Millennium Saga [Multirecensione]

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 05-12-2010 alle 14:01

Regia: Niels Arden Oplev, Daniel Alfredson,
Sceneggiatura: Nikolaj Archel, Rasmus Heisterberg, Johnas Frykberg, Ulf Ryberg, Stieg Larson (romanzi)
Interpreti: Noomi Rapace, Michael Nyqvist
Svezia (2009), Drammatico / Thriller / Giallo, 130 – 150 min

DALLA NOSTRA INVIATA SPECIALE LISBETH KELEVRA

Dopo la full immersion sia cinematografica che letteraria nella “Millennium trilogy”, vi presento le gesta della mIa quasi omonima. La saga di Millennium è stata ideata dallo svedese Stieg Larsson (1954-2004) e, teoricamente, sarebbe stata composta da 10 volumi, ma la prematura scomparsa dell’autore, ha fatto si che fossero pubblicati solo tre volumi; dopo varie controversie legali sull’eredità tra i vari familiari, sono spuntate fuori altre 200 pagine del quarto volume… ma la cosa mi puzza di bruciato; comunque siamo qui per discutere dei film e non dei libri, e poi i panni sporchi si lavano in famiglia, quindi che ce frega?

Date le circostanze “twilightiane” (chiedo venia a bat-fiz per aver menzionato il tanto odiato film, però la situazione mi coinvolge da molto vicino), non ne posso più delle saghe, poichè qualcuna di mia conoscenza si sta già strappando i capelli e disperando perchè deve aspettare più di un anno per vedere un’altro capitolo della cosa più oscena che sia mai stata sugli schermi!

Il primo capitolo “Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor, 2009)” è un giallo senza infamia e senza lode, con protagonista il giornalista e co-redattore della testata Millennium, Mikael Blomkvist (Michael Nyqvist), che, costretto alle vacanze forzate dal giornale, viene incaricato di indagare sulla misteriosa scomparsa di Harriet Vanger, avvenuta negli anni ’60 e che è diventata un’ossessione per il nonno della stessa, Henrik Vanger, famoso industriale con una famiglia abbastanza ignorante alle spalle (lui stesso descrive alcuni membri come “bastardi a sangue freddo”, (beh non male!).

Durante l’indagine incappa in Lisbeth Salander (Noomi Rapace), abile hacker ma una frana nelle relazioni sociali. Col proseguire della trama, oltre a maggiori dettagli sulla scomparsa di Harriet ed i retroscena della famiglia Vanger, emerge anche la personalità di Lisbeth, moooolto riservata e con un sacco di scheletri nell’armadio.

Nel secondo capitolo “La ragazza che giocava con il fuoco (Flickan som lekte med elden, 2009)”, Lisbeth diventa suo malgrado la protagonista: viene infatti accusata di ben tre omicidi, quello del suo tutore, del giornalista Dag Svensson e della sua ragazza Mia Bergman, che, guarda caso, stavano per gettare un pò di m***a su figure importanti del sistema giudiziario, ma col vizietto di andare a cercare prestazioni sessuali a pagamento da minorenni; provate ad indovinare con quale testata avevano intenzione di pubblicare??? tadaaa: Millennium!

Blomkvist si trova di nuovo ad indagare per dimostrare l’innocenza di Lisbeth, poichè non la crede assolutamente capace di commettere tre omicidi. Verranno fuori un sacco di rogne sul passato di Lisbeth.

Nel terzo capitolo, “La regina dei castelli di carta (Luftslottet som sprängdes, 2009)”, dal punto di vista narrativo il peggiore, non scorrono nè il film nè il romanzo, l’azione è ai minimi storici: E’ infatti la descrizione del processo a Lisbeth, in cui vengono chiariti molti dettagli del suo passato che si intrecciano con le porcate che può fare un governo.

Sicuramente i primi due film hanno una trama più coinvolgente, Mikael e Lisbeth riescono ad intrecciare un buon rapporto, si dimostrano due capaci “detective”, e, nonostante la reticenza di Lisbeth nel discorrere con gli altri sul suo passato, Blomkvist riesce a trovare uno spiraglioe far si che la ragazza lo veda come amico.

Ottime le riprese all’esterno, non sono mai stata in Svezia (ed odiando il freddo, temo che non mi addentrerà mai così al Nord!), ma ho veramente apprezzato. Inoltre l’ambiente “isolato” dell’isola di Hedeby (perdonate il gioco di parole), dove Mikael indaga nel primo capitolo, contestualmente alle circostanze della scomparsa di Harriet, al fatto che i Vanger facciano buon viso a cattivo gioco, rende ancora di più l’atmosfera pesante.

Buona l’interpretazione di Noomi Rapace, perfettamente calata nel personaggio, tra l’altro vista senza i chili di trucco dark e con i capelli mossi, ha anche un bel viso, mentre Mikael Nyqvist ha una perenne espressione da pesce lesso impressa sul volto.

Il terzo capitolo è veramente pesante, rimane sullo stomaco peggio di una peperonata mangiata il 15 d’agosto sotto l’ombrellone (e vi giuro, ho visto gente farlo!); inoltre la pessima traduzione del titolo rende il collegamento con la trama meno incisivo: “Luftslottet som sprängdes” tradotto letteralmente sarebbe “il castello in aria che esplose” (un titolo molto interessante, ndr di Doc), con il riferimento alla vicenda macchinosa per l’insabbiamento del passato di Lisbeth.

Ovviamente, essendo i tre film girati e prodotti in Svezia con attori indigeni, Hollywood non poteva accettare un affronto del genere, e girano già scommesse sui probabili interpreti di Mikael e Lisbeth nel remake totalmente “made in USA”.

Nel complesso le tre pellicole meritano di essere viste almeno una volta, in periodi ravvicinati, se no ci si dimentica i dettagli (oppure è l’inizio della demenza senile?), per il terzo capitolo dite ai vostri vicini di divano di svegliarvi se russate, e procuratevi un cuscino comodo!

E ora i voti!

Uomini che odiano le donne

Voto di Lisbeth Kelevra: 7
Voto di Doc Brown: 7
Voto di Axel Foley: 8

La ragazza che giocava con il fuoco

Voto di Lisbeth Kelevra: 7,5
(10 alla vista di casa di Lisbeth sul mare e 10 alla mobilia Ikea!)
Voto di Axel Foley: 8

La regina dei castelli di carta

Voto di Lisbeth Kelevra: 6-

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com