Godzilla – L’Evoluzione del Lucertolone!

Categorie: Scheda

Pubblicato il 29-05-2019 alle 12:00

godzilla-posterE’ trascorso molto tempo dalla prima stesura di questa recensione. E questa saga ha subito diverse aggiunte cinematografiche. L’universo Monster e altre saghe stanno sorgendo e con tutti questi Kaiju nelle sale si capisce che qualcosa è cambiato. Sono finite perciò le minacce terroristiche e bisogna prepararsi a qualcosa di peggiore. Però questa è pura ambizione delle major o vanità nel mostrare chi ce l’ha più grosso??

 KAIJU ROCCO

Contrariamente a ciò che il titolo suggerisce, questa è che una raccolta di tutti i film incentrati sulla bestia.
Ed è così che attraverso l’articolo, ci tufferemo in un lungo viaggio della storia cinematografica del Lizard nipponico, al fine di capire cosa dovremo affrontare nei prossimi anni e variando la prima impressione sull’ultima assurdità americana.
E….

 

…cominciamo.

Tutto partì nel lontano 1933 nella famigerata terra delle opportunità: l’America. Attraverso Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack prese vita il primate dalle dimensioni esagerate: King Kong. Proprio nello stesso anno uscì un identico film, con la stessa trama ma nella terra della Sony, il Giappone. Il film si intitola “Wasei Kingu Kongu“, di Torajiro Saitò, al quale seguì “Edo ni arawareta Kingu Kongu: Henge no maki“, di Sôya Kumagai nel 1938.
La storia si sà, è molto infame e infatti la Seconda Guerra Mondiale, non portò via solo delle vite ma anche delle testimonianze. Fu proprio la bomba atomica che, oltre a spazzare via Hiroshima e Nagasaki, eliminò pure le due pellicole sopra citate. Perché vi sto parlando dello scimmione? Semplicemente perché da qui partirà la saga dei film sui mostri. A voi la nascita della:

 

貝塚栄賀

Kaijù Eiga

Tutti scelsero di determinare la nascita del Godzi con l’uscita del suo primo film (1954), ma vorremo ribaltare questo concetto in quanto fu esattamente nel 1953 che in America uscì il film ispiratore, pienamente USA e totalmente innovativo per l’epoca: Il Risveglio del Dinosauro (The Beast from 20,000 Fathoms) di Eugène Lourié e scritto da Lou Morheim & Fred Freiberger , tratto da La Sirena da Nebbia (The Fog Horn) del 1951 di Ray Bradbury.

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 Il Risveglio del Dinosauro – 1953

A seguito di esperimenti nucleari al Polo Nord, il calore sprigionato ha risvegliato un dinosauro da secoli sepolto. Questo comincia a creare scompiglio nei mari e sino ad arrivare a New York distruggendo buona parte della città stessa.
Interamente in Stop-Motion, l’essere preistorico ha un aspetto molto inquietante; il gioco di luci ed ombre con il bianco e nero della pellicola regalano scene davvero d’impatto. Inoltre i movimenti del mostro sono davvero ben fatti per l’epoca.
A questa seguirono altre 2 pellicole che coronarono il ciclo della “Trilogia dei Dinosauri“: Drago degli Abissi (1959) e Gorgo (1961).

Fu così che nel 1954 nacque, dalle ceneri delle pellicole perdute e, profondamente ispirato al film precedentemente descritto, il famoso:

 

ゴジラ

 Gojira

…conosciuto in Occidente come Godzilla.

Efficace, ma non di così alto livello, la pellicola mostra come qualcosa di strano stia accadendo nei mari del Giappone, dove il continuo attacco ai pescherecci non tranquillizza la popolazione. Sebbene si pensi ad attività naturali, tutti cambieranno idea quando un’isola ed i suoi abitanti vengono attaccati da un mostro con un’altezza spropositata, chiamato dagli isolani “Gojira”. E’ compito di uno scienziato, sua figlia ed un comandante della marina porre fine a questo terrificante incubo. Questa creatura è un dinosauro che viveva nei fondali marini, ma le radiazioni della bomba atomica hanno reso l’essere più resistente e incredibilmente forte, addirittura capace di generare raggi distruttivi dalla bocca.

