Intervista a Luca Vecchi

Categorie: News

Pubblicato il 19-07-2013 alle 11:20

Alcuni giorni fa FinalCiak ha intervistato l’altra voce del progetto Dylan Dog Vittima degli Eventi, ovvero Luca Vecchi.

Assieme abbiamo tentato di scoprire chi è in realtà il creatore di The Pills e quale è stato il suo ruolo in Andarevia per poi inoltrarci nel misterioso mondo di DYD.

luca vecchi


Luca Vecchi

The Pills Man

FinalCiak: Per prima cosa ti chiedo di raccontarci chi è Luca Vecchi ed il suo trascorso prima di entrare nel web.
Luca Vecchi: Ti posso assicurare che le informazioni che seguono sono di relativo interesse. Comunque sia. Per 25 anni sono rimasto confinato prevalentemente tra le mura domestiche. Ho scritto: racconti brevi, soggetti, sceneggiature, format televisivi (ho anche pubblicato un libro con contributo editoriale tanta era la frustrazione: FANTAFORNICATION con il quale ho vinto la sezione letteratura di MArteLive, ovvero niente). Ho disegnato. Ho strimpellato la chitarra con la stessa verve di chi frequenta falò da spiaggia. E ho infine lavorato presso un laboratorio d’effetti speciali, ma ho mollato dopo appena un anno. Personalmente ho sempre odiato i set; così come vengono tradizionalmente intesi. Troppe persone che fanno troppe domande troppo diverse tra loro. Ti manda ai matti. Volevo rifugiarmi beatamente dietro l’utensile penna. Lasciando le beghe della realizzazione e della messa in pratica agli altri. Poi si finiva per rimaner vittime della pigrizia generale, dell’immobilismo e del pressapochismo che tanto contraddistingue la nostra cultura. Quel poco che si realizzava non mi soddisfaceva, quindi ho deciso di rimboccarmi le maniche.

FC: Perché è nata The Pills e come ha fatto secondo voi a sbocciare così velocemente?
Credi che in un certo senso altri progetti come the Freaks o le serie della The Jackal possano aver influenzato la vostra crescita di seguaci?
LV: The Pills nasce come contributo alla free-press DUDE Magazine. Inizialmente doveva essere una palestra dove cimentarsi e sperimentare attingendo dalle innumerevoli idee messe da parte con i miei amici nel corso di anni ed anni spesi a scrackare sul divano del salotto di casa mia. Sempre per quel problema che avevo con gli spazi aperti e le moltitudini di genti che popolano i luoghi affollati… Scherzo.

luca vecchi the pills

Strano a dirsi ma con gli altri collettivi condividiamo pubblici diversi e offriamo, ognuno a modo suo, “servizi” diversi. Ecco perché sarebbe molto intelligente, come spesso ci ricorda il fidato Ludovico Bessegato (il tipo di Kubrick – Una Storia Porno), creare un palinsesto alternativo… spronando altri a fare lo stesso. Tra l’altro ricordiamo che i The Jackal hanno appositamente aperto un nuovo canale atto allo scopo.

FC: Qual è la puntata che per te ha significato di più in The Pills? Quella che ti senti più tua insomma.
LV: Dalla realizzazione di ognuna imparo qualcosa di nuovo. Ma ti confesso che quando le riguardo cambierei sempre un milione di cose. La soddisfazione del risultato non è per nulla duratura. Quindi si passa sempre ad altro. Fino a quando non moriremo di stenti.

