Le Cose [Multirecensione]

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 24-01-2013 alle 17:59

La cosa da un altro mondo (1951)

The thing 1951The Thing from Another World (1951, USA, 87 min.)
Regia: Christian Nyby, Howard Hawks (non accreditato)
Interpreti: James Arness, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite, Douglas Spencer
Scritto da: Charles Lederer (sceneggiatura), John W. Campbell Jr. (racconto)
Genere: Horror, Fantascienza
Nel Circolo Polare Artico un gruppo di scienziati riceve delle segnalazioni su un velivolo precipitato nelle vicinanze della base. Recatisi sul posto, scoprono un’astronave sotto uno strato di ghiaccio; nonostante il tentativo di recupero del disco volante riduca lo stesso in pezzi, la truppa riesce a recuperare un sopravvissuto, che viene riportato al campo base intrappolato in un blocco di ghiaccio. La cosa si sveglia dal suo sonno e ed il terrore comincerà a serpeggiare nella base.

Ho visionato questo film dopo aver visto La cosa (1982) e La cosa (2011), l’esalogia di Star Wars, Alien (1979), Aliens (1986), Prometheus (2012, BUUUU!, vedi recensione), Cowboys and Aliens (2011, ri-BUUU!, vedi recensione) ed altri ancora… insomma una miriade di creature dalle forme più bizzarre e disparate ottenute con altrettanti effetti speciali: vedere quindi un omone (secondo IMDb, Arness era alto 2,01 mt) truccato mi ha fatto sorridere più che spaventare; sono però consapevole che si parla di un film del 1951, quindi Arness fa la sua figura nelle vesti dell’alieno. Quello che proprio non va sono il ritmo e la tensione per nulla palpabili, i personaggi non ti trasmettono il terrore che li pervade… doverosa domanda, ma il terrore li pervade veramente?
Torniamo agli eventi che hanno fatto da contorno al film: gli Stati Uniti sono da poco usciti vittoriosi dalla Seconda Guerra Mondiale, ma già si sente puzza di Guerra Fredda. Ergo spostiamo l’azione dal Polo Sud (dove è ambientato il racconto di Campbell che ispirò Hawks) al Polo Nord, in modo da tenere sotto controllo la minaccia rossa. Poi al gruppo di scienziati, affianchiamo dei militari, come simbolo di invincibilità e sicurezza. Anche se questi all’inizio vengono dipinti come idioti (prima mettono troppa carica e fanno esplodere il disco volante, poi mettono una coperta termica calda sul blocco di ghiaccio, liberando la cosa), prenderanno da subito in mano la situazione, mettendo da parte gli scienziati e organizzandosi per affrontare il pericolo alieno. Nessuno però mostra paranoia o angoscia, tutti sono calmi e rilassati, freddi e razionali, l’unico in cui germoglia il seme della follia è Dr. Arthur Carrington, ma svalvola per puro interesse scientifico, ve lo garantisco!
Insomma, con queste premesse più che un film che doveva spaventare il pubblico, era pura propaganda contro i Russi, come si evince anche dalla frase finale del film “Ditelo a tutti dovunque si trovino. Dovunque, scrutate il cielo.”
Per essere il 1951 e per essere uno dei primi film che tratta di alieni, sicuramente all’epoca impressionò il grande pubblico, e diede inizio al genere science fiction moderno.

Voto di IMDb: 7,3
Voto di Lisbeth Kelevra: 5

 

La cosa (1982)

the thing 1982

The Thing (1982, USA, 109 min.)
Regia: John Carpenter
Interpreti: Kurt Russell, Wilford Brimley, Keith David, David Clennon, T.K. Carter
Scritto da: Bill Lancaster (sceneggiatura), John W. Campbell Jr. (racconto)
Genere: Horror, Fantascienza

In Antartide, un elicottero norvegese atterra in una stazione scientifica americana e comincia a fare fuoco; gli satunitensi rispondono e distruggono il velivolo, domandandosi perchè li avessero attaccati. Il pilota R.J. MacReady (Kurt Russell) e il dottor Copper (Richard Dysart) si recano alla base dei norvegesi, trovandola però deserta; con molti dubbi, fanno ritorno all’accampamento con la documentazione video e dei resti carbonizzati, che si riveleranno non essere umani, bensì un’imitazione dell’essere umano.
Il panico comincia a serpeggiare, nessuno si fida più di nessuno poichè la cosa può aver “mimato” chiunque.

the_thing_remake_ron_moore_1Quando andavo a noleggiare i video da piccola, le locandine che mi facevano più paura (e che quindi mi sono rimaste più impresse) erano le due facce deformi de La cosa, il teschio di Inferno e Chuckie de La bambola assassina 2, riuscivo a stento a guardarle!
Parliamo dei primi anni ’90, il VHS impazzava, ed è proprio per questo che adesso non riesco a trovare uno straccio di immagine digitale decente della copertina della videocassetta: infatti si trovano le varie copertine delle edizioni in DVD e BluRay, senza però l’orrenda e visionaria creatura di Rob Bottin che tanto mi terrorizzò.

