Mission: Impossible III

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 06-09-2018 alle 11:30

Mission: Impossible III (2006 | USA/Germania/Cina/Italia | 126 minuti)
Tom Cruise (Ethan Hunt), Ving Rhames (Luther Strickell), Philip Seymour Hoffman (Owen Davian), Billy Crudup (Musgrave), Michelle Monaghan (Julia), Jonathan Rhys Meyers (Declan), Maggie Q (Zhen), Simon Pegg (Benji), Laurence Fishburne (Brassel)
Sceneggiatura: Alex Kurtzman, Roberto Orci & J.J. Abrams
Basato sull’omonima serie televisiva creata da Bruce Geller
Musiche:  Michael Giacchino
Regia: J.J. Abrams
Genere: Azione | Thriller | Spionaggio

Trama: Ethan Hunt (Tom Cruise), a causa di una Sindrome Post Traumatica da Stress causato da sparatorie al rallentatore, colombe bianche volanti e allucinazioni di pneumatici da moto cambiate magicamente in pochi fotogrammi, ha deciso di lasciare il reparto operativo e, grazie a un certificato medico falso, si è imboscato nel reparto di addestramento reclute, mandando in pensione il Sergente Maggiore Hartman. Le cose vanno finalmente bene per Hunt: fa il tutor a belle gnocche raccomandate da J.J. (Keri Russel), vive il classico cliché americano della fidanzata infermiera (Michelle Monaghan), ha un cane, fa grigliate con i vicini, beve birra bud… Purtroppo l’idillio dell’imboscamento viene interrotto dal suo capo e amico John Musgrave (Billy Crudup) che lo richiama in servizio a causa di irregolarità al suo certificato medico e perché la sua allieva prediletta Lindsey è stata catturata dal super trafficante di armi, tal Owen Davian (Philip Seymour Hoffman). Per la missione, che avrà ovviamente conseguenze impreviste altrimenti il film finirebbe subito, Ethan assembla una squadra con lo storico e immancabile Ving Rhames (che ormai avrà pagato il college a tutti i suoi figli facendo i Mission: Impossible), l’evitabile e scialbo Declan (Johnatha Rhys Meyer) e Maggie Q, giusto per dare un tocco esotico e alla squadra.

Brava Keri, il tuo addestramento da sbandieratrice del Palio di Ferrara è pronto. Ritira il badge e il costume da elfo dal furiere.

Impressioni: Mission: Impossible III segna un vero giro di boa per la serie, nata prima come serie e poi come film di spionaggio classico alla James Bond e poi con John Woo virata pericolosamente verso l’Action Movie ignorante degli anni ’90; J.J. Abrams cerca di riportare sui binari questa saga piazzando una pietra miliare che inevitabilmente condizionerà tutti i futuri capitoli. Una sorta di ‘via di mezzo’ tra spionaggio e azione, inserendo la componente sentimentale, la vita personale e privata dei personaggi oltre che aggiungere personaggi quali Benji (Simon Pegg) che rimarranno in scuderia ad aiutare Ethan nelle prossime avventure. Dall’idea quindi di cambiare genere ad ogni capitolo (spionaggio e film d’azione) J.J. riesce con successo a dare alla saga la sua identità finale, che la porterà al successo fino all’ultimo capitolo in uscita a settembre. Abrams, seguendo il suo stile, marca pesantemente la pellicola e lo si vede: l’IMF è un po’ come la CIA vista in Alias, per la prima volta vediamo i capi e i colleghi di Ethan e anche la loro sede di lavoro e il modus operandi dell’agenzia segue da vicino lo stile di Alias. Anche il tocco di leggerezza che hanno i protagonisti durante le missioni, che scherzano e discutono sulla loro vita privata durante le missioni e le sparatorie (un po’ come Murtaugh e Riggs di Arma Letale) ricorda un po’ Alias ed è un bene per la pellicola, perché il tono serioso e concentrato dei precedenti capitoli non caratterizzava abbastanza la serie.

‘PRONTO?!’ ‘HO GIA’ TUTTO ILLIMITATO CON ILIAD E NO, NON VOGLIO TORNARE CON VOI LADRONI!’

Le location delle varie missioni impossibili sono varie, dagli USA alla Cina toccando la nostra Italia, precisamente il Vaticano. Qui c’è una nota dolente, perché sinceramente vedere noi italiani gesticolare come dei forsennati mentre parliamo, con quelle mani chiuse alla Pippero di Elio, mi fa girare un po’ gli amenicoli ma tant’é, gli yankee ci vedono così.
Come da tradizione, J.J. infila nei suoi film i suoi compari della cumpa, gli amiconi: in questa puntata tra gli immancabili troviamo Keri Russel (protagonista di Felicity) meno paffuta e in ruolo da dura che evolverà in The Americans; il cicciopasticcio Greg Grunberg, apparso anche nel video della recita dell’asilo di Abrams. Non che voglia criticare su questo aspetto l’uomo dalla doppia J, dopotutto ogni regista ha il suo attore feticcio (vero Nolan? e anche tu Scorsese non nasconderti) tuttavia le comparsate delle paffute guanciotte rubiconde di Greg Grunberg in ogni film e telefilm di Abrams mi urta, soprattutto perché è un attore mediocre e perché sono invidioso che partecipi a tutti quei film tra cui STARWARSILRISVEGLIODELLAFORZAEQUANDOSALTAINARIAINGLIULTIMIJEDIHOGIOITO….. ma sto divagando. Non dimentichiamo la nuova entrata Simon Pegg, nel ruolo fotocopia del Marshall di Alias (il Q della situazione, ma affetto da logorria) e Laurence Fishburne in una memorabile performance da direttore IMF impassibile e dalla parlantina da capitano di polizia da film d’azione anni ’90.
Sappiamo tutti che Tom ama eseguire tutte le performance pericolose dei suoi film, in particolare di questi: questa volta tra le più pericolose abbiamo il vero salto legato da un grattacielo e la proiezione contro un oggetto solido (che costano qualche centinaio di costole rotte al povero Tommaso) nella scena del drone sul ponte autostradale.

Luther provo gli occhiali a raggi X… funzionano e Maggie sta messa mooolto bene!

Conclusioni: Mission: Impossible III è il vero primo capitolo di una fortunata saga che ancora oggi nega la pensione da lavoro usurante al povero Ethan Hunt, ormai verso i sessanta. Escludendo l’ottimo film di spionaggio che è Mission: Impossible, la serie ottiene con questa pellicola la sua vera identità e successo che ancora oggi macina milllioni su milllioni e ossa 3 rotte a Tom Cruise.

Voto di iMDB: 6,9
Voto di Doc Brown: 3 Zampe di Lepre su 5
Voto di Axel Foley: 3 Cariche esplosive inserite in testa su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com