I Segreti di Twin Peaks

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 01-02-2012 alle 20:57

Twin Peaks (USA, 1990-1991, 45min a puntata)
Regia: David Lynch, Lesli Linka Glatter, Caleb Deschanel, Duwayne Dunham, …
Creatori: David Lynch, Mark Frost,
Sceneggiatori: Mark Frost, David Lynch, Harley Peyton, Robert Engels, Barry Pullman, …
Musiche: Angelo Badalamenti
Interpreti principali: Kyle MacLachlan, Michael Ontkean, Sheryl Lee, Ray Wise, Lara Flynn Boyle, Sherilyn Fenn, Dana Ashbrook, James Marshall, Richard Beymer, Joan Chen
Stagioni: 2 (serie conclusa), 30 episodi in totale
Genere: Crimine | Drammatico | Mystery | Thriller

Recensione a cura di Eric Draven

Twin Peaks. Ricordo che quando venne trasmesso in Italia ero ancora un bambino e solo il nome di quella serie mi inquietava, per non parlare della sigla iniziale che all’epoca mi terrorizzava. Ma col tempo è successa una cosa strana: sono diventato un grande estimatore di David Lynch (creatore e regista di molte puntate, nonchè attore in alcuni episodi); da qui il passo è stato brevissimo. Inutile probabilmente precisare che Twin Peaks è diventata un’ossessione da negativa a molto positiva, con picchi di assoluta esaltazione per il sottoscritto. Ma procediamo con ordine.

Riassunto della puntata pilota e trama generale: Twin Peaks è una ben poco ridente cittadina montana al confine USA-Canada, ma apparentemente normale. La vita degli abitanti verrà sconvolta dal ritrovamento, sulla riva di un fiume, del cadavere avvolto in un telo della giovane Laura Palmer (Sheryl Lee), figlia dell’avvocato Leland Palmer (Ray Wise). Poche ore dopo un’altra ragazza, Ronette Pulaski, viene trovata in fin di vita vicino ai binari di una ferrovia. Lo sceriffo della cittadina Harry Truman (Michael Ontkean) viene coadiuvato nelle indagini dall’eccentrico agente dell’FBI Dale Cooper (Kyle MacLachlan), il quale scoprirà ben presto che Twin Peaks non è una località qualsiasi: silenzi, inganni, segreti, e avvenimenti senza apparente spiegazione. L’omicidio di Laura sarà l’innesco per svelare molti altarini e intrighi di potere, che interesseranno la segheria gestita da Jocelyn Packard (Joan Chen) e l’hotel di Benjamin Horne (Richard Beymer). Saranno coinvolti anche gli amici più stetti di Laura, fra cui il sensibile James (James Marshall), l’arrogante Bobby (Dana Ashbrook), l’amica del cuore Donna (Lara Flynn Boyle) e l’ingestibile Audrey (Sherilyn Fenn). Tutti sono sospettati, ma per svelare i segreti di Twin Peaks l’attenzione si dovrà allargare di molto, fino oltre le grigie foreste del Ghostwood.

La serie: Twin Peaks consiste di due stagioni, la prima di 8 puntate e la seconda di 22, per un totale di 30 che vanno a ricoprire uno spazio temporale di circa un mese; quindi ogni giorno una puntata, di circa 45 minuti ciascuna eccetto le puntate pilota di entrambe le stagioni, di durata doppia rispetto alle altre. Inoltre, subito dopo la fine della serie è stato girato un film prequel, “Twin Peaks: Fuoco Cammina Con Me”, che racconta gli ultimi tragici giorni della torbida vita di Laura. David Lynch, è qui affiancato preziosamente dallo sceneggiatore-regista Mark Frost: le puntate in cui i due sono coinvolti alla regia sono spesso quelle cruciali, e sempre riconoscibili per l’eccentricità e i picchi di ansia.

