Philip Seymour Hoffman

Categorie: Scheda

Pubblicato il 24-07-2017 alle 18:00

 

Il 2 febbraio 2014, un’overdose di eroina ha causato la morte di Philip Seymour Hoffman. Una battaglia che durava da anni, con varie terapie riabilitative e altrettante ricadute.
E’ troppo semplice etichettare una persona con dipendenze come un semplice “drogato” o “alcolizzato”, dimenticando i pregi di una persona. E anche i suoi sentimenti, perché se hai una dipendenza grave, non sei felice e spensierato, ma sei tormentato dentro. E ti senti solo.

Rendiamo quindi omaggio a questo grande attore con alcune delle pellicole in cui dimostra tutta la sua bravura e la versatilità.

Twister

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Twister (1996, USA, 113 min.)
Regia: Jan de Bont
Scritto da Michael Crichton & Anne-Marie Martin
Interpreti: Helen Hunt, Bill Paxton , Cary Elwes.
Genere: Azione | Avventura | Disaster movie

La dottoressa Jo Harding ed il suo team di ricerca studiano i tornado: vogliono infatti implementare il sistema di allerta per la popolazione. Quando suo marito Bill la raggiunge sul campo per i documenti del dìvorzio, si fa prendere dalla nostalgia e si riunisce al gruppo alla frenetica caccia di un tornado di massima potenza, al fine di collaudare un sofisticato marchingegno da lui progettato.

Di solito non mi appassionano i film di disastri, ma questo mi è piaciuto; intendiamoci, ha le sue pecche, però si guarda tranquillamente.
La trama è assai semplice e lineare, anche scontata se vogliamo. I personaggi non sono troppo profondi, giusto Jo e Bill hanno più caratterizzazione, gli altri non spiccano in quanto a personalità, tranne Dusty che fa il giullare (ed indovinate chi lo interpreta…).
D’altronde il punto di forza del film sono i tornado, perfettamente ricreati dal vasto comparto degli effetti speciali. Nonostante i quasi 20 anni, restano comunque ben realizzati.
Alcune scene sono un tantino inverosimili, ma di sicuro non mancano l’azione e la tensione.
Non mi intendo di meteorologia, quindi non so se le informazioni scientifiche che danno sono corrette, ma ci fidiamo!
La colonna sonora è ottima, bella carica nei punti giusti, e comprende dei brani dei Van Halen, e dei Deep Purple.
La pellicola è ambientata in Oklahoma, e le scene in esterna (la maggiorparte) sono girate in loco e in Iowa: troviamo il tipico paesaggio tremendamente pianeggiante di quelle zone di campagna.
Il gruppo all’apparenza è male assortito, ma si rivela unito e ognuno è ligio al proprio compito. La recitazione di tutti è convincente.
Jo (Helen Hunt) è la classica scienziata a cui interessano più i dati scientifici che mettersi a riparo dai tornado. A mio parere, la firma sui documenti del divorzio se l’era dimenticata apposta, spolverando un vecchio trucco.
Bill Paxton è invecchiato malissimo rispetto ad Aliens di dieci anni prima; il personaggio di Bill ha lasciato la caotica vita di cacciatore di tornadi per quella più tranquilla di meteorologo, e desidera sposarsi con la sua nuova donna, Melissa.
Ovviamente cadrà vittima del suo feeling con i tornado e tornerà alla loro caccia, mettendo in secondo piano la sua relazione con Melissa.
Philip Seymour Hoffman interpreta l’espansivo Dusty, sempre sorridente e apparentemente fancazzista: bisogna riconoscergli che quando c’è da lavorare, non fa una piega; guida uno scuolabus con le attrezzature nel retro: anche qui i fondi per la ricerca mancano! E la discrepanza si vede ancora di più se si fa il paragone con il team avversario, tutti sofisticati e con strumentazione all’avanguardia.

