Il dittatore e gli altri film di Sacha Baron Cohen

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 30-05-2012 alle 17:14

Ecco a voi una scheda dettagliata dei principali film in ordine cronologico che vedono come protagonista l’eccentrico Sacha Baron Cohen che si concluderà con la recensione in anteprima de “Il Dittatore”, in uscita il 15 giugno prossimo.

Lisbeth Kelevra, Finalciak, Roma

Ali G (Ali G Indahouse, 2002)

Di Mark Mylod, con Martin Freeman, Michael Gambon, Charles Dance, Naomi Campbell, Rhona Mitra.

Ali G (Sacha Baron Cohen) vive nel quartiere di Staines alle porte di Londra, è disoccupato ed insegna ai bambini come vivere (insegnamenti molto discutibili tra l’altro). E’ anche il leader della crew di rapper Da West Staines Massiv.
Quando minacciano di far chiudere il centro ricreativo in cui insegna, Ali comincia uno sciopero della fame che lo porterà sotto lo sguardo del vice primo ministro britannico (Charles Dance), il quale lo ingaggia come candidato per il parlamento.
Il suo piano è in realtà di mettere l’incompetente Ali G a fianco del primo ministro (Michael Gambon) per farlo colare a picco ed usurparne il posto.
Nonostante tutto Ali rivoluzionerà l’intero Parlamento britannico e risolverà persino crisitra paesi in procinto di guerra civile, ovviamente con metodi poco ortodossi.

Il film è piuttosto demenziale, con gag, allusioni e doppi sensi basati esclusivamente sull’universo sessuale.
Il messaggio di fondo è però cruda realtà, che i politici spesso e volentieri guardano più ai propri interessi che a quelli degli elettori.
Il personaggio di Ali è volutamente ignorante, omofobo e sessuomane, e prende in giro le bande di rapper popolari negli Stati Uniti.
Il comico inglese Sacha baron Cohen interpreta bene il rapper sfigato, anche se la sua comicità nella sceneggiatura non appassiona se non i più giovani.

Voto di IMdb: 6,0
Lisbeth Kelevra: 4

Borat
-Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan –

(Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan, 2006)

Di Larry Charles, con Ken Davitian, Luenell, Pamela Anderson.

Il reporter kazako Borat Sagdiyev (Sacha Baron Cohen) viene inviato negli Stati Uniti (da lui definiti U.S. con A.) per imparare ed importare nel suo paese natio le convenzioni della civiltà occidentale.

Nella sua stanza d’albergo a New York, vede lo storico telefilm “Baywatch”, si innamora della protagonista Pamela Anderson e decide di viaggiare fino in California per sposarla.
Il documntario narra le sue peripezie, a cominciare dal grandioso automezzo, rappresentato da un carretto dei gelati, in un’America “civilizzata”, ma a volte tremendamente estremista e intollerante.

Il film è girato come un vero e proprio documentario, con telecamera a spalla ed è basato sulle reazioni che hanno gli interlocutori alle folli escamazioni di Borat, tremendamente razziste, omofobe e misogine.
Baron Cohen dà prova di essere un bravo attore, ma la comicità risulta a tratti demenziale.

Voto di IMDb: 7,4
Lisbeth Kelevra: 5

Brüno (2009)

Di Larry Charles, con Bono, Chris Martin, Elton John, Slash, Snoop Dogg, Sting, Harrison Ford.

Brüno (Sacha Baron Cohen) è un conduttore decisamente omosessuale di una trasmissione di moda.
Licenziato dal network e diffamato, cerca di risalire la china e diventare famoso andando ad Hollywood. La strada per il successo sarà ardua, tanto che Brüno arriverà a negare la sua omosessualità.

Anche qui, come in Borat, lo stile è quello del documentario e le gag si basano sulle reazioni improvvisate degli interlocutori.
Sempre bravo come attore Baron Cohen, perfettamente in linea nella parte dell’effeminato ed eccentrico reporter. L’America che viene mostrata è tremendamente omofoba e superficiale.

Voto di IMDb: 6,1
Lisbeth Kelevra: 5

Il dittatore

The Dictator (USA | 83 minuti)
Sacha Baron Cohen, Ben Kingsley, Megan Fox, Anna Faris.
Diretto da Larry Charles.
Genere: Commedia

Nello stato nordafricano di Wadiya, comanda indiscusso il Supremo Leader Ammiraglio Generale Haffaz Aladeen (Sacha Baron Cohen).
Le Nazioni Unite, sospettose di un’eventuale presenza di armi nucleari nello stato, prima inviano un ispettore, e quando questi viene rispedito a casa, minacciano un attacco aereo.
Lo zio di Aladeen e sua spalla Tamir (Sir Ben Kingsley) gli suggerisce di recarsi nella tanto odiata America per un negoziato.
Qui il supremo leader si troverà ad affrontare problemi ben più grandi delle minacce dell’ONU.

Il film abbandona lo stile documentaristico e la volgarità delle pellicole precedenti, ma rimane, se non viene addirittura esaltata, la satira contro l’America.
Vedendolo in lingua originale ho apprezzato a pieno le capacità di attore di Baron Cohen, perfetto nel parlare inglese con accento arabo e perfettamente calato nel ruolo, sia il suo che dei sosia.
Anche il personaggio di Aladeen nasce da improvvisazioni provocatorie come Ali G, Borat e Brüno, sul set avevano uno script ma ne è stato seguito solo il 10%, tutto il resto è improvvisato.
Azzeccato anche Sir ben Kingsley ne ruolo del freddo zio-capo della sicurezza-procuratore di donne. Grandi anche Anna Faris (Zoey) e Jason Mantzoukas (Nadal).
Ogni tanto la trama scade nel banale, ma ci si passa sopra per le risate e le battutacce ignoranti.
Il film scorre bene, pieno di riferimenti a fatti reali, bisogna fare attenzione alla singola battuta perchè ognuna nasconde satira e citazioni. Sicuramente da vedere se si ama la satira politically (s)correct.

Conclusioni. Dopo aver visto i primi tre film non proprio eccezionali, avevo delle remore su “Il dittatore”, ma mi sono dovuta piacevolmente ricredere.
In tutti i suoi ruoli, includendo anche Adolfo Pirelli in Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street, le interpretazioni sono ottime.
Saranno da vedere anche i Madagascar in lingua originale per sentire la voce che dà al lemure re Julien.
In italia è doppiato da Pino Insegno in Ali G, Borat e Brüno, che ne rende bene i personaggi.

Voto di IMDb: 7,0
Lisbeth Kelevra: 8

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

  • Check

    I finti documentari di Borat e Bruno mi hanno lasciato incredulo e piacevolmente sorpreso soprattutto per le situazioni in cui Cohen si “infilava” o che costruiva. Essendo ritornato con Il Dittatore, al cinema vero e prorio, mi aspettavo qualcosa di più… Devo dire che come pellicola, non mi ha esaltato!

    Voto Check: 6

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