David Lynch [Multirecensione]

Categorie: Scheda

Pubblicato il 07-12-2012 alle 8:30

Ed eccoci a parlare di uno dei miei idoli, il vero regista outsider americano degli ultimi 20-30 anni, autentico genio vs. incomprensibile pazzo: David Lynch. Nei suoi lavori l’esplosimetro è quasi a zero e anche il battutometro latita, ma sento comunque il dovere morale di omaggiare su FinalCiak un vero e proprio Artista con la A maiuscola, nonostante sia stato a volte criticato e/o incompreso dalla massa.

David Keith Lynch nasce a Missoula, Montana, il 20/1/1946. Nel 1966 si trasferisce a Filadelfia, dove inizia gli studi alla Pennsylvania Academy of Fine Arts; fino al 1974 si dedica alle arti visuali (accantonate a breve) e alla realizzazione di alcuni corti di cinema sperimentale, mentre parallelamente inizia la lavorazione del suo primo bizzarro e sudatissimo film, Eraserhead (1977) di cui, com’è quasi sempre, ne è anche scrittore e produttore.

 

Nonostante Eraserhead sia comunque un cult per molti fan e non, è col secondo acclamato lavoro, The Elephant Man (1980) che Lynch sale agli onori della cronaca e alla fama internazionale (8 nominations agli oscar), e ciò gli vale l’assegnazione del non riuscitissimo kolossal fantascientifico Dune (1984), ultra-tagliato per esigenze cinematografiche e reso per questo incomprensibile ai più. Il nostro si rialza 2 anni dopo con l’ottimo thriller Velluto Blu, iniziando il sodalizio con Angelo Badalamenti per quanto concerne le soundtracks. Oltre al controverso crime-road movie Cuore Selvaggio, il 1990 avvia l’interessamento di Lynch per clip e serie TV, tra cui la celeberrima mystery-fiction I Segreti di Twin Peaks con annesso film prequel Fuoco Cammina con Me (1992).

L’ultimo periodo realmente produttivo di Lynch, più che per il pregevole drammatico della Disney Una Storia Vera (1999) o per i corti che tuttora continua a realizzare, è costituito dalla sua famosa (per alcuni famigerata) “trilogia onirica”, appellativo questo comunque mai riconosciuto dal regista: il sottovalutato noir non-lineare Strade Perdute (1997), che divide la critica; l’osannato e pluri-premiato Mulholland Drive (2001), oscuro e cerebrale, per molti l’apice artistico del buon David; l’avanguardistico e impossibile esperimento senza copione di Inland Empire – L’Impero della Mente (2006). Con quest’ultimo film, Lynch esordisce con la pellicola digitale e dichiara di non voler mai più far senza, ma in effetti in seguito non ha più girato lungometraggi. Leone d’oro alla carriera sempre nel 2006.

David Lynch è un regista fuori dagli schemi e per questo è seguito da una nutritissima schiera di “adepti” (tra cui il sottoscritto), che spesso gli perdonano anche l’imperdonabile. Come si nota, è molto diverso dalla maggior parte dei suoi colleghi da Blockbuster, e la sua “avversione” per Hollywood la si nota chiaramente nei suoi ultimi 2 lavori, in cui ne critica soprattutto il carattere di “eterna promessa” e successiva rovina degli artisti e delle loro speranze.
Si evince che sia egli stesso un personaggio particolare, e difatti: è stato sposato 4 volte; è appassionato di meditazione trascendentale; rifiuta quasi sempre di discutere dettagli sui soggetti o i significati dei suoi film; oltre alle già citate musiche del prezzemolino Badalamenti, ha molti marchi di fabbrica / fissazioni (la strada notturna, il fumo e il fuoco, le tende rosse, le immagini ravvicinate, le persone deformi).
I suoi personaggi sono spesso bizzarri, o per l’estetica (Jack Nance in Eraserhead, John Hurt in The Elephant Man), o per il carattere (Nicolas Cage in Cuore Selvaggio, Kyle MacLachlan in Twin Peaks), o per turbe mentali varie (i protagonisti della trilogia onirica).

 

Come già anticipato, sono in evidenza soprattutto gli aspetti psicologici e intimi, i sogni, le deviazioni dell’essere umano. Per questo motivo, a volte i dialoghi e le scene appaiono quasi prive di senso, disturbanti, oppure prolisse. Lo scopo (a volte riuscitissimo, a volte meno) è la riflessione dell’utente: che stiate guardando una scena d’amore o di violenza non importa, David vuole che ci soffermiamo sulla sua quotidianità, su quello che ognuno di noi ricava da esso… spesso la sensazione di iniziale incomprensibilità si trasforma in domande, e infine in disagio.
Ma ognuno è libero di vederla come vuole, come dico sempre: guardando i quadri di Dalì, di Escher, di Kandinsky, di Magritte o di Giger, non bisogna ad ogni costo capirne il significato pieno per apprezzarli, bastano le sensazioni che trasmettono… Ogni opera d’arte può essere un vista come capolavoro o schifezza a seconda della capacità in essa di conferire emozioni forti. E Lynch, se aprite la mente oltre che gli occhi e le orecchie, in questo è un vero maestro.