Struttura: La prima stagione di Twin Peaks è molto misteriosa, e di carne al fuoco ce n’è tantissima. Il segreto è guardare ogni puntata al massimo dell’attenzione, senza distrazioni e con un buon occhio per i dettagli, niente è lasciato al caso e anche le scene più strane hanno il loro senso, eccome se ce l’hanno. La prima serie finisce con tanti punti di domanda e nessuna risposta concreta, ma lo scopo è palesemente quello di farvi guardare Twin Peaks fino alla fine. E allora sotto con la seconda serie, che si aggroviglia sempre più su se stessa in un saliscendi di tensione e ironia fino al culmine della prima metà, dove tutto potrebbe già concludersi: e invece la trama si infittisce subdolamente, i personaggi si moltiplicano e quello che è già stato spiegato non basta più… Arrivi alla conclusione che ti senti completamente tramortito. E nonostante quello che cercavi di sapere all’inizio sia per la maggior parte svelato, rimani torturato dagli interrogativi e dall’inquietudine. Il film prequel non aggiunge molto, e benchè sia un film di tutto rispetto esso gioca sul sicuro, stendendo un numero minimo di spiegazioni ulteriori e allacciandosi molto (forse troppo) alla serie: in poche parole, il film ha “le mani legate” e non può uscire troppo dai canoni abituali che tanto stavano bene nelle singole puntate della serie. Ma è un degno coronamento di una vicenda irripetibile per il piccolo schermo.

Impressioni: Qui si parla di classe, signori. E non mi riferisco ad effetti speciali (pochi e non un granchè, soprattutto vista l’epoca di realizzazione), e neppure all’azione da pop-corn (se cercate questo, Lynch non è proprio il regista che fa per voi). Qui la fa da padrone la classe nei rapporti fra i personaggi, nelle atmosfere, nell’intrigo che si sfoga a volte nel thriller e altre volte nel mistero più fitto. E soprattutto, tanta tanta suggestione, di quella che ti fa andare a dormire con l’atavica paura di spegnere la luce, anche senza aver visto un horror movie. Quando arriverete alla fine -e avrete visto anche il film-, molte cose non le realizzerete ancora appieno, e forse mai; il bello di Lynch, o per alcuni il peggio, è che le risposte spesso non te le da. O meglio, te le da senza che tu riesca a cogliere facilmente il significato reale di quella risposta. Leggere tra le righe e avere tanta immaginazione è la chiave di lettura di Twin Peaks, e dei lavori di Lynch in generale; quindi niente storie, io vi ho avvertito.

Impatto: Analogie con alcuni lavori futuri di Lynch (su tutti Strade Perdute, Velluto Blu e Mulholland Drive) sono evidenti, dalla passione per le tematiche del subconscio e del sogno fino alla visione pseudo-circolare dei fenomeni in questione. Queste particolarità presenti in varie misure nelle sue opere rendono Lynch una vera mosca bianca del cinema: Twin Peaks vinse il Golden Globe per la migliore serie drammatica nel 1991, fu accolta alla grande in tutto il mondo (in Italia nacque persino il tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?” lanciato da Striscia La Notizia, chi di voi se lo ricorda?) e divenne un vero e proprio culto per tanti amanti del mistero, proiettando il regista nell’olimpo dei più affermati direttori di sempre. Ultima considerazione, ma non per importanza: le musiche di Badalamenti -figura fissa dietro i film di Lynch- qui sono perfette, dall’ormai leggendario tema portante (inquietante e malsano!) agli funambolici stacchi melodico-jazzati (tuttora usati in alcuni programmi televisivi).

Conclusioni: questa serie, come tutti i lavori di David Lynch, non è per tutti. Attenzione, con questo io apprezzandola e amandola alla follia non mi ritengo un eletto nè tantomeno un intellettuale, è solo che il regista in questione è un pazzo, in senso buono ovviamente. C’è quindi chi lo ritiene troppo complesso e pretenzioso e chi lo ritiene un maestro indiscusso; senza dubbio Lynch è il vero regista outsider degli ultimi trent’anni: atmosfere languide e soffocanti, dialoghi a volte apparentemente non-sense, peculiarità di ogni suo personaggio, quotidianità e lampi di genio presenti spesso a livello del subconscio-onirico. Twin Peaks vi farà sprofondare nelle sabbie mobili dell’incertezza e nell’angoscia appiccicosa dell’inspiegabile; seppure sia andata in onda più di 20 anni fa è estremamente attuale, “invecchiata” in modo superbo, ed è superiore alla maggior parte delle serie che infestano le nostre televisioni in quanto a sensazioni grottesche, morbose, di suspense e inquietudine… Twin Peaks vi penetrerà fin dentro le ossa, lasciandovi atterriti. Ed estremamente appagati.

Voto di IMDb: 9,2 con 34.507 voti
Voto di Eric Draven: 9 (coi mezzi voti sarebbe 9,5!)

 

Informazioni su Eric Draven

Eric Draven

Collaboratore di FinalCiak. Musicista e cantante in numerose band dal rock al metal all'elettronica, ha una passione innata per i film contorti e per quelli dalle tinte dark (come suggerisce il nickname).