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Per il Giappone la spesa di questo film si tramutò in un azzardo completo, ma la fortuna era dalla loro. Il film spopolò e venne persino esportato in America ed in Europa. La versione americana, che è anche quella che conosciamo noi europei, venne rimaneggiata e vennero aggiunte scene inedite. In particolare fu inserito un personaggio, un giornalista americano Raymond Burr, che molti di voi ricorderanno per Perry Mason, che tramite la scelta narrativa dei flash-back ci narra l’accaduto. Il film uscì nel 1956 con il nome “Godzilla, il Re dei Mostri!” di Ishiro Honda (teniamo bene a mente questo nome, perché molti dei film a venire di quest’Era saranno  da lui diretti).

Immagine da ” Il Risveglio del Dinosauro” [sinistra] e ” Gojira” [destra]

Cavalcando l’onda del successo, nel 1955 arrivò nei cinema Il Re dei Mostri (Gojira no gyakushû) di Motoyoshi Oda, che in Italia approdò nel 1957, anche se quello rilavorato dagli americani uscì nel 1959 con il nome di “Gigantis the Fire Monster”. Teniamo conto che per il mercato estero doveva chiamarsi “Godzilla Raids Again!” , potete ben capire il guazzabuglio in cui mi sono scontrato. Senza tanti fronzoli, il film è il sequel del precedente e inaugura, involontariamente e malauguratamente, la catena di pellicole in cui abbiamo continui mostri contro mostri. Disastro contro disastro. Paura contro terrore e tutto ciò fino a i giorni nostri.

Non ricordo Godzilla ma i mostri c’erano!

In questo film, dai toni un poco più dark rispetto al primo e differenze di costumi,  Godzi si ritrova a combattere contro un riccio gigante chiamato Angila. Il combattimento si protrae per quasi tutto il film e ovviamente Godzi ha la meglio, ma viene inseguito dall’esercito giapponese che lo seppellisce nei ghiacciai del Polo Nord, evitando così che rada al suolo Tokyo.

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Foto da dietro le quinte de “Il Re dei Mostri”

Nel 1962 venne realizzato un seguito: Il Trionfo di King Kong (Kingu Kongu tai Gojira), la cui storia è altrettanto interessante. La star degli effetti speciali di allora, Willis O’Brein (per capirci l’anima di King Kong), aveva un suo progetto straordinario: far comparire il mega scimmione e Frankenstein versione grattacielo nella stessa pellicola…

DATE UNA CINEPRESA  A  QUEST’UOMO!!

Di tutti quelli a cui ha proposto il film se ne interessò solo il buon vecchio Ishiro Honda, che rilanciò la proposta di Frankenstein con… indovinate un po’? Beh mi sembra ovvio: Godzilla!

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Immagini da “Il Trionfo di King Kong”

Il cattivo risveglio del lucertolone è contemporaneo alla scoperta di un’isola che pare nasconda bacche narcotizzanti, in cui si cela un essere venerato dagli isolani come un Dio. Egli è King Kong, altro protagonista della pellicola, qui più brutto che mai.

Assistiamo perciò ad un cambio di rotta in cui, abbandonata la via del Gojira salvatore, la scimmia diventa la paladina del Giappone.

Idea fra l’altro portata avanti nel successivo capitolo: Watang! Nel favoloso impero dei mostri (Mosura tai Gojira, 1964). Godzilla nuovamente infervorato dal brusco risveglio dovuto ad un terremoto, genera scompiglio sull’isola nipponica. Il caso vuole che all’inizio del film venga ritrovato un uovo gigantesco sulle spiagge del Giappone proveniente da un’isola misteriosa colma di esseri magici e tribù devote ai loro dei, sorvegliata da una falena gigante chiamata Mothra. [Protagonista nel 1961 di un film omonimo sempre di Ishiro Honda].
La falena cercherà di salvare gli uomini da Godzilla tentando di abbatterlo, ma saranno le larve uscite dall’uovo a sconfiggerlo.

Immagine da “Watang! Nel favoloso impero dei mostri”

Nonostante le difficoltà rappresentative che hanno incorniciato il film, dove in alcune sequenze si è voluto rendere la lucertola dalle espressioni più fanciullesche, la pellicola è una delle più riuscite, sia per incasso che per realizzazione. Secondo gli autori la scelta fu dettata dal voler far divertire i bambini, senza però considerare il targhet più adulto della saga. Come se volessi mostrare Scream a dei minorenni piazzando dei palloncini colorati vicino ad un morto.
Un grido di vittoria per questa pellicola è senz’altro la mancanza di rielaborazioni americane.