Thing pasteBello, veramente impressionante come film, il panico che coglie i protagonisti ti resta proprio addosso, complice anche l’ambientazione isolata, e non è mai ovvio di chi ci si può fidare o no, fino alla fine del film. La cosa aliena non ha una forma precisa, può appunto mimare chiunque: non avere un nemico definito destabilizza gli abitanti della base che, chi prima, chi dopo, cominciano a manifestare atteggiamanti aggressivi coi propri compagni e ad infilarsi in assurde paranoie.
Gli alieni poi sono strepitosi: vorrei sapere cos’ha preso Rob Bottin per disegnarli tutti! Le forme in cui si manifesta questo essere sono moltissime, caratterizzate da altrettanti dettagli e movimenti: un requisito fondamentale che chiese Carpenter a Bottin era quello di non avere degli uomini in costume ad interpretare la cosa (memore di Alien, anche se di suo gradimento, in cui Alien era sempre uno stuntman travestito). John voleva delle creature che vivessero di vita propria, e Bottin non lo deluse.
La trama non è molto elaborata e per questo molti critici hanno affermato che questo film senza gli alieni di Bottin non vale niente.
Io lo reputo un bel prodotto, anche visto 30 anni dopo la sua uscita, non ero così in tensione guardando un film da molto tempo; gli effetti speciali sono datati, ma in quanto ad inventiva, se la giocano assai bene con i rivali odierni (ma è uscito qualche bell’horror ultimamente?), le mille forme dell’alieno, concepite e soprattutto realizzate ed animate alla vecchia maniera, senza computer, fanno ancora la loro porca figura.
Russell sempre sopra le righe, già dalle prime scene si fa riconoscere: non accettando, in maniera molto infantile, di perdere a scacchi contro il computer, gli verserà gentilmente del whiskey nei circuiti.

the thing kurt-russellIl film riscosse poco successo in quanto uscì dopo ET: il pubblico, ammaliato dall’alieno tozzo e pacifico di Rambaldi (che si ispirò al suo gatto per disegnarne il viso), non era ancora pronto per le creature splatterose di Bottin; negli anni a seguire la pellicola godrà di ottima fama grazie al mercato home video.
Viene definito come remake de La cosa che venne da un’altro mondo, anche se ci assomiglia molto poco, più che altro si ispirano entrambi al racconto di John W. Campbell “Chi va là? (Who goes there?, 1948)”, nonostante quello di Carpenter vi si avvicini di più come dettagli.
(cito spudoratamente da Wikipedia)
Nel film di Carpenter abbiamo il capovolgimento esatto del meccanismo del film originale, come l’ambientazione del film che passa dal Polo Nord al Polo Sud (in Antartide) ed il fatto che il gruppo si frantuma: la cosa in una continua metamorfosi della realtà esaspera la paranoia causata dall’impossibilità di distinguere l’umano dall’alieno, il reale dalla finzione. L’ossessione del contagio e l’isolamento si aggiungono a far saltare ogni rapporto interpersonale e crollare la fiducia negli altri. La regola diventa quella dell’uno contro l’altro.
Il film, nelle intenzioni del regista, è incentrato sulla disgregazione dell’umanità e sulla diffidenza verso il prossimo. Ma in realtà si spinge oltre, estendendo il conflitto dall’interno dei rapporti umani all’interno dei corpi: la creatura li avvolge e li invade, vi penetra dentro deformando e lacerando ossa e tessuti, trasformandoli alla fine in rappresentazioni corporee grottesche e surreali.

