Fair Game

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 27-12-2010 alle 14:20

Regia: Doug Liman
Sceneggiatura: Jez Butterworth, John-Henry Buttenworth, Joseph Wilson (libro “The Politics of Truth”), Valerie Plame (libro “Fair Game”)
Interpreti: Naomi Watts, Sean Penn, Noah Emmerich, Bruce McGill, Anand Tiwari
USA / Emirati Arabi Uniti, Drammatico / Thriller / Spionaggio / Biografico, 108 min

Trama: Valerie Plame (Naomi Watts) è un agente della CIA sotto copertura con all’attivo numerosi missioni nell’area medio-orientale. Suo marito Joe Wilson (Sean Penn) è un ex ambasciatore con incarichi di consulente politico-commerciale dell’area africana. I fatti narrati coprono gli eventi che vanno dall’11 settembre 2001 allo scoppio della seconda guerra in Iraq (2003), preceduta dalla vana ricerca delle fatidiche armi di distruzioni di massa irachene.

Benchè sia la presidenza degli Stati Uniti che il primo ministro Inglese dichiaravano l’esistenza delle armi nucleari irachene, una parte della CIA ma soprattuto Valerie Plame non ne erano convinti, forti delle prove che suo marito Joe Wilson ha riportato in una missione in Niger (dove si diceva che Saddam avesse acquistato l’uranio impoverito per le centrifughe nucleari). Il Capo Gabinetto della Casa Bianca però preme affinchè si manipolino i fatti e i rapporti degli analisti della CIA, per avere un pretesto per lo scoppio della guerra; non esiterà ad usare le maniere forti per screditare chiunque voglia far emergere la verità.

Impressioni: Doug Liman, dopo aver diretto pellicole d’azione e di spionaggio quali The Bourne Identity e Mr & Mrs Smith, si cimenta in un thriller basato su un fatto di manipolazione politica realmente accaduto e descritto nei due libri “Fair Game” e “The Politics of Truth” di Valerie Plame e Joe Wilson.

La prima parte del film va a rilento, si descrivono i personaggi di Joe e Valerie, le dinamiche procedurali della CIA e la situazione politica mediorientale in modo sintetico e piatto. Il film decolla dalla metà in poi, quando scoppia lo scandalo Wilson/Plame, diventando un thriller e una sorta di battaglia civile dove i protagonisti combattono con un avversario imponente e invincibile, con la consapevolezza di essere nel giusto.

Interessante come il film si integri e si incastri bene con altre pellicole denuncia sulla questione delle armi di distruzione di massa irachene, primo fra tutti l’ottimo The Green Zone di Paul Greengrass (accomunato da Liman per aver diretto due film di Bourne). Nelle scene ambientate a Bagdad quasi mi sembrava scorgere il personaggio di Matt Damon correre tra un ipotetico sito e l’altro in cerca delle armi.

Conclusioni: Fair Game è un ottimo film denuncia su uno sporco intrigo politico che ha portato allo scoppio di una guerra. Nella pellicola si sente il senso civico di Liman nel voler far conoscere allo spettatore questo complotto. Tuttavia c’è una vena patriottica e nazionalistica marcata, che stona un pò con la tematica del film (mi riferisco a un discorso che Sean Penn/Joe Wilson fa rivolto a degli studenti dell’università). Ottima idea invece quella di mettere in una scena Naomi Watts/Valerie Plane che testimonia in una aula di tribunale e subito dopo mettere il filmato della vera Valerie Plane che testimonia; una scena che ricorda allo spettatore che i fatti sono reali e che rende la pellicola più autentica.

Voto di IMDb: 7,0
Voto di Doc Brown: 8
Voto di Snake Plissken: 7 (se vi piace il genere tranquillamente 8)

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a docbrown@finalciak.com

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