Ben prima dello sbarco sulla luna (1969), la scoperta della radiazione cosmica di fondo poneva le basi del concetto di nascita dell’universo stesso e la missione Marine 3, con il suo fallimento verso Marte, non faceva altro che farci rivolgere lo sguardo verso il cielo. Dobbiamo considerare le continue apparizioni di U.F.O. in varie zone del mondo a partire dagli anni ’50, fenomeno che si è incrementato negli anni aprendo la mente di Roberto Giacobbo.

Non chiedo di meglio

Quindi ci si pose la domanda: Se la minaccia venisse dall’alto?

Rispondendo a questo quesito, sempre nello stesso anno Godzilla si venne a scontrare con uno pterodattilo troppo cresciuto (Rodan) ed una Idra Spaziale (Ghidora), venuta con lo scopo di distruggere tutto. Questo era Ghidora! Il mostro a tre teste (San daikaijū: chikyū saidai no kessen) del 1964. Un anno dopo l’universo venne successivamente ampliato con alieni che chiedono l’assistenza dei terrestri per essere salvati dal mostro Ghidora, in L’invasione degli Astromostri (Kaijū daisensō, 1965). Una richiesta rivelatasi il cavallo di troia del secolo (che si scoprì essere una nave) portando alla sottomissione di Godzilla e Rodan e all’invasione della Terra.

Rappresentazione di Ghidora

Rappresentazione di Ghidora

Dato il ritmo con la quale uscivano i film, era ovvio che le idee cominciassero a mancare e che agli effetti grafici non seguissero quegli strepitosi “OH!”, “AH”, “EH”, “UH” a cui ci eravamo abituati.

Con Il Ritorno di Godzilla (Gojira, Ebirâ, Mosura: Nankai no daiketto, 1966), Il Figlio di Godzilla (Kaijûtô no kessen: Gojira no musuk, 1967), Gli Eredi di King Kong (Kaijû sôshingeki, 1968) e Godzilla’s Revenge (Gojira-Minira-Gabara: Oru kaijû daishingeki, 1969), ci si trova ad assistere alla distruzione dell’Isola Infant (prima soggiogata e poi salvata da Godzi e Mothra) e alla crescita esponenziale per radiazioni, del figlio di Godzilla, caratterizzato da un costume decisamente orribile e poco somigliante. Ciò spingerà la TOHO a dichiarare: “Beh ovvio, lo ha adottato!“.

Nipote di mubarak scansati!

E l’anno successivo, sebbene in Italia sia uscito nel 1971, vediamo un’isola artificiale futuristica, tenuta strettamente sotto controllo umano in cui vivono solo Kaiju. Le forze aliene la attaccano e spetta a Godzilla e ai i suoi salvare la situazione. Non so se sia un Avengers con costumi in saldo o Winny the Pooh! il film.

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Passano due anni e Godzilla si imbatte in un organismo alieno che si nutre dell’inquinamento del Giappone, evolvendosi e sputando acido corrosivo, si tratta di Godzilla – Furia dei Mostri (Gojira tai Hedorâ, 1971). Nonostante il regista della pellicola, Banno, sia stato “bannato” da ulteriori film del mostro questo progetto è da considerarsi quello con il messaggio più forte.

Madonna che simpatico umorista.

Nel 1972 viene ripresa la continuity della saga che era stata dimenticata ma diventa un film dei Muppets, dando la parola a Godzilla & Co. Stiamo parlando di Godzilla contro i Giganti  di Jun Fukuda (Chikyû kogeki meirei: Gojira tai Gaigan).

Cosa curiosa è la sigla del film, che stringe molto l’occhio alle intro di 007. Dagli anni ’70 abbondarono i titoli dalla grafica decisamente ridicola andando su qualcosa di più contemporaneo.

Con il 1973, 1974 e 1975 i film rimangono sempre su quello stampo. Godzilla continuerà a salvare la Terra, stavolta con l’aiuto degli uomini che sono in grado di costruire robot giganti, come ne Ai confini della realtà (Gojira tai Megaro) americanizzato da una capitalistica Coca-Cola all’inizio del film; o il ritorno di alieni rompiscatole in Godzilla contro i Robot (Gojira tai Mekagojira) e in Distruggete Kong! La terra è in pericolo! (Mekagojira no gyakushu) in cui Kong non era nemmeno in pellicola.

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Dal lontano 1955 al 1975 abbiamo potuto vedere la nascita di un mostro e la sua trasformazione in un dio. Tra Honda e Fukuda, i padri della saga, e Shin’ichi Sekizawa e Takeshi Kimura loro sceneggiatori, abbiamo potuto farci un’idea del leggendario paladino di Tokyo. Volgere l’occhio ad un pubblico più giovane rispetto al progetto iniziale più adulto, con costume alla Power Ranger distaccava troppo la concezione di realismo e terrore che avrebbe dovuto insinuare. Inoltre in questo periodo, intorno al 1973, Godzilla piomba nel mondo fumettistico della Marvel, con Kongzilla, nato dalla fusione con King Kong durante un loro combattimento. Divenendo un grande nemico per lo S.H.I.E.L.D.

