Pacific Rim

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 17-07-2013 alle 16:06

pacific-rim-poster-imageRegia: Guillermo del Toro
Sceneggiatura: Travis Beacham, Guillermo del Toro
Interpreti: Charlie Hunnam, Diego Klattenhoff, Idris Elba, Rinko Kikuchi, Charlie Day, Burn Gorman, Max Martini e Ron Perlman
USA (2013), Azione / Avventura / Fantasy / Robottoni Burloni / Botte da Orbi, 131min

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Trama: DISTRUZIONE!!! Da un portale interdimensionale apertosi sul fondo nell’Oceano Pacifico, esce un enorme mostro che attacca San Francisco distruggendola. Solo impiegando un massiccio attacco militare gli Stati uniti riescono ad abbatterlo. I fottuti marines non fanno in tempo a stappare una Bud per festeggiare che dal portale fuoriescono altri mostri, ormai battezzati Kaiju. In piena balìa di questi mostri, gli umani mettono da parte i loro piccoli screzi e uniscono le forze per trovare una strategia di difesa efficace. Incredibilmente si decide che non si useranno armi nucleari (nuculari), ma si metteranno da parte le risorse per costruire enormi robottoni alti circa 90 metri stile Mazinga Z, che prenderanno a sberle i mostri rispedendoli a calci nel sedere nella più vicina delle dimensioni parallele. Tralasciando il modo in cui vengono trovate le risorse e tralasciando il tempo necessario per assemblarli, a tempo di record gli umani producono decine di questi Daitarn 3 e li battezzano Jaeger (meister).

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Gli Jaeger sono comandati da due piloti con un’interfaccia neurale, un singolo pilota non riuscirebbe a farcela per il carico di stress che sopporterebbe il cervello così la Intel brevetta la fusione di due cervelli in uno unico più reattivo (battezzandolo Dual Core). Gli Jaeger in un primo tempo sono vittoriosi e sembra che la guerra volga a favore dell’umanità ma ben presto dal portale fuoriescono Kaiju sempre più grossi, più cattivi, più intelligenti e più incazzosi causando grossi problemi agli Jeager che rimangono una manciata in tutto il globo. A ribaltare di nuovo le sorti ci penseranno gli ultimi piloti ormai rimasti in vita con gli ultimi 4 Jaeger; comandati dal colonnello Stacker Pentecost (ma che razza di stupido nome è?!), tra loro spiccano Railegh Becket (Charlie Hunnman) un pilota caduto in disgrazia dopo la morte del fratello anch’esso pilota e la giovane recluta Mako Mori (Rinko Kikuchi); entrambi saranno alla guida di un leggen……. obsoleto Jaeger Mark III Gipsy Danger, analogico ma nucleare (?!). DARIO!

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Impressioni: Del Toro è un pregiato regista, ho apprezzato tantissimo i due Hellboy, non avrei mai pensato che si buttasse a capofitto in un film con robottoni andando pericolosamente contro all’ammiraglia di Michael “Kaboom” Bay: Transformers. Una scelta alquanto azzardata pensai, ma dopo aver visto il film ho capito di essermi sbagliato. Il tocco di Del Toro, che NON è il classico regista Hollywoodiano, si vede e si discosta parecchio dalla serie di esplosioni, trasformazioni e combattimenti da attacco epilettico, scene rallentate e figa a badilate a cui ci ha abituato Bay ma prende ciò che gli anime e i manga hanno regalato alla cultura popolare. Credo che il vero punto di forza di Pacific Rim sia questo, una buona amalgama di cultura giapponese dato in pasto allo spettatore e, sopratutto, all’appassionato di anime.

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Detto ciò, il film riesce a non essere la solita americanata del tipo ‘alieno arriva ci prende a sberle ma poi gli americani arrivano e ci salvano ficcandogli un missile nucleare nelle chiappe‘ ma azzarda a far leva su sentimenti quali l’amicizia, l’affetto fraterno e il legame tra padre e figlio/a. I combattimenti poi sono veramente spettacolari e adrenalinici, forse più ‘lenti’ rispetto a Transformers ed è un bene perché non si esce dalla sala con il mal di mare. Non mancano i classici tocchi di classe alla Del Toro (tipo una petroliera usata come mazza da baseball e… Ron Fucking Perlman!).

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Da un altro punto di vista però, Pacific Rim soffre della mancanza di una trama veramente valida. Lo so, non è facile visto il soggetto, ma ci sono un sacco di temi affrontati male o poco (la storia tra Railegh e Mako, il passato di Pentecost) e tanti elementi dell’universo di Pacific Rim approfonditi molto poco o male, come il ruolo nella storia dei due ricercatori Newton e Gottlieb, due personaggi veramente validi ma che alla fine hanno un’influenza sulla storia pari quasi allo zero. Non mancano le classiche CAZZATE che si notano in una trama poco studiata, tipo le mura anti-Kaiju senza protezione, le armi al plasma che sbudellano i Kaiju usati solo alla fine del combattimento (come la quinta marcia di Toretto che usa solo a 100 metri da traguardo), il colpo di scena scoperto dal Dr. Newton che si rivela una mezza cazzata e, scusate, vogliamo parlare del paragonare i Kaiju come i dinosauri perché hanno due cervelli (famoso mito divulgativo e non scientifico), o Gipsy Danger che resiste tranquillamente agli EMP perché è ANALOGICO… ma nucleare. Ad ogni modo nulla da dire sulla fotografia e sull’ambientazione, veramente curata e ben fatta così come gli Jaeger: ognuno di loro è diverso e ha la sua personalità, tranne forse Gipsy Danger che risulta il più anonimo e dalla linea più ‘americana’ (non nascondo il mio amore a prima vista con Cherno Alpha, per gli amici Bill, il Mark I Russo di una ignoranza paurosa).pacific-rim-del-toro-11-585x434

Conclusioni: Pacific Rim è il film che ogni appassionato di anime e manga dovrebbe vedere, un omaggio al genere e un passo in avanti di qualità nel film che coinvolgono robot giganti. Michael Bay avrà vita dura nel cercare di sorpassare il successo e la qualità di questo film con Trasformers 4. Di contro non si può non far caso a una trama banale, vista e rivista (con l’ormai classico finale obbligato alla Indipendence Day, ma senza Randy Quaid purtroppo) e a una cura nei personaggi non proprio allo stesso livello di qualità generale della pellicola. Comunque, assolutamente da vedere.

Voto di IMDb: 7,9
Voro di Doc Brown: 7,5
Voto di Axel Foley: 8
Voto di Snake Plissken: 8,5 e voglio far notare che la figura femminile di Mako è una volta tanto con le palle. Non la bella ragazza, ma un soldato. Non l’oggetto sessuale, ma la tipa di cui hai bisogno. Detto questo, mi manca Megan Fox.

 

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Doc Brown

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