sherlock Holmes che offre la sua intelligenza, agli altri compagni di scuola, per risolvere problemi ad altre magagne adolescenziali.

Durante una riunione d’istituto viene violata la privacy di alcuni ragazzi, mostrando a tutti attraverso un video, i loro più grandi segreti. L’hacker che ha fatto questo, allerta i restanti studenti che presto anche i loro segreti saranno svelati. Per fermare questo stupro della privacy verrà chiesto l’aiuto di Sofia, ma anch’essa avrà un grande segreto da proteggere.

Considerazioni:

Potrei sbilanciarmi definendo questa serie semplicemente Imbarazzante.

Esiste una filosofia di pensiero che vede, nella capacità e libertà di Netflix, di far realizzare il sogno di ogni autore sparso per il mondo (generando così prodotti originali), il solo scopo di poter raccogliere budget sufficiente che permetta di generare cose di qualità decisamente superiore. Quindi piccole produzioni, che permettono di arrivare a grandi produzioni.

Questo concetto è semplice e perfettamente logico, anche se va a discapito della qualità del prodotto sebbene molti dei prodotti Netflix di piccola produzione si siano rivelati (almeno per la prima stagione) un vero successo. E questo lo abbiamo visto con La Casa di Carta per esempio. Voglio però mettere le mani avanti ed essere chiaro dicendo che non sono amante del cinema spagnolo e per di più delle serie spagnole, in cui si balla, si rapinano banche e si canta. Insomma mi sono fermato a Paso Adelante e con questo chiudo.

Capisco però il loro obiettivo. Come ha detto un mio amico, grande amante della Spagna (tanto che in Spagna ci vive) in riferimento ad una loro serie: “L’intenzione è buona, è una critica sottile. Solo che il sottile agli spagnoli esce una merda“.

Sulla stessa onda si è sviluppata questa serie Messicana. L’intento è voler quindi parlare di bullismo attraverso dei fatti che avvengono in una scuola. Ad affrontarli c’è una ragazza profondamente intelligente, a cui piace risolvere i problemi delle persone. Solo questa frase dovrebbe portarvi alla mente 2 serie televisive di Netflix: Sex Education e 13 Reason Why.

Due serie molto ben fatte, che hanno una parte comica ed una drammatica (fin troppo drammatica) che affronta tematiche sociali in modo serio (come Tredici) e riducendo concettualmente il problema che solitamente noi lo visualizziamo come enorme (come Sex Education). Elogiare queste serie mi permette, con più facilità, di distruggere Control Z.

Il tentativo Netflix di copiare se stessa cercando di unire due ottimi prodotti in uno, ha miseramente fallito. Siamo chiari: se nel mondo nascono prodotti che possono far riflettere sul bullismo noi ne siamo più che felici. Il vero problema è che le situazioni messe in campo sono in bilico tra il ridicolo ed il paradossale. Un esempio: alla luce dei segreti personali di alcuni studenti, questi iniziano a prendersi a pugni fra loro senza motivo alcuno. Oppure per salvare un ragazzo da un pestaggio i protagonisti si schiantano con la macchina contro il muro di un edificio. O compiono manovre che all’esame di guida pratico la patente la vedi dopo aver sostenuto nuovamente lo scritto.

Passando sopra a questo sfacelo di sceneggiatura, si viene ad affrontare il bullismo tramite hacker realizzando, con le sue azioni, veri atti vandalici sulla psiche dei compagni. Hacker che la stessa Sofia deve smascherare.

Aspettate un attimo. Questa è un’altra serie. Questa è American Vandal in cui due studenti, molto abili ad investigare devono scoprire quale alunno della scuola compie atti vandalici verso i compagni ed i professori. Tutto affrontato in chiave comica. Altro bellissimo prodotto che troviamo su Netflix, ma non originale Netflix. Un umorismo che, nell’assurdità della messa in scena degli eventi, avrei preferito di gran lunga a questa serietà zoppicante.

Quello che però dà più fastidio è il nome della serie CTRL Z, che si tramuta nella intro di ogni puntata in CONTROL Z. Come tutti sanno il tasto CTRL Z è il classico comando da tastiera per tornare un passo indietro nell’operazione che si ha appena compiuto al pc.

QUI NESSUNO TORNA INDIETRO O “CANCELLA” CIO’ CHE HA FATTO. TUTTI VANNO AVANTI E CONTINUANO A FARE STRONZATE. Deduco che CTRL Z fosse il comando che volevano “pigiare” coloro che hanno versato soldi per questo genocidio del buon senso.

Insomma è tutto tremendamente sbagliato.

Conclusione:

La serie, ed è l’unica cosa che apprezzo, ha fondamento su un discorso basilare su cui è stato costruito questo aborto. Ovvero l’idea in cui tutti noi siamo completamente inglobati nella tecnologia smartphone che con la sua praticità, ci permette di inserire all’interno tutto ciò che siamo. I nostri segreti, le nostre password, le nostre foto. Senza pensare che basta un niente per violarle. Il primo scandalo della scuola avviene infatti durante una seduta con gli studenti ed il preside, sull’uso responsabile dello smartphone. Purtroppo esattamente dopo 10 minuti di inizio della puntata, tutto il castello mentale degli sceneggiatori collassa, facendo spazio ad un imbarazzante teatrino di una manciata di personaggi in cerca d’autore. Per di più gettando musiche spacca timpani a spruzzo, come un irrigatore dell’acqua.

Parafrasando l’amico di cui vi parlavo prima: “Era un progetto interessante. Ma gli è uscita una merda“.

P.S.: Guardatevi le serie che sono state citate per riflettere e farvi anche qualche risata.

Voto Batfiz: 1 Cabron su 5

 

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