Kongzilla - Marvel 1973

Dal nome degli Imperatori del Giappone si classificano le Ere che catalogano i film. Con l’Impero di Hirohito abbiamo appena conosciuto

 

それは昭和だった

l’Era Showa

L’Imperatore Hirohito ed il principe Akihito

 

Dalla morte dell’imperatore Hirohito (1989), proseguì  il figlio Akihito. Comincia così:

それは平成だった

l’Era Heisei

Ora, sebbene dovessero iniziare nell’89, i film dell’era Heisei racchiudevano anche Il Ritorno di Godzilla (Gojira, 1984) di Koji Hashimoto. Notiamo sin dal nome che si vuole rilanciare quel progetto che col tempo e con l’assillante e continua uscita di pellicole nelle sale, ha poi portato all’inabissarsi del soggetto stesso da parte della TOHO, compagnia che oltre ad aver prodotto Godzilla in tutti i suoi film, ha anche generato i mostri che lo stesso Godzilla si è trovato a combattere. Potremmo definirlo un progetto, da parte della casa di produzione, molto ambizioso, così come il progetto attuato e che si è prolungato per più di dieci anni nella Casa delle Idee. Effettivamente, lasciando perdere modo, tecnologia e trama (sebbene anche di questa se ne possa discutere) l’universo generato dalla TOHO non è tanto dissimile da quello di casa Disney/Marvel, anzi la si potrebbe definire progenitrice di quella stessa idea.

Con il film del 1984 qualcosa è cambiato nella saga di Godzilla. La TOHO capisce che bisogna fare un reboot del personaggio, sia nell’aspetto che nella storia che ha vissuto. Cambiando genere e tecnologia si riparte dal film del lontano ’54 creando una nuova linea narrativa ambientata 30 anni dopo la presunta morte di Godzilla, raccogliendo tutte quelle innovazioni del cinema che erano presenti all’epoca. Così con l’animatronic, tecnologia utilizzata molto dalla Disney nei film come Mary Poppins (1964), o da Spielberg ne Lo Squalo (1975) ed E.T. (1982), per non parlare di Jurassic Park (1993). Ciò rese Godzilla più realistico e di conseguenza più angosciante (dai 55 metri di altezza ora passa a 60 metri).

Il mostro non è più una minaccia solo per il Giappone, ma per tutto l’organismo mondiale. Questo renderà il prodotto più fruibile al pubblico Occidentale e renderà la gente di ogni nazione angosciata a causa della bestia. La paura da locale diventa globale.

Il Ritorno di Godzilla, o Gojira, diretto da  Koji Hashimoto, con la sceneggiatura di Hideichi Nagahara & Tomoyuki Tanaka, assumerà una manipolazione americana dal titolo Godzilla 1985, in cui verrà richiamato Raymond Burr, interpretazione che gli fece conquistare una nomination al Razzie Awards del 1985.

Vai così Perry!!

In questa pellicola Godzilla si dirige verso Tokyo. Tutto il mondo è pronto a combatterlo, tanto da creare un Dipartimento G nel quale vengono realizzate armi con le tecnologie più avanzate al mondo. Sarà qui che verrà realizzato il Super X, un disco volante in grado di contrastare Godzilla. Sarà un richiamo sonico ad intrappolarlo all’interno di un vulcano.

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Il titolo successivo, Godzilla vs. Biollante (Gojira vs. Biorante1989) di Kazuki Ohmori, vedrà una ricerca scientifica in cui le cellule di Godzilla vengono mischiate con quelle di una pianta. L’organismo raggiunta l’acqua, subirà una crescita esponenzialmente. Questo, di nome Biollante, costringerà Godzilla appena risvegliato a tornarsene sul fondo del mare mentre la pianta sparirà come spore al vento.

Viene introdotto un vecchio problema petrolifero che interessa molto gli arabi. Erano momenti in cui si parlava dell’esaurimento del petrolio e quindi del Peak of Oil, ovvero il “picco del petrolio”: teoria in cui si ipotizzava dell’esaurimento di tutti i giacimenti petroliferi al mondo, dai 40 ai 70 anni dopo la loro maggiore scoperta. Questo avvenne negli anni ’60/’70, ma tale teoria è poi stata abbandonata in quanto l’avvento di nuove tecnologie ha portato diversi nuovi picchi determinando la presenza di petrolio ancora per molto tempo.