Voto di Lisbeth: 3,5 succhio-zone su 5
Voto di IMDb: 6,2

Il grande Lebowski

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The big Lebowski (1998, USA, 117 min.)
Regia: Joel Coen
Scritto da Ethan Coen & Joel Coen
Interpreti: Jeff Bridges, John Goodman, Julianne Moore, Steve Buscemi, John Turturro, Peter Stormare.
Genere: Commedia grottesca
Imdb Top Rated Movies #165.

Per la recensione completa, visitate questa pagina.

Philip Seymour Hoffman qui interpreta il ruolo minore di Brandt, il ridanciano e apprensivo segretario del Signor Lebowski, forse l’unico vero membro della famiglia che ne rispetti l’autorità. Hoffman reciterà 10 minuti scarsi, ma l’interpretazione è grandiosa.
Nella versione italiana è doppiato da Roberto Stocchi.

Voto di IMDb: 8,2
Voto di Lisbeth Kelevra: 4,5 drughi su 5

 

Flawless – Senza difetti

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Flawless
(1999, USA, 112 min.)
Regia & sceneggiatura: Joel Schumacher
Interpreti: Robert De Niro, Philip Seymour Hoffman, Barry Miller
Genere: Commedia

Walt è una guardia di sicurezza pluridecorata di New York, che non mostra particolare simpatia per la comunità omosessuale. Il caso vuole che come suo vicino di casa abbia Rusty, un’appariscente drag queen, che suona il piano.
Quando Walt viene colpito da un ictus e perde l’uso della parte destra del corpo, su consiglio del medico, si rivolgerà proprio a Rusty per delle lezioni di canto. Tra i due si creerà un’inaspettata amicizia, seppure con i suoi alti e bassi.
Intanto nello stesso palazzo, dei malviventi cercano del denaro che gli è stato rubato da un’inquilina, amica di Rusty.

I primi minuti del film mostrano quanto Walt sia intollerante: va a piedi pur di non salire in ascensore con delle drag queen, e quando queste si esibiscono in una performance canora, le prende a male parole.
Indicativo poi dei due diversi modi di vivere è il montaggio alternato di Walt e Rusty, ognuno di fronte al proprio specchio, che si preparano per la serata.
Nel complesso il ritmo è un po’ lento, l’azione è data dalle incursioni sullo schermo dei criminali alla ricerca dei soldi. Il film si svolge prevalentemente all’interno delle case di Rusty e di Walt, che rispecchiano le due personalità: piena di colori vivaci la prima, buia ed austera la seconda.
Un irriconoscibile Philip Seymour Hoffman interpreta magistralmente Rusty, uomo intrappolato nel corpo di una donna e per questo rifiutato dalla famiglia. Questo non ha abbattuto Rusty, che, insieme alle amiche drag queen, si esibisce in un locale, e partecipa al concorso “Flawless (senza difetti)”.
La sua interpretazione in vesti femminili va di pari passo con quelle di Patrick Swayze e Wesley Snipes in “A Wong Foo, grazie di tutto, Julie Newmar“.
Questo ruolo gli è valso la nomination “Miglior attore non protagonista” ai Satellite Award e al San Diego Film Critics Society Award.

flawless.PSHOttimo anche DeNiro, doppiato ancora da Ferruccio Amendola, nei panni dello scorbutico e conservatore Walt.
Nonostante queste brillanti interpretazioni, il film non mi ha coinvolto più di tanto.

Voto di IMDb: 6,4
Voto di Lisbeth Kelevra: 3 difetti su 5

 

Red Dragon

Red Dragon (2002, USA, Germania, 124 min.)
Regia: Brett Ratner
Interpreti: Anthony Hopkins, Edward Norton, Ralph Fiennes, Harvey Keitel, Philip Seymour Hoffman, Emily Watson
Scritto da Ted Tally (sceneggiatura), tratto dal romanzo di Thomas Harris (romanzo)
Genere: Thriller

Per la recensione completa, visitate questa pagina.

