Edge of Tomorrow

Categorie: Recensione

Pubblicato il 11-06-2014 alle 18:00

edge_of_tomorrow(2) Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Christopher McQuarrie (tratto dal fumetto All you need is Kill)
Interpreti: Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Noah Taylor, Lara Pulver, Jeremy Piven, Brendan Gleeson
USA/Australia (2014), Azione / Fantascienza / Azione / Fantascienza / Azione / Fantascienza / Azione / Fantascienza, 113 min

Trama: In un prossimo futuro, una misteriosa razza aliena invade la Terra (ma dai…) partendo dall’Europa ed espandendosi a macchia d’olio verso l’Asia e verso le coste della Normandia. L’umanità si unisce nella UDF (United Defense Force) e nei 5 anni dall’inizio dell’invasione sviluppano esoscheletri da combattimento per fronteggiare l’avanzata inarrestabile dei Mimics, chiamati così perché in grado di prevedere tutte le mosse e le strategie degli umani. Il Maggiore William Cage (Tom Cruise) è un tranquillo ufficiale della UDF incaricato delle pubbliche relazioni e propaganda, il suo lavoro è aumentare il numero di volontari al combattimento esaltando atti di eroismo e coraggiosi soldati come Rita Vratasky (Emily Blunt), diventata l’immagine dello sforzo bellico dopo aver guidato la vittoria nella Battaglia di Verdun.

EdgeOfTomorrow(3)Il Generale Brigham (Brendan Gleeson), dopo la vittoria a Verdun, progetta una immensa offensiva dove tutte le risorse belliche umane guideranno il più grosso sbarco meccanizzato nella storia dell’umanità per dare il colpo di grazia ai Mimics. Per dare lustro all’operazione, Brigham sbatte in prima linea il pacifico e inesperto al combattimento Cage affinche filmasse in diretta l’assalto; Cage però, colpevole di diserzione per rifiutarsi di partecipare volontariamente allo sbarco, viene privato dei gradi e trasferito d’ufficio al plotone J del Sergente Maggiore Farrel (Bill Paxton), per un addestramento rapidissimo di un giorno prima dell’assalto.

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Completamente impreparato al combattimento, tanto da non saper neppure togliere la sicura alla sua arma, dopo soli 5 minuti dallo sbarco Cage muore insieme a tutta la sua squadra e al grosso delle truppe UDF. Subito dopo la morte però, si risveglia all’inizio del giorno prima, rivedendo tutto ciò che era successo e morendo nuovamente nello sbarco. Risvegliatosi ancora all’inizio della giornata precedente, Cage capisce di trovarsi in una sorta di loop temporale senza via di uscita. Rivivendo continuamente lo stesso giorno impara ad utilizzare gli esoscheletri e a maturate esperienza sul campo di battaglia, deciso a salvare i suoi compagni e Rita. Quest’ultima, in uno dei tanti loop, confida a Cage di aver avuto il suo stesso potere, ormai svanito, derivato dalla contaminazione con il sangue di un particolare Mimic che Cage ha ucciso poco prima di morire la prima volta. Questo potere è il vero segreto dietro al genio strategico degli alieni ma Rita ha un piano: utilizzare il loop a loro vantaggio per finire la guerra una volta per tutte.

Impressioni:

Una folata di vento, un cane abbaia, attacchiamo i Mimic…

Ho aspettato a lungo Edge of Tomorrow, sin da quando ho letto del coinvolgimento alla regia di Doug Liman e dopo aver visto lo spettacolare trailer mesi fa. La cosa che più mi colpì era la faccenda del loop temporale, essendo io un fanatico di film sui paradossi temporali e casini del continuum tempo-spazio, ben resa dallo storico film del compianto Harold Ramis Ricomincio da Capo, con Bill Murray. Non è il solito film spaccone alla Terminator o alla Transformers, Liman ha avuto abbastanza stoffa da discostarsi da ben più mediocri registi come Michael Bay (qui avrò una ammonizione da Snake) pur citando tantissimi film cult che ho adorato e che porto nel mio cuoricino. Oltre al Giorno della Marmotta, impossibile non pensare ad Aliens quando vediamo il Plotone J del soldato Hudson (pardon, Sergente Maggiore Farrel), alla morale antimilitarista e alla propaganda di Starship Troopers e ai ‘buddy film’ di Shane Black.

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C’è un po’ un ritorno ai film d’azione anni ’90, quelle battute divertenti e situazioni psedoparadossali che solo allora capitavano e che sempre più ora vengono sacrificate in nome della mera computer grafica (Iron Man 3 sia lodato). Liman omaggia oltre a Ramis anche un grosso avvenimento storico avvenuto 70 anni fa: lo sbarco in Normandia. Non è un caso che il film esca nelle sale americane il 6 giugno proprio per ricordare la più grande invasione anfibia della storia che costò la vita a più di 15.000 uomini di entrambi gli schieramenti; tutta la trama è una sorta di ‘6 giugno ’44 con gli alieni’, ben orchestrato e che accuratamente tenta e riesce a non sfociare nel pacchiano.

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Nonostante qualche piccola caduta di stile da parte della trama, specialmente riguardo gli alieni, il film mantiene alti i livelli sopratutto grazie a Cruise e la Blunt hanno fatto un ottimo lavoro di recitazione. Potrà risultare antipatico a molti, ma Cruise ancora una volta si dimostra un attore a 360° capace di interpretare sia film d’azione che commedie (da Tropic Thunder mi si è ‘elevato’ non poco); ormai il suo ghigno tipico alla Top Gun è un ricordo. Anche Emily Blunt, abituata a commedie leggere e lanciata dal lontano Il diavolo veste Prada, veste bene i panni della muscolosa Rita Vratasky, la vera mentore di Cage, guerriera indurita da mille battaglie ripetute che non ha bisogno di essere salvata dall’eroe. La Blunt sta diventando una abitué dalle pellicole di fantascienza, avendo preso parte ad altri film del genere come I Guardiani del Destino e Looper, brava ragazza.

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Conclusioni: Edge of Tomorrow non è il classico film fantascientifico/azione/boiata alla Michael Bay (per quello aspettiamo Transformers 4), ma un accorto omaggio a molte storiche pellicole degli anni passati. Divertente, spettacolare, riesce a far sorridere e quasi a commuovere, magari con un paio di sbadigli e qualche forzatura sugli alieni, fino al finale che molti reputano la parte dolente della pellicola, ma che personalmente ho apprezzato. Piaciuto alla critica ma sopratutto a me, purtroppo fatica al botteghino per aver scelto come giorno dell’uscita il 6 giugno, scontrandosi con la forza più potente al mondo: Gli israeliani? no, la Disney con il suo Maleficent.

Voto di IMDb: 8,3
Voto di Doc Brown: 8
Voto di Axel Foley: 7,5
Voto di Snake Plissken: 8
Nota al Doc: Lascia stare Michele Baia che lui sa come far esplodere le cose.

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a docbrown@finalciak.com

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