Nel film i paesi arabi, cercano disperatamente una soluzione futura alla fine dei giacimenti. In questo caso l’intento era creare piante resistenti alle loro zone rigide.

Nel 1966 uscì un libro molto particolare: Cyborg 2087 di Franklin Adreon. Questo libro influì molto su un importantissimo film; sto parlando di Terminator (The Terminator, 1984) dove un androide torna nel passato per cambiare il futuro.

Tranquilli non parlerò di Terminator Vs Godzilla, che sarebbe la poesia del trash, ma di Godzilla contro King Ghidora (Gojira tai Kingu Gidora, 1991), sempre diretto da Kazuki Ohmori e sequel di Godzilla vs. Biollante.
Una navicella spaziale fluttua per il mondo, tutti pensano agli UFO ma in realtà si riveleranno essere uomini e androidi del 23° secolo pronti ad aiutare il Giappone dalla minaccia di Godzilla.

I viaggiatori del tempo si scopriranno fare parte di un’organizzazione mondiale che regola il potere delle varie nazioni. Il loro compito è impedire al Giappone di diventare la gloriosa potenza del futuro e per farlo porteranno nel passato tre creature che diverranno un’unica entità: Ghidora. Nel frattempo un giornalista viene a conoscenza che durante la seconda guerra mondiale in Giappone era presente un dinosauro e con tutta probabilità a seguito degli esperimenti atomici della bomba H sull’atollo Bikini, si è poi evoluto in qualcosa di più grande.
Questo coinvolto dal governo, tornerà indietro nel tempo per catturare quel dinosauro e nasconderlo.
Scoperto il bluf dei viaggiatori cercheranno di inviare testate nucleari sul dinosauro dormiente per tramutarlo in Godzilla e abbattere la bestia, successivamente tramutata in androide. Alla faccia di chi dice che un film sui mostri è banale .

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Dopo King Ghidora con Godzilla contro Mothra (Gojira vs. Mosura, 1992), riscopriamo le origini della falena e delle fatine Cosmos.
In origine Mothra è costretta a battersi con la sua sorella cattiva Battra, nata per volere della Terra dopo che gli isolani hanno realizzato secoli prima una macchina in grado di modificare il clima. Mothra all’epoca vinse la battaglia perdendo la vita. Ora a seguito di un meteorite, Battra viene risvegliata e come omaggio alla vecchia pellicola, troviamo un uovo da cui nascerà Mothra. Insieme si batteranno contro Godzilla in uno scontro dove avrà la peggio la sorella Battra, colpita dal raggio atomico del lucertolone e che la farà finire in mare. Le fatine Cosmos vedendo il sacrificio sotto forma di spiriti entreranno in Mothra che si leverà nello spazio per fermare un grande asteroide.

Come omaggio al vecchio film, Kazuki Omori (qui in veste di sceneggiatore) inserisce un forte messaggio critico verso le multinazionali e il loro uso sulla pubblicità a discapito della natura. Il film è di Takao Okawara e sempre suo sarà quello del 1993 nel quale non viene dimenticato il corpo di Ghidora nei fondali marini e la sua testa tecnologica viene usata per un arma del Dipartimento G, ossia il Mekagojira, robot dalle fattezze di Godzilla. Torna Rodan, torna il figlio di Godzilla, torna Godzilla Vs Mekagojira sceneggiato da Wataru Mimura.

A voi un piccolo tributo a Godzilla Junior

Considerato in parte un seguito del film del ’93, Godjira VS Supergojira (o Spacegojira, 1994) di Kensho Yamashita, vede costruire un robot gigante in grado di dividersi ed avere una sezione in grado di combattere a terra ed una per via aerea. Dato che il film non aveva troppo senso viene introdotta la figura di Mothra e delle sorelle Cosmos… tutta un’altra cosa!