Hoffman interpreta il piccolo ma importante ruolo di Freddy Lounds, un giornalista sempre a caccia di gossip (quindi un vero e proprio rompiscatole, anche un po’ viscido) che in passato ha invaso la privacy di Will Graham, mentre era in coma. Non ci meravigliamo se Graham perde il controllo quando lo vede!
Nella versione italiana è Francesco Pannofino a dargli la voce.

Voto di IMDb: 7,2
Voto di Lisbeth Kelevra: 4,5 fatine dei denti su 5

 

Truman Capote – A sangue freddo

Capote (USA, Canada, 2005, 114min)
Regia: Bennett Miller
Sceneggiatura: Dan Futterman, tratto dal libro di Gerald Clarke.
Cast: Philip Seymour Hoffman (Truman Capote), Clifton Collins Jr. (Perry Smith), Catherine Keener (Nelle Harper Lee), Allie Mickelson (Laura Kinney)
Genere: drammatico | biografico
Vincitore di un premio Oscar: miglior attore protagonista (Philip Seymour Hoffman).

Il 14 novembre 1959, a Holcomb in Kansas, la famiglia Clutter viene uccisa. L’eccentrico scrittore Truman Capote si reca sul luogo per scrivere un articolo sulle ripercussioni della strage sui cittadini. Quando vengono catturati i killer, Truman rimane affascinato da uno di essi, Perry Smith, con cui instaura una relazione controversa.

Il film è lento nella prima parte, ma quando si incontrano Perry e Truman, il fascino della loro relazione, e i dubbi che ne conseguono, ti incolla allo schermo. Rimane ignoto se Capote abbia un interesse genuino nella relazione con Perry, oppure se lo sfrutta solo per il libro. In molte occasioni il suo comportamento è assai ambiguo. All’inizio vede il killer come spaventato e timido, gli trova un buon avvocato per ricorrere in appello. Paga il direttore del carcere per visitarlo e, parlando con Perry trova delle analogie tra la sua infanzia e la propria, entrambi abbandonati dalla madre alcolista. Ma l’autore si tira indietro quando Perry gli chiede del romanzo, e, quando non sa come concludere il manoscritto, non gli cerca un altro avvocato per un ulteriore appello: in effetti l’unica conclusione possibile era proprio la morte degli assassini.
La vicenda lo traumatizza al punto che non riuscirà più a scrivere e morirà in seguito a delle complicazioni causate dall’abuso di alcool e medicinali.

 

La performance di Hoffman nei panni dell’effeminato scrittore è qualcosa di magistrale! Se cercate delle video-interviste a Capote e notate i gesti e il tono della voce, non troverete alcuna differenza!
L’attore è dimagrito apposta per questo ruolo, che gli è valso l’Oscar, il BAFTA, il Critics’ Choice Movie Award e altri numerosi premi come “Miglior attore”.
Il doppiaggio di Roberto Chevalier rende giustizia all’originale. Lo so, il tono di voce è fastidioso anche più delle unghie sulla lavagna, però che ci posso fare, Capote parlava così!

La fotografia è cupa e scura, gli esterni in Kansas sono sempre nuvolosi e grigiastri, al contrario delle scene ambientate nell’assolata Costa Brava (girate a Malibu in California).

Un po’ lento ma assai interessante.

Voto di Lisbeth: 3,5 su 5

 

Onora il padre e la madre

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Before the Devil Knows You’re Dead
(2007, USA, 117 min.)
Regia: Sidney Lumet
Interpeti: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei
Scritto da Kelly Masterson
Genere: Giallo | Thriller | Crimine

Due fratelli, Andy e Hank, entrambi a corto di soldi, organizzano una rapina alla gioielleria di famiglia: hanno lavorato lì e conoscono tutti i dettagli, in più i genitori sono assicurati. Insomma un piano perfetto e senza intoppi… sulla carta. In realtà va tutto storto, ed Andy ed Hank si ritroveranno in guai seri.

