Le Ultime 24 Ore

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 28-07-2018 alle 11:47

24 Hours to Live (2017 | Sud Africa/Cina/USA | 93 min)
Ethan Hawke (Travis Conrad), Qing Xu (Lin Bisset), Paul Anderson (Jim Morrow), Rutger Hauer (Frank), Liam Cunningham (Wetzler).
Sceneggiatura: Ron Mita, Jim McClain & Zach Dean
Regia: Brian Smrz
Genere: Azione | Fantascienza | Thriller | Re-Animator | Tic-Tac | Conto alla Rovescia | Dopo essere morto da cretino voglio sfruttare l’occasione per redimermi | Semper Fidelis

Dopo aver perso la moglie e il figlio, l’ex marine Travis Conrad abbandona per sempre la vita da mercenario passando le sue giornate tra una sbronza e una battuta di pesca alle Florida Keys.
Una sera nell’intento di prendersi l’ennesima sbronza gli fa visita un amico ed ex collega mercenario che gli propone un nuovo lavoro, Conrad rifiuta e il film finisce qui… No, naturalmente non è vero anche se forse sarebbe stato meglio così…
Diciamo che è il solito cliché: il lavoro è per il migliore, solo lui può farlo perché è il migliore, ma lui ha smesso per sempre con quella vita ma dopo aver tirato sul prezzo ed essere arrivato alla modica cifra di due milioni di dollaroni al giorno accetta.

La committente è la multinazionale Red Mount che un po’ la Umbrella Corporation di questo film, la missione è quella di rintracciare e uccidere un testimone scomodo protetto dall’Interpol il quale è già scampato ad un attentato nei suoi confronti per merito dell’agente Lin Bisset. Proprio per questo Conrad decide che per arrivare al testimone deve arrivare prima all’agente Bisset; riesce a rimorchiarla in un aeroporto di Città del Capo ma poi si fa scoprire e viene ucciso come un cretino dalla stessa agente.

La Red Mount però è senza scrupoli e pronta a tutto, anche a riportare in vita Conrad per sapere dove sarebbe stato il testimone da eliminare, prima di morire infatti era riuscito ad hackerare il cellulare della Bisset ma poi era stato bloccato mentre era in fuga. Dov’è la fregatura in tutto questo? Il rivoluzionario metodo della Red Mount oltre a provocare delle allucinazioni molto realistiche riesce a tenere in vita i corpi solo per altre 24 ore. Dopo aver comunicato le informazioni sul testimone Conrad riesce a scappare e si mette sulle tracce dell’agente Bisset.

Da qui in poi la pellicola più che una storia di vendetta diventa una storia di redenzione dove l’antieroe ha quell’occasione per redimersi di tutto il male causato in una corsa contro il tempo. Peccato che il risultato sia veramente scarso: a parte i soliti cliché e i colpi di scena telefonati, ci sono diversi passaggi di sceneggiatura un po’ debolucci e poco credibili, come un agente esperto dell’Interpol che si fa rimorchiare dal primo che capita in un aeroporto o un killer professionista che muore veramente come un novellino. Qualche battutaccia da film d’azione per stemperare la tensione e qualche scena d’azione non bastano, finirà nel dimenticatoio. Se vi piace il genere guardatelo, ma non vi perdete nulla.

Voto di Axel Foley: 2 Re-Animator su 5
Voto di Snake Plissken: 2 Respawn su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com