Nel 1995 Takao Okawara torna alla regia con il film Gojira vs. Destroyer (Gojira vs. Desutoroia), con la storia di Kazuki Ohmori che ricollega ancor di più le origini del mostro, guardando in modo radicale al futuro. Nella pellicola del ’54 Gojira veniva abbattuto attraverso una macchina distruttrice di ossigeno. Proprio quella macchina generò crostacei dalle abilità straordinarie in grado di unirsi fra loro generando un mostro immenso. Qui Godzilla si presenta ferito, esausto e negli anni tutte le radiazioni lo hanno portato ad essere una bomba ambulante pronta ad esplodere. Il suo corpo sta cambiando ed il suo raggio distruttivo passa dal blu al rosso intenso. Ritroviamo pure il figlio di Godzilla in ottima forma, finchè non verrà abbattuto e la rabbia di Godzilla lo porterà alla autodistruzione. Gli umani decidono di sopprimere Godzilla prima che esploda utilizzando cannoni al distruttore d’ossigeno (che fra l’altro hanno generato il problema). La scena è forse è la più triste di tutta la saga: vediamo la decomposizione, il disfacimento, la fine della creatura più amata e odiata della storia del Giappone. Infine un grido prima del buio.

Dove era caduto il figlio di Godzilla, vediamo sollevarsi una creatura immensa. Junior era diventato adulto. Godzilla è tornato!

La fine di Godzilla segna la fine pure dell’epoca Heisei. Inizia quindi nel 1999:

それは、ミレニアムました

l’Era Millennium

Prima però ho bisogno di un caffè e diverse ore di sonno.

Il 1998 genera nell’occidente, sotto la direzione di Roland Emmerich e scritto a quattro mani con Dean Devlin, un Godzilla pronto a scatenare l’inferno negli Stati Uniti. Forma diversa e un’altra storia. Decisamente più catastrofico. 

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Un remake totale in cui esperimenti nucleari al largo della Polinesia da parte dei Francesi, han comportato una crescita esponenziale di un iguana. Seguendo i banchi di pesce il mostro arriva a New York dove il governo americano e una piccola squadra segreta francese tentano di abbatterlo eliminando pure le sue uova. Verrà abbattuto con semplici missili e per questo sarà catalogato con il nome “Zilla” da parte dei fan delle pellicole originali, per identificare la sua debolezza. Anche se scarso, questo Zilla ha portato di molto l’attenzione di tutto il pubblico mondiale nei confronti del mostro ed in più l’utilizzo di effetti speciali spettacolari gli hanno assegnato un Saturn Award, ma anche diversi Razzie.
La denuncia sul nucleare è molto forte e Jean Reno probabilmente gli da quel tocco di classe da non sottovalutare.

Dimmi “Tre tigri contro tre tigri” Jean

La Sony creò una serie tv sequel della pellicola di Emmerich dal titolo Godzilla: The Series, dove essendo sopravvissuto un uovo alla distruzione, una volta schiuso sarà allevato dallo scienziato Tatopoulus.
La serie è andata in onda dal 1998 al 2001, con due stagioni per un totale di 40 episodi.
Se come aspetto è decisamente diverso dall’originale questo Godzilla è molto più abile nei movimenti, meno goffo e più terrificante di quelli visti finora.

1998 - Godzilla The Series - Fox Kids

La Millennium è un’era che offre a noi Italiani una vera sorpresa soprattutto perché è ancora inedita. Forse un bene? Forse un male? Lo scopriremo subito dopo il salto, ma nel frattempo a voi tutti i migliori ruggiti del Godzi.

WOW CHE PAURA!!

Nell’era Millennium, Godzilla è decisamente enorme rispetto alle sue dimensioni precedenti: quasi 100 metri di altezza annessi alle scaglie simili a frammenti di vetro, la forma più terrificante di tutte senza contare il caratteraccio. Una tamarrata colossale.

Cominciamo con Gojira ni-sen mireniamu (o Gojira 2000 – Millenium) sempre di Takao Okawara del 1999, dove organismi alieni si fondono con le cellule di Godzilla e creano un malefico organismo gigante.

Continuiamo con Gojira x Megagirasu – Jī shōmetsu sakusen (letteralmente Godzilla contro Megaguirus – Strategia di sterminio G dove “×” si pronuncia “tai” cioè “contro”) di Masaaki Tezuka del 2000, dal passato arrivano insetti che succhiano cellule di Godzilla diventando veramente molto grandi.

Poi è la volta de Gojira, Mosura, Kingu Gidora: Daikaijū sōkōgeki, film del 2001 di Shûsuke Kaneko non basta invocare due mostri per abbatterlo, e nemmeno tre a dire la verità. Mothra, Ghidora e Baragon sono chiamati ad eliminare il mostro, ma Godzilla non ne ha per nessuno e dopo averli ammazzati si trova un missile nello stomaco lanciato da un sottomarino. Pare sia ancora vivo… MINCHIA!

