La Prima Notte del Giudizio

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 16-07-2018 alle 19:55

The First Purge (2018 | USA | 98 min)
Y’lan Noel  (Dmitri), Lex Scott Davis (Nya), Joivan Wade (Isaiah), Luna Lauren Velez (Luisa), Mugga (Dolores), Marisa Tomei (Dott. Updale)
Scritto da James DeMonaco.
Diretta da Gerard McMurray
Genere: Distopico | Azione | tendente all’Horror | gangsta nigga

Ormai tutti sappiamo che cos’è la “Notte dello Sfogo”: è quella tradizione americana secondo cui il 21 marzo di ogni anno dalle ore 19:00 alle 7:00 ogni crimine compreso l’omicidio è ammesso, così come l’uso di tutte le armi a parte quelle di una certa categoria (come armi atomiche), servizi di polizia, sanitari e vigili del fuoco nelle dodici ore comprese sono inattivi, l’immunità per i funzionare governativi di livello 10 è garantita. Adottando questa pratica, proposta dai Nuovi Padri Fondatori, si è visto, almeno sulla carta, che il tasso di criminalità e quello di disoccupazione si sono abbassati fortemente rafforzando l’economia. Ma se avete visto la trilogia precedente sappiamo bene quali erano le vere intenzioni del governo e soprattutto quali classi sociali venivano colpite maggiormente dalla Notte dello sfogo. Questa pellicola tenta di fornirci spiegazioni su come si è arrivati ad adottare questo provvedimento.

Indicativamente nel 2010, negli stati Uniti d’America i livelli di criminalità, disoccupazione e povertà sono alle stelle. A seguito di un massiccio crollo economico che ha quasi portato la nazione nel caos più totale, sale al governo un’organizzazione di persone nota come i Nuovi Padri Fondatori d’America (NFFA ovvero New Founding Fathers of America) e instaura un regime totalitario. Per far fronte a questa crisi senza precedenti il nuovo governo dà il via ad un esperimento sociale senza precedenti e di dubbia moralità che avrebbe dato la possibilità per una singola notte di dare libero sfogo all’aggressione della popolazione. L’esperimento, prima di essere esteso all’intera nazione, avrebbe coinvolto la comunità isolata di Staten Island, uno dei cinque distretti principali della città di New York.

A tutti i cittadini che avrebbero partecipato all’esperimento, il governo promette una ricompensa di 5000 dollari, cifra che sarebbe addirittura salita se il cittadino in questione avrebbe partecipato attivamente allo sfogo liberando la bestia che è in lui. Inoltre ad ogni eventuale partecipante sarebbero affidate delle lenti a contatto speciali sia per avere la certezza della partecipazione all’evento sia per poter raccogliere più dati possibili sull’esperimento. Come tutti sappiamo sarà un successone, o meglio, il nuovo governo farà di tutto per farlo diventare un successo.

Dopo aver scritto e diretto la sua creatura, la trilogia de La notte del giudizio, James DeMonaco, abbandona la macchina da presa e rimane alla sceneggiatura passando il timone della regia a Gerard McMurray. Il risultato non è molto convincente perché la pellicola si rivela inutile ai fini della trama dato che tratta tutti i temi che erano già ampiamente affrontati nelle tre pellicole precedenti e in maniera anche migliore tra le altre cose; sappiamo benissimo che la notte dello sfogo è mirata a colpire le classi sociali più deboli e povere come i senzatetto e il governo partecipa assiduamente mandando dei commando di mercenari a completare il lavoro iniziato dai singoli cittadini.

Non è male l’idea delle lenti a contatto indossate dai partecipanti dello sfogo, ti dà la possibilità di distinguerli e la pellicola prende un tono molto inquietante soprattutto quando li vedi al buio; poi l’idea viene abbandonata per lasciare spazio all’azione con diverse scene di sparatorie che per il mio gusto personale sono sempre gradite ma non sono sufficienti a farmi apprezzare appieno la pellicola. Come già detto è tutto già visto, cambia solo l’ambientazione delimitata all’isola di Staten Island e coinvolge esclusivamente la popolazione di colore ma questa volta i protagonisti non sono delle persone per bene ma dei criminali affermati: boss di quartiere, spacciatori di droga.

La prima pellicola rappresentava la novità e seguiva il filone della home invasion, dove i protagonisti devono far fronte ad un tentativo di irruzione che non li fa sentire per niente al sicuro all’interno delle proprie mura domestiche, la seconda era una storia di vendetta che poi si trasformava in una storia di sopravvivenza, la terza era un’altra storia di sopravvivenza con l’intento di chiudere la trilogia. A mio parere il secondo film rimane quello migliore, ha un buon ritmo e buoni risvolti di trama.

Voto di Axel Foley: 2 lenti a contatto su 5

Voto Bat-fiz: 2 “Mioddio cosa ho fatto!” su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com