L’azione si svolge in tempi diversi, grazie all’uso di flashback che illustrano le relazioni tra i vari personaggi e la loro psicologia, e mostrano gli stessi eventi raccontati da differenti punti di vista. Se vi vengono dei dubbi durante il film, vi verranno spiegati in qualche flashback successivo. Nonostante questa frammentazione, la vicenda si segue bene e vi tiene incollati allo schermo per tutta la durata del film.
I personaggi sono profondi e le loro storie coinvolgono pienamente. Lumet porta sullo schermo lo sconvolgimento dei valori familiari: i figli che arrivano a rapinare i genitori per permettersi una vita all’estero (Andy) o il pagamento degli alimenti alla moglie (Hank).
C’è poi Marisa Tomei, nei panni della fredda Gina, moglie di Andy, insoddisfatta delle poche attenzioni di cui la degna il marito; proprio a causa di questa carenza affettiva, lo tradisce con il fratello Hank.
Philip Seymour Hoffman interpreta magistralmente Andy, il fratello maggiore, dalla personalità dominante e sicuro di sé; con l’andare avanti della storia ne osserviamo il tracollo e la totale perdita del controllo sugli eventi.
Per questa performance, nel 2008 Hoffman ha vinto il premio come “Actor of the year” secondo la Central Ohio Film Critics Association.
Nella versione italiana è doppiato da Pino Insegno.
Hank, interpretato da Ethan Hawke, è invece più fragile, immaturo e succube del fratello maggiore; quando la rapina va male, viene divorato dal senso di colpa.
Albert Finney interpreta Charles, padre dei due fratelli, sconvolto dalla perdita della moglie; Charles vuole vederci chiaro sulla faccenda della rapina, e quando la polizia lo ignora, comincia ad indagare per conto suo.
Ottima colonna sonora del veterano Carter Burwell (non voletegli male se ha scritto anche la colonna sonora del primo “Twilight”).
Il titolo originale, sicuramente più incisivo del quarto comandamento, è preso da un proverbio irlandese “May you be in heaven half an hour before the devil knows you’re dead” (Che tu possa arrivare in paradiso mezz’ora prima che il diavolo si accorga che sei morto).
Il cast ha vinto il premio come “Best Ensemble Cast” ai Gotham Awards del 2008; ha inoltre avuto una nomination come “Best Acting Ensemble” ai Broadcast Film Critics Association Awards nel 2008.

SPOILER: Audace la decisione finale di Charles.

Interessante, da vedere se non vi disturbano i continui flashback.

Voto di IMDb: 7,3
Voto di Lisbeth Kelevra: 4 flashback su 5

 

Il dubbio

il dubbio

Doubt (2008, USA, 104 min.)
Regia: John Patrick Shanley
Interpreti: Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Viola Davis.
Scritto da John Patrick Shanley (sceneggiatura e piece teatrale)
Genere: Drammatico
Candidato a 5 premi Oscar

In una scuola cattolica, Sorella Aloysius ha dei sospetti sulle attenzioni che Padre Flynn, parroco e insegnante, riserva ai suoi studenti. Si servirà della novizia Sorella James per fugare i suoi dubbi.