Tanto è grande la stupidità umana, tanto più l’uomo è deciso a celebrarla. Infatti il 2002 offre Gojira X Mekagojira sempre di Masaaki Tezuka, che ricollegandosi in modo strano al primo film del 1954, spiega come erano state acquisite cellule di Godzilla ed inserite nella struttura meccanica ad alta tecnologia di questo grande e nuovo robot. Appena lo accendono il robot si ribella all’umanità.

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Si prosegue con il 2003 con Gojira tai Mosura tai Mekagojira: Tôkyô S.O.S., sempre di Tezuka, in cui Mothra interviene per fermare quell’abominio fatto nei laboratori con le cellule di Godzilla, nel frattempo Godzi interviene e distrugge il robot, Mothra lo affronta ma viene sconfitto. Al suo fianco viene mandato nuovamente il nuovo robot che lo colpisce duramente e due larve giganti tessono una fila attorno al lucertolone. All’improvviso lo spirito del primo Godzilla del ’54 si risveglia in Mekagojira che prende Godzilla e lo trascina nei fondali del mare.
Questo finale dovrebbe voler trasmettere il semplice messaggio che il naturale corso delle cose non può essere fermato tanto che nemmeno la scienza può metterci mano perché la natura troverà sempre il suo equilibrio, o almeno così dovrebbe essere…

Si arriva quindi a Gojira: Fainaru uôzuconosciuto anche come Gojira – Final Wars (di Ryûhei Kitamura2004), ultimo film di quest’era, si vuole rendere omaggio a tutte le vecchie pellicole delle varie ere utilizzando a volte gli stessi costumi, ma cosa molto particolare e non poco importante è il percorso narrativo della storia. Si parte dall’ultimo film dell’era Showa in cui Godzilla si risveglia dall’ibernazione e come ultima speranza per la terra fortemente sotto attacco dai mostri con cui ha negli anni ha combattuto, e da tempo dimenticati. Sconfitti uno dopo l’altro, sparisce con il figlio. Un’accozzaglia di scene già viste e senza il minimo pudore.

Appare anche Zilla immediatamente sconfitto per sottolineare la potenza del Godzilla originale. Tutto decisamente mal scritto per quello che fu il 50° anniversario. FOLLIA PURA!

BRUCIATI

E’ stato un bene o un male non aver avuto l’onore di vedere una distribuzione italiana di quest’era? Beh si potrebbe rispondere che è stata la fortuna più grande, in quanto si è dimostrata l’assenza di originalità con film rimasti legati ad una tradizione antica di fare cinema e di stupire. Oltretutto esiste una scarsità di effetti speciali ottimali soprattutto per il periodo in cui siamo e perché vengono dal Giappone, la patria della Sony, la nazione delle meraviglie tecnologiche.

Come ho detto precedentemente quest’era raccoglie la più completa “tamarrata” visiva che è ben sintetizzabile con questo trailer molto anni ’90 e decisamente poco attuale:

Visti i bassi incassi e la profonda critica scaturita negli ultimi film, la Toho ha così deciso di fermarsi per almeno 10 anni dalla realizzazione di film sul lucertolone, per poi riprendere per il 60° anniversario. Se la notizia ha rilassato di molto il mondo, un’altra novella ha scaturito interesse e forse terrore: l’America era pronta per un altro film.

La Sony infatti aveva deciso di rilanciarsi sul mercato americano con un altro remake, più affine all’originale e più celebrativo per il 60° anniversario.
Venne così affidata la regia a Gareth Edwards e nel 2014 uscì nelle sale Godzilla (qui la nostra recensione).

Alla luce di tutti questi fatti, dopo aver navigato per tutte le ere ed esserci fracassati con tutte le storie ed origini che hanno coinvolto Godzilla, ci viene da rivalutare la prima impressione del film e reputarla la pellicola del 2014 come la migliore di tutte le saghe che sono state create per il mostro. C’è la piena grandezza del personaggio, c’è lo scontro con gli esseri estranei che hanno da sempre cercato di distruggere la terra, c’è il Godzilla salvatore ma pure il “pericolo Godzilla”. L’imponenza è disarmante. Nel film Godzilla è l’equilibrio della terra, qualcosa che non si può distruggere perché forse è un Dio, un Dio che salva il Giappone ancora una volta come nei precedenti film.

Il pericolo del nucleare esiste ma non è la causa del problema. E’ un mezzo e nel film viene usato in un modo brillante per trasmettere la paura di qualcosa di instabile. Come brillante è l’interpretazione di Bryan Cranston. Tuttavia, purché non ami il genere di mostri contro mostri, non posso fare altro che considerare il film un ottimo prodotto, almeno nel suo genere.

