Warehouse 13

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 24-12-2012 alle 9:00

Warehouse 13 (USA, 40min a puntata)
Creatori: Jane Espenson, D. Brent Mote
Interpreti principali: Eddie McClintock, Joanne Kelly, Saul Rubinek, Genelle Williams, Allison Scagliotti, Jaime Murray, Aaron Ashmore, CCH Pounder
Stagioni: 4 (serie in produzione)
Genere: Drammatico | Fantascienza | Thriller

Il Magazzino 13 (Warehouse 13) è una sezione dei servizi segreti il cui compito è quello di archiviare artefatti dai poteri soprannaturali.
Sotto la sapiente guida del “caposezione” Arthur Nielsen, gli agenti Myka Bering e Peter Lattimer dovranno girare nei più remoti angoli della terra (ma più frequentemente la trama si svolge negli USA) alla ricerca di questi oggetti potenzialmente pericolosi e renderli inoffensivi, inscatolarli, etichettarli e collocarli nel magazzino.

A questo filo conduttore si aggiunge una seconda trama, più vasta, che si sviluppa durante la stagione. Ad ogni stagione la sua storia.

Il Magazzino 13 si chiama così perchè è il tredicesimo magazzino destinato allo stock di oggetti “magici” creato nel corso dei secoli. In passato vi sono stati altri 12 magazzini che sono stati distrutti o chiusi e che erano collocati nel luogo più civilizzato del tempo. In Egitto all’epoca dei faraoni, in Inghilterra in epoca vittoriana e negli USA oggi (sempre modesti questi americani).

Pregi & Difetti: gli episodi sono autoconclusivi.
Ciascun episodio è incentrato su un artefatto e la “missione” si chiude nel giro dei 40 minuti, quindi ogni episodio è a sè e può essere visto indipendentemente dagli altri (anche perchè all’inizio c’è il meraviglioso riepilogo). Questo a mio avviso è un gran pregio, specie per chi vuole evitare quello che chiamo l’effetto Beautiful.
Il rovescio della medaglia è che i personaggi sembrano un po’ intrappolati in se stessi. Le caratteristiche di ciascuno, le sue problematiche, i punti di vista, i modi di fare, se da un lato aiutano a creare il personaggio dall’altro un po’ annoiano. Insomma, nessuno in Warehouse 13 farà qualcosa di inaspettato (a meno che non sia in se per effetto di qualche potere).

A partire dalla seconda stagione viene introdotta la figura di H.G. Wells come coprotagonista, ne viene data un’interpretazione quanto mai bizzarra e degna di essere vista. H.G. Wells a parte, mi sento di consigliarlo agli amanti dello Steampunk, sebbene la serie sia ambientata ai giorni nostri gli artefatti sono spesso antichi e si prestano alle fantasie degli Steamer… c’è anche qualche viaggetto nel tempo.

Questi agenti speciali, tra l’altro, utilizzano delle attrezzature non proprio standard, la maggior parte inventata da fisici quali Tesla ed Edison. C’è di che divertirsi.

 

Pistola Tesla in dotazione

Di questa serie apprezzo, inoltre, la cura nei dettagli del format, ogni serie ad esempio è composta da 13 episodi. Peccato che uno dei tredici, tragicamente, sia un episodio “di Natale” che non c’azzecca mai niente con il resto della serie.

Volendo tirar le somme, non si tratta di un capolavoro ma è divertente e interessante se vi piace la fantascienza.

Buona visione se avete voglia di rilassarvi senza eccessivo impegno.

Voto di IMDb: 7.5 con 14,028 voti
Voto di Noa: 8

 

Informazioni su Noa

Noa

Collaboratrice ufficiosa di FinalCiak. Potete contattarla indirettamente inviando una mail al Webmaster che prontamente la girerà.

  • Lo segui ogni tanto su Rai4, è carino, fantascientifico e con un tocco di ironia. Ha molti richiami a un’altra serie molto simile, sempre di fantascienza: Eureka.

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