Kingdom

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 23-03-2020 alle 12:23

Kingdom [South Korea | 45 min | 2019]

Regia: Seong-hun Kim [7 episodi], In-je Park [5 episodi];
Sceneggiatore: Kim Eun-hee;
Cast: Ji-Hoon Ju (Principe Lee Chang), Doona Bae (Seo Bi), Kim Sungkyu (Giovane Shin), Hye-Jun Kim (Regina Cho), Suk-ho Jun ( Cho Beom Pal), Seung-ryong Ryu (Cho Hak Joo), Sang-ho Kim (Giovane Moo).
Genere:  Action | Drama | Horror | Thriller
Stagioni: 1 [ 6 episodi], 2 [6 episodi]

Joseon (o anche Chosun ) è uno stato sovrano fondato in Corea e per secoli è stato dominato dalla stessa dinastia. Il film è ambientato nel periodo medioevale, ove il regno sta subendo un profondo attacco. Alcuni villaggi vengono invasi da un epidemia strana. Viene così inviato il principe ereditario per studiare questa malattia. Una missione senza dubbio suicida per un principe, ma è ovvio che qualcuno molto vicino al trono lo voglia lontano dal regno.

La vicenda comincia mostrando due storie parallele. Quella del principe e quella di una dottoressa ed un cacciatore. Questi ultimi saranno i primi che dovranno affrontare un’epidemia che senza dubbio non uccide, ma anzi ti riporta alla vita.

Una serie basata sulla serie web comic della sceneggiatrice che ha le idee ben chiare sulla direzione che deve prendere questo prodotto.

Innovazione. Come estimatore del genere ho sempre pensato che i coreani trattassero il tema in modo molto particolare, basti osservare Train to Busan. Sia come fotografia che come tipologia di zombie. Molto dinamici, molto combattivi e in preda al solo istinto omicida. Questa serie afferma appieno il mio pensiero. La ciliegina sulla torta è data dal tuffo nel passato e con costumi dell’epoca assolutamente fantastici. Inoltre viene ambientato nei palazzi storici.

Trasporto. L’idea di mantenere la lingua originale ti trasporta ancora di più nel loro mondo e la lettura dei sottotitoli non ti stanca per nulla.

Virus. La malattia che ti trasforma in zombie, viene trattata come una vera e propria malattia che solo alla seconda stagione trova le sue cause. Un po’ come in The Strain si vuole capire questa epidemia attraverso metodi rudimentali dell’epoca ma soprattutto con la logica del protagonista.

Ansia e angoscia.  C’è ansia prima per gli zombie e poi per gli intrighi di palazzo. Non scherzo quando dico che è una serie decisamente ben fatta e sono tanto curioso di sapere come andrà avanti.

Follia. Solo per la prima stagione è stato abbondantemente superato il budget con 1,78 mln di dollari ad episodio.

In conclusione potrei dire che con la seconda stagione si potrebbe chiudere perfettamente il cerchio. La sceneggiatrice però non è d’accordo e con il cliffhanger finale si apre improvvisamente ad un altra stagione. Insomma potrebbe essere la prima volta che dico: andiamo avanti perché qui vedo solo della qualità!

Voto Batfiz: 4 Fiori su 5

 

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