FC: Altri progetti futuri di cui vuoi parlare?
Hai due righe per ringraziare qualcuno…
LV: Per ora nulla. Ringrazio chiunque mi abbia dato una mano in termini pratici effettivi: come i ragazzi del DUDE Magazine e in special modo Andrea Pergola. L’Ondavideoproduzioni di Lo Coco e Visotto per le infimite color gli export e l’attrezzatura nei giorni bui. La CAPSULAE di Felice V. Bagnato, Francesco Fanuele per l’apporto sia morale che in termini di location e mezzi e il fantastico dop Paolo Ravalli. Fabio Luongo, Madi, Vito Frangione, Noemi Marchica. Le ragazze di Fabric Factory, Lalla, Vale e Federica Scipioni. Betanì e i suoi ganci sparsi per Roma e penisola italica. Marco Fagnocchi, Matteo Rovere, Ascent. I miei collaboratori più stretti Luigi e Matteo (e la new entry Luca Ravenna). Santonocito, Bino e Vitillo per il montaggio della seconda stagione. Dario Sparanero. Luca Cafarelli e… oh, andiamo ragazzi. Non basterebbe il retrocopertina del cd dei Coldplay per ringraziare tutti. (chiunque mi sia passato di mente e che ricorderò solo dopo aver inviato il file .doc)

FC: Parliamo del film, o meglio del WebMovies che la Rai Vi ha dato (a te e Claudio di Biagio) la possibilità di realizzare. Ovvero Andarevia.
La sceneggiatura sappiamo che è tua. Noi di FinalCiak lo abbiamo recensito, e come abbiamo detto a Claudio di Biagio, lo abbiamo trovato un buon prodotto dal punto di vista registico, ma (e qui mi scontro col diretto interessato… non volermene) la sceneggiatura non ha colpito molto. O meglio il finale ha avuto un po’ troppi punti in sospeso. Del tipo, che fine fanno i personaggi? Oppure, gli incidenti non sono un po’ troppo ambigui? Ovvio che questo è un parere personale.
Però dobbiamo farti i complimenti, perché di quelli visti finora della serie Web-Movies è quello più completo, con buona trama e buonissima caratterizzazione dei personaggi.
LV: Allora: non per lavarmene le mani ma la sceneggiatura originaria non l’ho scritta io anche perché il soggetto del film è stato elaborato dalla 5&6, casa di produzione che ha poi prodotto e realizzato il film assieme a Claudio. Detto ciò puntualizzo che sono stato contattato come editor; principalmente per risolvere i vari problemi di sceneggiatura, per stenderla in toto, far quadrare la psiche e i background dei personaggi e per completarla scrivendo un finale.
Numerosi sono stati i dibattiti riguardo il final draft ma il registro che avevo originariamente scelto per raccontare il film, almeno su carta, era tendenzialmente più tragicomico. L’aspetto più piacevole del lavoro che mi è stato passato era quello onirico e favolistico che il film prendeva dalla metà in poi. C’era anche un accenno di ghost story veramente interessante. Il film in sé aveva più di un registro e come esperimento risultava esser davvero interessante. Evidentemente in fase di realizzazione effettiva si è preferito optare per un taglio più drammatico e dark. Il finale che avevo ipotizzato era su misura per ogni personaggio. Tranne per il protagonista che ne avrebbe avuto uno circolare. Per far sì che nella mente dello spettatore il viaggio non finisse mai.

luca vecchi the pills 2

FC: Credi che questi film possano mai arrivare in Tv, come accennato dalla Rai?
Hai già altri progetti che coinvolgono la Rai, o concorrenti?
LV: Credo che la televisione sia un traguardo misero. O comunque una sorta di retrocessione. Più e più volte ho consigliato a Claudio di farlo circolare per festival e circuiti internazionali, più che italiani.
Per ora solo parole. Nulla di concreto.

FC: Dato che parleremo di sovrannaturale, quale serie televisiva ti ha colpito di più negli ultimi anni. Per esempio a me vengono in mente le prime stagioni di Supernatural.
LV: Può apparire strano ma è molto che non mi diletto nella fruizione. Ho provato con Game of Thrones ma non ha attecchito. Proprio come Lost… del quale non sono mai riuscito a cader vittima.
Sicuramente le serie televisive d’oltreoceano stanno raggiungendo degli standard che a volte riescono ad eclissare molti titoli per il grande schermo… sia in termini di realizzazione che di scrittura… e questo è lodevole e fa ben sperare.
Personalmente sono sempre stato un grande appassionato del cinema di genere e del sovrannaturale ben fatto.

