Il mondo dei replicanti

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 10-01-2010 alle 14:14

Surrogates (Usa, 2009)
Regia: Jonathan Mostow
Sceneggiatura: Michael Ferris , John D. Brancato
Interpreti: Bruce Willis, Radha Mitchell, Rosamund Pike, James Cromwell
Genere: Fantascienza, Thriller, Azione

La coppia Ferris/Brancato continua il loro lavoro sulla fantascienza dopo il pessimo Terminator 3 e un migliore Terminator Salvation. Sono ora al lavoro su xXx: The return of Xander Cage. Jonathan Mostow l’abbiamo visto anche lui in Terminator 3 e in U-571. Il soggeto però è preso dall’omonimo fumetto di Robert Venditti disegnato da Brett Vendele.
Bruce Willis non ha bisogno di presentazioni, Die Hard, Il Quinto elemento, Slevin, FBI:Protezione testimoni, Armageddon, Sin City… Viaggia con una media di un film all’anno. Chi non lo conosce?
Discorso diverso per Radha Mitchell: per chi ha buona memoria era la pilota in Pitch Black, ha lavorato in Man on Fire e Rogue.

Trama

Futuro prossimo. Le persone vivono nel completo isolamento della proprla abitazione e si affidano ad androidi robotizzati, che fanno loro da “surrogati”. Questi surrogati vengono tranquillamente utilizzati per svolgere il proprio lavoro o per divertirsi. Gli androidi dispongono di una interfaccia molto avanzata che permette a chi li usa di percepire il mondo in modo totalmente realistico, senza nessun tipo di paura. Tutto cambia quando viene ucciso uno studente legato all’inventore dei surrogati. All’agente dell’FBI Greer (Willis), affiancato dall’agente Peters (Mitchell), verrà dato il compito di fermare il colpevole dotato di un arma alquanto pericolosa. Greer a seguito di un “incidente” sarà costretto ad utilizzare il suo vero corpo per proseguire con le indagini e sventare altri omicidi.

Axel Foley ci ha subito fatto notare come la pellicola parte bene all’inizio avvolgendo lo spettatore in questo thriller sui generis, nel finale invece è meno avvincente e ci sarebbe voluta più azione per rendere il tutto più pepato.
Il film è di buona fattura e godibilissimo, ma è carente nel spiegare alcune cose: non viene spiegato come, in questo futuro, gli omicidi siano calati, quando un qualsiasi Surrogato potrebbe uccidere un umano seduto sulla sua poltrona (spoiler: cosa che tra l’altro accade). L’unica risposta che ci siamo dati è che probabilmente è difficile risalire al utente reale del surrogato, ma questa è un pura ipotesi. Un’altra cosa che ci ha lasciato straniti è la seguente: “Il 99% della popolazione mondiale usa i surrogati”, cosa subito contestata dal Doc.Brown con un “Anche l’Africa?”. Il Doc non ha mancato di farci notare che in 22 anni le persone siano già assuefatte dall’uso dei Surrogati e passino il giorno connessi dalla loro poltrona con un rischio di obesità e piaghe da decubito.
Il messaggio del film sembra essere che si ha paura ad affrontare la vita, con i suoi dubbi e le sue paure e invece si cerca sempre più di apparire arrivando ad utilizzare dei Surrogati che non assomigliano nemmeno lontanamente al possessore.
Snake ha avuto un sacco di deja-vu durante la proiezione: Matrix (in versione analogica), Minority Report e The Final Cut, per concludere con il migliore ‘MMORPG’ (Massively Multiplayer Online Role-Playing Game) di tutti i tempi. Nel film non siamo più noi che dominiamo la tecnologia, è la tecnologia che ci domina.

Voto IMDB: 6.3 (controllare aggiornamenti)
Voto Axel Foley, Doc.Brown e Snake Plissken (unanimità): 7

 

Informazioni su Snake Plissken

Snake Plissken

Membro fondatore di FinalCiak. Se vostra figlia è stata rapita da Cuervo Jones, potete scrivermi a snakeplissken@finalciak.com non lamentatevi se dopo scrivo 666 su un tastierino numerico. Adoro le sigarette American Spirit.