Tomb Raider

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 20-03-2018 alle 20:05

Tomb Raider (USA/Regno Unito | 2018 | 118 min)
Alicia Vikander (Lara Croft), Dominic West (Lord Richard Croft), Walton Goggins (Mathias Vogel), Daniel Wu (Lu Ren), Kristin Scott Thomas (Ana Miller).
Sceneggiatura: Geneva Robertson-Dworet & Alastair Siddons.
Regia: Roar Uthaug
Genere: Avventura | Azione | Videogioco

Lara Croft è una ragazza indipendente e sicura di sé che fatica ad arrivare alla fine del mese e poco incline a frequentare l’università. Il padre è scomparso da 7 anni e Lara rifiuta di accettarne la morte e così facendo rimanda sempre quella firma su quel foglio di carta che le permetterebbe ereditare l’azienda di famiglia e quindi di risolvere tutti i suoi problemi economici. Dopo l’ennesimo rifiuto a porre la sua firma per l’eredità si reca nella gigantesca villa dove abitata quando era più piccola e scopre una camera segreta nascosta nella tomba di famiglia, qui trova tutto il materiale delle ricerche di suo padre e così si decide di ripercorrere i suoi passi per andarlo a cercare.

Dopo aver raccattato una nave capitanata all’ubriacone Lu Ren (figlio dell’omonimo capitano che anni prima accompagnò nella spedizione il padre di Lara) fa rotta verso il Mare del Diavolo ma una violenta tempesta li fa naufragare sull’isola di Yamatai, l’isola maledetta dove secoli prima rinchiusero la malvagia regina Himiko, portatrice di morte e distruzione e come direbbe Mago Merlino ne La Spada nella Roccia: “Credetemi, sta bene dove sta!

Il film è liberamente ispirato all’omonimo videogioco del 2013, sviluppato da Crystal Dynamics e pubblicato da Square Enix, in quel periodo fu un reboot dell’omonima serie videoludica con protagonista la procace scassina-tombe dalle tette gigantesche vestita in pantaloncini marroni e maglietta azzurra; il reboot ridisegnò il personaggio, raffigurandolo fisicamente più credibile, ma senza esperienza, rendendola un’archeologa fresca di laurea e alle prime armi con l’avventura e soprattutto nella lotta alla sopravvivenza. Il bello del videogioco era proprio l’evoluzione che compiva il personaggio e la maturazione che progrediva con l’avanzamento della trama. La Lara Croft di Alicia Vikander ci assomiglia molto a quest’ultima, almeno fisicamente ne è quasi una fotocopia, ma caratterialmente se ne discosta un po’ perché qui gli autori l’hanno resa più sicura di sé e più capra dal punto di vista accademico. C’è solo una strizzata d’occhio ai vecchi videogiochi che sa più di tamarrata alla fine del film.

Oltre all’estetica della protagonista ci sono molte scene ritratte fedelmente dal videogioco, anche la trama iniziale è molto simile ma poi prosegue per la sua strada; c’è tutta una parte iniziale ambientata a Londra che a mio parere poteva essere evitabile perché toglieva spazio alla parte sull’isola che doveva essere quella a fare da padrona dato che tutta l’azione e la storia avrebbe dovuto svolgersi lì. Alla fine il risultato che ne è scaturito non mi ha soddisfatto, è una pellicola che non mi ha detto nulla e che uscito dalla sala non mi lasciava la voglia di rivederlo.

La conclusione della storia lascia intendere a un sequel, a più di uno probabilmente, dipenderà sempre dagli incassi.

Voto di Axel Foley: 2 Regine malvagie su 5
Voto di Snake Plisken: 2 videogiochi stupendi su 5
Voto di Doc Brown: 2 predatori di tombe su 5
Voto di Crisidentita: 2 Croft caverne su 5
Voto di Bat-Fiz:

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com