FC: Stephen King dice che i suoi libri si evolvono nello stesso momento in cui li scrive. Sa da dove parte la storia ma cosa succede nel durante è per lui sconosciuto. Legandomi a questo, credi che le serie debbano essere viste con un capo ed una coda? Quindi qualcosa di completo, con un inizio ed una fine? O un inizio e basta?
LV: Credo che questo modus operandi sia esclusivamente appannaggio di pochi. Tipo dei geni come lui. In fondo stiamo parlando dell’autore più trasposto in termini audiovisivi degli ultimi cento anni (fa mangiare la polvere a Dick e ad Asimov; che peraltro preferisco di gran lunga). E tendenzialmente si parla comunque di trasposizioni di spessore. Quindi vuol dire che quel che ha scritto funziona e risulta efficace e massivo su più livelli di comunicazione. Assurdo.
Credo che l’aspetto più importante, a prescindere dalla tipologia di linguaggio si scelga d’adottare, è il concetto di struttura. La struttura è imprescindibile. Tutto ha bisogno di una struttura, per stare in piedi. E anche se Stephen sceglie di favorire il proprio flusso di coscienza scrivendo su carta da telex… è impossibile pensare che egli a posteriori non riorganizzi il tutto conferendogli una struttura. Impossibile.

FC: Quale sceneggiatore ti ha ispirato ed è diventato il tuo punto di riferimento?
LV: Non sono uno sceneggiatore. Anche se mi ci diletto. Principalmente mi reputo un realizzatore. L’aspetto che mi interessa di più di un prodotto filmico è la messa in scena e il lavoro con gli attori.
Quindi non ho punti di riferimento in merito… non sono uno di quei nerd che si va a spizzare le sceneggiature originali dei capolavori cercando di scovare il genio insito nella carta. Il film è film quando diventa film. La sceneggiatura è sostanzialmente qualcosa che vorrebbe essere qualcos’altro. Quindi finché non diventa film la sceneggiatura non esiste. Un manuale molto utile, nonostante io non condivida a pieno il concetto di manualistica, è “Come Scrivere una Grande Sceneggiatura“, di Linda Seager. Lo consiglio veramente a chiunque. E’ illuminante.

FC: E Ora arriviamo al punto caldo. Dylan Dog: Vittima degli Eventi.
Classica domanda di rito: Cos’è per te Dylan Dog e cosa ti ha spinto a volerne realizzare il film?
LV: Sono un grande appassionato di cinefumetti, fin dalla tenera età. Adoro quelli ben fatti… anche se non aderiscono alla perfezione con le opere originarie. Anzi! Se riescono a forgiarsi una personalità loro: tanto meglio. Chapeu!
Kyashan – La Rinascita è un ottimo esempio. Un fumetto che diventa cinema d’autore. Cosa si può volere di più?
Anche il film di Miike Takashi su Yattaman è molto divertente… nonostante la computer grafica che ricorda i video in full motion graphic dei videogiochi della prima Playstation.
Le trasposizioni di Snyder di Alan Moore e di Frank Miller sono spaventose. C’è da riguardarsele almeno una volta a settimana (300 e Watchmen).

luca vecchi groucho

Getto sempre scompiglio quando dichiaro pubblicamente che preferisco i Batman di Tim Burton a quelli di Nolan. Mi piacque molto la prima metà di Beginnings… dell’addestramento del signorino Wayne e del suo viaggio introspettivo per cercare di far emergere il cavaliere oscuro che c’è in lui. Ma quando Batman diventa Batman e fa tutte quelle cose fantabolose nonostante sia posto in un contesto così reale perdo del tutto l’interesse…
Il mio preferito resta Spider-man 2 di Raimi. Decisamente shakespeariano.

FC: La raccolta fondi è finita e ne approfitto per farti i complimenti. Nonostante non abbiate raggiunto il budget reputo comunque che questo sia un successo da tenere in considerazione. Ora come vi comporterete? Andate in cerca di finanziamenti dai privati?
LV: Claudio, giustamente, sostiene di voler riuscire a procurare qualche altro finanziamento per il bene della causa. Anche perché, non avendo raggiunto il goal, indiegogo ha trattenuto una percentuale molto alta sul budget raggiunto.