Il film è ambientato a New York nel 1964 e va quindi contestualizzato in quell’epoca: l’America attraversava un grande periodo di cambiamento a metà degli anni ’60, ed inoltre vengono abolite le leggi razziali (Donald Miller, lo studente vittima dei presunti abusi, è il primo ed unico studente di colore della scuola).
Il film inizia proprio con un sermone di Padre Flynn (Hoffman) sul dubbio; e questo dubbio si instaura nello spettatore e lo accompagna fino alla fine del film… ed anche oltre!
Subito si notano le due forze in opposizione: Padre Flynn, a favore di una chiesa moderna, al passo con i tempi che cambiano (mancava il Cristo compagnone di Dogma!), che cerca di avvicinarsi ai ragazzi e li tratta con umanità, e per questo si scontra con l’austera e rigida Sorella Aloysius (Streep), che non sopporta nemmeno l’innovazione delle penne biro, e preferisce che i ragazzi la temano. La differenza tra di loro è sottolineata dalla scena in cui vengono mostrati i diversi modi di cenare: quello delle suore, composte, in religioso silenzio, sotto lo sguardo vigile di Sorella Aloysius, e quello dei preti, in cui Padre Flynn racconta fatti che provocano l’ilarità dei commensali.
In mezzo a queste figure dominanti, si colloca Sorella James (Adams), insegnante nella scuola, inesperta su come gira il mondo ed a tratti ingenua, che non esita ad accusare Padre Flynn, ma appena lui si giustifica, non concorda più con la persecuzione immotivata di Sorella Aloysius.
Il tema della pedofilia nell’ambiente ecclesiastico è quanto mai scottante, ma dalle due forze opposte di Padre Flynn e Sorella Aloysius nascono discorsi non banali, che lasciano spazio a varie interpretazioni, suscitando ancora più dubbi.
Bellissimo il sermone sulle piume e sul pettegolezzo, indubbiamente diretto sia a Sorella Aloysius che in parte a Sorella James.
Magistrali le interpretazioni di Hoffman, della Streep e della Adams, perfettamente calati nei personaggi, e capaci di coinvolgere lo spettatore.
Hoffman per questo ruolo è stato nominato come “Miglior attore non protagonista” agli Oscar, ai BAFTA e ai Golden Globe, tutti nel 2009.
Nella versione italiana è doppiato da Pasquale Anselmo.
Nonostante l’azione sia assente (il film gioca tutto sui dialoghi e sui dettagli), non risulta lento ed è carico di costante tensione e, soprattutto, del dubbio, che non a caso dà il titolo alla pellicola.

Voto di IMDb: 7,5
Voto di Lisbeth Kelevra: 3,5 dubbisu 5

I love Radio Rock

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The boat that rocked (2009, UK, Germania, Francia, 135 min.)
Regia: Richard Curtis
Interpreti: Philip Seymour Hoffman, Tom Sturridge, Bill Nighy, Chris O’Dowd, Nick Frost, Rhys Darby, Rhys Ifans, Tom Wisdom, Ralph Brown
Scritto da Richard Curtis
Genere: Commedia musicale

Nel 1966 il rock’n’roll era nella sua epoca d’oro, ma in Inghilterra le radio ufficiali trasmettevano poco questo genere di musica. Per fortuna esistevano le radio pirata che soddisfacevano le esigenze dei rockettari tutto il giorno e tutta la notte. In particolare la stazione di “Radio Rock” ha sede su una barca ormeggiata nel Mare del Nord.
Il giovane Carl viene spedito dalla madre proprio sul natante in questione affinché venga “raddrizzato” dalla vita di mare. Ma la signora evidentemente ignora il variegato gruppo di soggetti che gestisce la radio, che accoglierà Carl benevolmente tra di loro. Mentre la vita a bordo scorre più o meno tranquilla, a terra l’austero Governo britannico dichiara guerra alla stazione pirata, cercando in tutti i modi di ostacolarne le trasmissioni.