Altro sicuro (ma non esplicitamente dichiarato) richiamo letterario del film è sicuramente l’opera di Lovecraft, ed in particolar modo le spaventose creature denominate Grandi Antichi che, venuti dallo spazio, avevano dominato il mondo “e che sarebbero tornate un giorno a regnare ove ora è l’uomo“; la struttura corporea della creatura carpenteriana (in particolar modo nella trasformazione finale, ciclopica e a più zampe) ricalca in tutto e per tutto la descrizione che Lovecraft fa di questi mostri.

thing titleIl carattere del titolo è lo stesso della pellicola del 1951; per creare l’effetto dei raggi di luce che illuminano la scritta dal retro, sentite cosa si è inventato Peter Kuran: ha stampato il titolo su un lucido trasparente e lo ha attaccato su un acquario pieno di fumo; sul lato opposto della vasca è stato steso un sacco da immondizia infiammabile (non sto inventando, l’ho presa dagli extra del DVD!) e delle luci sono state puntate sulla plastica. Dando fuoco alla busta si ottiene un bell’effetto di retro-illuminazione.
Kuran ha anche detto che è una cosa semplicissima da fare… io avrei dato fuoco allo studio!
La base in cui si svolge il film è stata ricostruita su un ghiacciaio in British Columbia (Canada) per girare gli esterni.
Gli interni sono stati girati in studio: per creare l’effetto del vapore che esce dalle bocche hanno refrigerato il set ed alzato l’umidità dell’ambiente. Ovviamente hanno girato il film d’estate, così il raffreddore imperava sugli studios! Inoltre gli attori erano così stufi di cambiare gli abiti da invernali ad estivi che andavano in giro per gli studios coi vestiti di scena: andateci voi in giro a L.A. con la giacca a vento d’estate, se ne avete il coraggio!
Per gli esterni con l’astronave hanno usato la tecnica del matte painting (pittura degli sfondi), affidandosi ad Albert Whitlock, con un gran bel curriculum e grandi collaborazioni, Hitchcock su tutti, e due oscar per gli effetti visivi con Terremoto (1974) e con Hindenburg (1975). Nonostante gli esterni fossero girati sul serio in condizioni di neve, costruirci anche un’astronave dalle enormi dimensioni sarebbe risultato proibitivo, si ricorse quindi al classico montaggio di attori su fondo blu sopra un disegno.

thing_making ofSicuramente un film da vedere.
La cosa del 2011 è un buon film, diciamo che si lascia guardare, ottima l’attenzione ai dettagli di collegamento con quello di Carpenter. A volte però sa troppo di remake, ma di questo film, l’illustre collega Axel Foley ve ne parlerà più dettagliatamente qualche riga più sotto.

Voto di IMDb: 8,2
Voto di Lisbeth Kelevra: 9

 

La Cosa (2011)

the thing 3 posterThe Thing (USA | Canada | 2011 | 103 minuti)
Mary Elizabeth Winstead, Joel Edgerton, Eric Christian Olsen, Adewale Akinnuoye-Agbaje.
Diretto da Matthijs van Heijningen Jr.
Genere: Horror | Fantascienza | Thriller

Antartide, 1982. La paleontologa Kate Lloyd (Winstead) raggiunge una squadra scientifica norvegese che ha scoperto un’astronave aliena sepolta sotto i ghiacci del Polo Nord; sotto quelle nevi viene trovata anche una strana forma di vita aliena apparentemente senza vita.
La situazione diventa molto complicata quando questo essere alieno si risveglia e comincia a seminare il panico all’interno della base; questa “cosa” infatti riesce dividersi da sola e a imitare qualsiasi forma di vita assimilandola attraverso una forma particolare di digestione, ricreando così un perfetto clone dell’individuo digerito. Successivamente poi il calore si dimostra il suo unico punto debole ma ormai tra il personale della base si diffonde sempre di più il dubbio su chi sia veramente umano e su chi sia invece la cosa.

07

Questo film invece, che dal trailer sembrava un remake, come prequel se la cava egregiamente e ve lo dice uno che non ama i film horror.
Come ogni film del genere che si rispetti c’è qualche salto (spaghetto) qua e là e sicuramente al cinema avrebbe avuto più effetto con l’audio a palla.
Per la creazione e i movimenti della cosa è stato reso tutto più facile grazie all’utilizzo della computer grafica, ma anche qui devo dire che ho visto di peggio, sicuramente dovremo dare tutto il merito al signor Rob Bottin che ormai 30 anni or sono non poteva usufruire di queste tecniche.

la cosa 3 01Ho visto il film di Carpenter qualche anno fa e soltanto una volta e, senza sminuirlo, mi pare che in questo prequel il regista abbia spinto ancora di più sull’impossibilità di distinguere l’umano dall’alieno e sulla paranoia provocata da tale situazione.
Il dubbio pervade così anche lo spettatore che solo in alcune scene con un occhio attento potrà notare qualche particolare che potrà rivelare chi sia veramente la cosa.

Tanti saluti e tante belle cose
Axel Foley

Voto di IMDb: 6,3
Voto di Axel Foley: 7
Voto di Lisbeth Kelevra: 7

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com