FC: Si può dire che è iniziata la fase 2 del progetto, e in cosa consiste?
LV: Più che fase 2 una fase 1.2. Continuare a cercare gli strumenti per cercare di elaborare un prodotto che non sia posticcio ma al contrario sia ben fatto e a livelli professionali.

FC: Dylan Dog è un personaggio, come si sa, fedele ai suoi principi e con un passato tormentato che abbiamo imparato a scoprire di volta in volta. Claudio ha risposto “No Comment”, tu ti sbilanci se ti chiedo se avete preso contatti con la Bonelli per qualche suggerimento?
LV: Sì. Anche con Sclavi [ommioddio…ndr] Il suggerimento è quello di rimanere free… anche perché i diritti di Dylan in dinamica appartengono agli americani.

FC: Piccola critica: Vedendo il secondo Trailer pubblicato, abbiamo notato un Groucho più alto rispetto a Dylan. Cercando di farlo più uguale possibile, pensate di risolvere questa cosa, tipo gioco di lenti alla Peter Jackson, o scarpe con la zeppa alla Berlu?
LV: Non ci soffermiamo su queste piccolezze. Questi dettagli non fanno il prodotto.

FC: Ci sono molti seguaci di Dylan che credono che il fumetto sia cambiato rispetto all’inizio. Storie meno coinvolgenti, o meno horror. Che pensi di questo, e che linea avete intrapreso?
LV: Io non credo sia cambiato molto. Dylan ha una struttura narrativa consolidata e delle regole ferree in termini drammatici. E’ come quando comperi una coca-cola. Ti aspetti determinate caratteristiche. E il prodotto Dylan Dog ce le ha. Da trent’anni.
Nell’universo MARVEL, invece, puoi scegliere la tua realtà. Esistono delle declinazioni dello stesso eroe, con diversi background, diverse impostazioni e diverse continuity. Ogni tanto qualcuno muore… ma poi, magicamente, torna in vita. Esistono le saghe (Civil War, che perlopiù è un crossover tra testate… la saga del clone per l’uomo ragno, zero tolerance per gli x-man, ecc.). In italia forse c’è meno voglia di sperimentare. O forse meno soldi per farlo. O meno apertura mentale per comprendere…. chissà.
Personalmente preferisco i fumetti giapponesi, sai? Iniziano e finiscono. Punto. Inutile reiterare e starci a ricamare sopra perché te lo impone la casa editrice.

FC: Nell’ultima intervista Claudio ha detto che “Luca ha buttato le basi per una riformattazione del personaggio per renderlo a 360°” cosa intendeva dire?
Non ci ritroveremo un altro Brandon Routh!!?…Naa. Impossibile. E’ difficile farlo uguale.
LV: Ripensarlo in maniera idonea per il contesto che vive e per quello che andrà a fare praticamente. Abbiate fede. Verrà molto carino.

FC: Cose che non mancheranno nel film: Bloch? Battute idiote di Groucho? DylanGirls? Sesso con DylanGirls? Demoni? Killer? Cagliostro? Xabaras? Maggiolino bianco? Antiemetici? Cadaveri? Gelone? Trillo del Diavolo? Poesie sulla Morte? Morte? Che ne pensi di Denis Frison?
LV: Fondamentalmente si tratta di una ghost story. Dylan avrà a che fare con i fantasmi di Roma, quindi Xabaras lo mettiamo temporaneamente da parte; anche se c’è una fugace comparsata del gattino persiano. Dennis ci ha scritto e ci da la sua benedizione. Speriamo di non deludere nessuno. Compreso lui. [chissà se è disponibile ad una qualche domandina…ndr]

FC: Ok. Ti auguro un grosso in bocca al lupo per il progetto e ti ringrazio per il tempo che ci hai dato.
Spero di risentirti presto, e magari con il film in via di conclusione.
LV: Grazie a voi. Spero di non avervi massacrato i coglioni risultando pedante e noioso. Alla prossima!

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Collaboratore ufficiale di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a batfiz@finalciak.com

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