Già dalla scena iniziale questo film si preannuncia assai buono: viene spiegata brevemente la situazione delle radio ufficiali e quelle pirata, e vengono mostrate varie persone che ascoltano il rock’n’roll, alcune di nascosto dai genitori “puritani”, altri invece liberi di ballare, il tutto col sottofondo di un classico come “All day and all of the night” dei Kinks.
Quello che si nota prima di tutto in questo film è proprio la colonna sonora: narrando la vita di una radio, c’è sempre della musica in sottofondo, ed in alcune scene sottolinea i sentimenti provati dai singoli personaggi.
Oltre ai Kinks, possiamo ascoltare gli Who, i Rolling Stones, i Beach Boys, “quel giovane chitarrista che ci sa fare” (Jimi Hendrix), e persino il nostrano Ennio Morricone, con dei brani da “Per qualche dollaro in più”.
Data l’epoca, tutta la musica era rigorosamente su vinile: assolutamente per nostalgici!
Il ritmo della commedia è frizzante e vivace, si ride e ci sono anche momenti di tensione. Più la buona musica… insomma che altro volete da un film?
La vicenda narrata prende spunto da un fenomeno reale, quello della stazioni fantasma poste su barche ormeggiate appena fuori del limite delle acque inglesi che trasmettevano rock’n’roll 24 ore su 24: d’altronde la BBC ufficiale ne trasmetteva soltanto due ore a settimana … ma a quelli come me che campano di musica, sai che gli fanno due ore di rock a settimana??? Potrei morire se mi costringessero ad una “dieta” simile!
Il regista si ispirò alla stazione Radio Caroline, e per scrivere la sceneggiatura, ha incontrato l’allora capitano Johnnie Walker, il quale gli ha suggerito numerosi aneddoti.
Nonostante sia ambientato su una nave, spesso con scene all’interno, l’ambiente non risulta claustrofobico: a parte la cabina minuscola che devono condividere Carl e Kevin, lo studio di trasmissione e i vari ambienti sono spaziosi ed ariosi.
I personaggi sono tutti un può fuori dagli schemi, ma ben delineati e ben amalgamati.
L’unità di questo gruppo eterogeneo è un fattore importante: nonostante sorgano alcune divergenze tra i membri, queste si risolvono sempre per il meglio e all’insegna dell’armonia. Perfino quando minacciano di chiudere la stazione, tutti rimangono uniti.
Philip Seymour Hoffmann interpreta il Conte, dj di origine statunitense, “che se ne frega delle pedanti leggi albioniche”, che vive per il rock’n’roll. A tratti si comporta da leader, e la sua “autorità” viene messa in discussione quando sale a brodo Gavin. Ottimo il suo doppiaggio da parte di Francesco Pannofino.

SPOILER: Geniale la scena del “duello” tra Gavin ed il Conte, con Morricone in sottofondo poi!
Ottime anche le scene in cui si allaga la nave ed affonda.
Azzeccatissima “Father and son” di Cat Stevens mentre Carl cerca di salvare il padre.

Un film godibilissimo che, se vi piace il rock anni ’60 e lo spirito libero e ribelle che trasmette, non vi deluderà.

Fatto curioso: a Roma esiste veramente una stazione chiamata Radio Rock: purtroppo si sente solo in città, se poco poco ti allontani, Radio Maria comincia a fare interferenza, che bellezza!

Voto di Lisbeth Kelevra: 4,5 stazioni fantasma su 5
Voto di IMDb: 7,4

 

Le idi di marzo

The Ides of March (USA, 2011, 101min)
Regia: George Clooney
Sceneggiatura: George Clooney, Grant Heslov & Beau Willimon
Cast: Paul Giamatti (Tom Duffy), George Clooney (Governatore Mike Morris), Philip Seymour Hoffman (Paul Zara),
Ryan Gosling (Stephen Meyers), Evan Rachel Wood (Molly Streams), Marisa Tomei (Ida Horowicz)
Genere: Drammatico
Candidato a un premio Oscar (miglior sceneggiatura non originale)

Per la recensione di Sirius Black, visitate questa pagina.

Film crudo sulla politica, un po’ lento nella prima metà ma incalzante nella seconda. Hoffman interpreta Paul Zara, addetto stampa del governatore Morris. E’ cinico e freddo, un abile manipolatore che sa conquistare la fiducia di chi gli sta a fianco, ma anche tirare delle stoccate micidiali ai nemici.

Voto di Lisbeth: 3,5 addetti stampa su 5

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

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