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 Tutte le altezze di Godzilla

Venne completamente rielaborato l’urlo di Godzilla. Il grande marchio di fabbrica nato nella pellicola del 1954 da Akira Ifukube che, oltre a comporre la colonna sonora, creò il suono stridente del mostro battendo le corde di un basso con un guanto di pelle incatramato, in quest’ultima versione si ha l’unione di uno sportello arrugginito di un’auto e un suono pompato degli amplificatori durante un concerto dei Rolling Stones.

Nella sua longeva vita Godzilla ha influenzato la cultura popolare, come abbiamo visto, con serie animate, giocattoli e fumetti. E’ stato fonte di ispirazione per i Pokemon e probabilmente ha contribuito alla realizzazione, seppur indirettamente, dei Power Ranger; per quanto riguarda i videogiochi invece ha saputo influenzare titoli come War of Monsters del 2003 per PS2, Rampage del 1986, King of Monsters del 1991 e Destroy all Humans 2 del 2005. Viene pure menzionato in molte altre pellicole, dall’Aereo più pazzo del mondo… sempre più pazzo, ai Ghostbuster. Senza contare dell’enorme influenza che ha in Cloverfield del 2008 o in Pacific Rim del 2013.

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Gioco King of Monsters

 

Perfino nella musica la sua influenza è stata forte, non solo nelle canzoni ma pure nel nome dei gruppi come i Gojira.

A livello fumettistico invece è interessante segnalare, proprio perché è un prodotto italiano, che il lucertolone ha fornito l’ispirazione per il numero 37 di Nathan Never, “L’orrore sopra di noi“, un’opera che ha più di  vent’anni ormai, scritta da Antonio Serra, uno dei tre creatori del personaggio nonché grande appassionato del Godzi e disegnata da Dante Bastianoni.

Il n. 37 di Nathan Never del giugno 1994

La sua importanza è stata così elevata che gli ha pure permesso di avere una stella al Walk of Fame e nel 1996 vinse all’MTV Awards il Premio alla Carriera.

Poi arrivò il 2017 con Kong: Skull Island. Non un semplice film ma l’inizio di qualcosa di grande. In principio si mostra come una normale pellicola su King Kong a se stante e decisamente ben fatta, ma nelle scene dopo i titoli di coda sono cominciate le convulsioni. Pieni riferimenti a Mothra e Ghidora. Si prospettano giorni idilliaci in cui la tamarrata ha un nome e quel nome è:

 

モンスターヴァース

MonsterVerse

Arriviamo così al 2019 in cui sta per uscire la pellicola di Michael Dougherty Godzilla II: King of the Monsters in cui sappiamo già che compariranno Mothra, Rodan e Ghidora.

Ora non so il prodotto che verrà realizzato, ma di certo negli anni Godzilla non ha fatto altro che stupire, ridere e annoiarci. Con il Re dei Mostri tutto è incerto, ma senza ombra di dubbio, dopo più di 60 anni, fa ancora parlare di se e chissà quanto se ne parlerà ancora.

Nel caso la vostra curiosità vada oltre l’umana comprensione, ecco a voi il link di acquisto della Collezione [Edizione Tedesca]
Ma se volete recuperare solo il primo film questo è il link [Edizione Francese].

Successivamente all’esplosione degli incassi con il film del 2014, la Toho ha deciso di anticipare la produzione di nuovi film sul Godzi nazionale realizzando nel 2016 Shin Gojira di Hideaki Annoin cui per la prima volta Godzilla non segue i precedenti film del Giappone, ma ne riscrive la storia generando un vero e proprio reboot. Si apre un nuovo capitolo. Comincia:

 

それはリブートだった

l’Era Reboot

In America è uscito in Ottobre, e in Italia solo per un weekend, vi sono state molte critiche positive, considerato vero omaggio al cinema giapponese.

Netflix lo scorso anno ha rilasciato 3 film anime dai tratti esplosivi che intendo assolutamente vedere, in cui il mondo è abbandonato alla mercé del Re dei Mostri e solo un drappello di uomini intende riconquistarlo, si tratta de Godzilla: Il pianeta dei mostri (2017), Godzilla: Minaccia sulla città (2018) e Godzilla: Mangiapianeti (2018).

Dopo tutto questo mi domando come, in un periodo di grandi reboot fantascientifici e di grandi investimenti, l’America non abbia ancora dato il via al reboot della “Trilogia dei Dinosauri”. In fondo tutto è partito da qui…

 

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