 

 

Filmografia da regista di D. Lynch (link ai trailer ufficiali cliccando sulla copertina)

 

ERASERHEAD – LA MENTE CHE CANCELLA (Eraserhead) [1977]

Sceneggiatura: David Lynch
Interpreti: Jack Nance, Charlotte Stewart, Judith Roberts
Un film altamente simbolista ed enigmatico, dove un uomo si trova a sopportare il suo ambiente post-industriale e lo sconvolgente parto di un bimbo mutante da parte della sua isterica ragazza. In bianco e nero, mai tradotto in italiano, grottesco, breve, assai ostico… ma alcune scene già fanno intravedere la genialità di David. Un culto fra i fan.
Voto IMDb: 7,3
Voto Eric Draven: 7

 

 

THE ELEPHANT MAN (The Elephant Man) [1980]

Sceneggiatura: Christopher De Vore, Eric Bergren, David Lynch
Interpreti: Anthony Hopkins, John Hurt, Anne Bancroft
La vera storia di John Merrick, un uomo dal cuore d’oro ma sfruttato come fenomeno da baraccone a causa della sua orribile deformità. Prodotto da Mel Brooks, questo è uno dei capolavori di Lynch, nonostante sia fra quelli meno “stravolti” dalla sua mano visionaria. Drammatico, commovente, splendidamente sconvolgente. Candidato a 8 oscar, tra cui regia, attore protagonista J. Hurt, costumi, sceneggiatura non originale; premio César come miglior film straniero.
Voto IMDb: 8,3 [top 250: #115]
Voto Eric Draven: 9

 

 

DUNE (Dune) [1984]

Sceneggiatura: David Lynch, tratto dall’omonimo romanzo di Frank Herbert
Interpreti: Kyle MacLachlan, Francesca Annis, Virginia Madsen, Jürgen Prochnow
Questo kolossal ultra-fantascentifico è stato “rovinato” dai tagli: quasi 4 ore vs. 2 ore e 15’ è decisamente troppo, e per i molti che non hanno letto questo romanzo-capolavoro è impossibile seguire la trama, stavolta non per volere di David che anzi non intende riconoscerla come sua opera. Il suo mestiere salva in corner comunque il film, con alcune scene e riprese davvero buone. Degno di nota Sting, a suo agio fra i cattivi. Nomination all’oscar per il miglior sonoro.
Voto IMDb: 6,5
Voto Eric Draven: 7

 

 

VELLUTO BLU (Blue Velvet) [1986]

Sceneggiatura: David Lynch
Interpreti: Kyle MacLachlan, Isabella Rossellini, Dennis Hopper, Laura Dern
Uno studente, indagando di nascosto sul ritrovamento di un orecchio mozzato assieme alla figlia di un poliziotto, si trova suo malgrado invischiato in un torbido e pericoloso intreccio con una cantante tormentata e un gangster psicopatico. Ottimo thriller, che fece scandalo all’epoca per alcune scene erotiche, e che valse a Lynch la seconda nomination all’oscar come miglior regista. Entra nella top 1000 dei migliori film di sempre del New York Times.
Voto IMDb: 7,8
Voto Eric Draven: 8

 

 

CUORE SELVAGGIO (Wild At Heart) [1990]

 

Sceneggiatura: David Lynch, tratto da un romanzo di Barry Gifford
Interpreti: Nicholas Cage, Laura Dern, Willem Dafoe, Isabella Rossellini
Un film spiazzante, una sorta di road-movie criminale, dove un ex-galeotto e la sua fedele amante fuggono ignari della trama omicida messa in atto dalla madre di lei, coinvolta in loschi affari di droga. Anche qui molto eros, alcune scene trucide ma bizzarre, però manca una forte linea guida e il film non ha molto successo. Comunque, Palma d’Oro a Cannes come miglior film e nomination all’oscar di Diane Ladd come miglior attrice non protagonista.
Voto IMDb: 7,2
Voto Eric Draven: 7

 

 

I SEGRETI DI TWIN PEAKS (Twin Peaks) [1990-1991]
FUOCO CAMMINA CON ME (Twin Peaks: Fire Walk With Me) [1992]

Qui vi rimando alla mia approfondita e appassionata recensione, su questo stesso sito. http://finalciak.com/node/647

 

 

STRADE PERDUTE (Lost Highway) [1997]

 

Sceneggiatura: David Lynch, Barry Gifford
Interpreti: Bill Pullman, Patricia Arquette, Balthazar Getty, Robert Blake
Un sassofonista condannato a morte per l’omicidio della moglie si trasforma in un giovane meccanico e vive una nuova pericolosa vita. È un film non lineare e in cui i personaggi rivivono scene già vissute in ruoli interscambiati (nastro di Möbius). Splendido esempio di noir moderno e surreale, purtroppo poco considerato da pubblico e critica, a torto. Da citare la colonna sonora con Rammstein, Nine Inch Nails e Marilyn Manson (presente anche in un cameo).
Voto IMDb: 7,6
Voto Eric Draven: 8

 

 

UNA STORIA VERA (The Straight Story) [1999]

 

Sceneggiatura: John Roach, Mary Sweeney
Interpreti: Richard Farnsworth, Sissy Spacek, Everett McGill
Un anziano senza patente decide di intraprendere un lungo viaggio col suo tagliaerba per andare a visitare il fratello malato ed appianarne i logorati rapporti: un film drammatico della Disney pieno zeppo di buoni messaggi ed insegnamenti, nonostante sia a tratti noiosetto è un lavoro caldo, dolce e simpatico, perché vero. È nella top 1000 dei migliori film di sempre secondo New York Times; Farnsworth nominato all’oscar come miglior attore protagonista.
Voto IMDb: 8
Voto Eric Draven: 8

 

 

MULHOLLAND DRIVE (Mulholland Dr.) [2001]

Sceneggiatura: David Lynch
Interpreti: Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux
L’incontro fra un’attrice di belle speranze del cinema Hollywoodiano e una donna in amnesia dopo un misterioso incidente d’auto alla ricerca di risposte si trasforma in un morboso intreccio fra sogno, realtà e finzione. Capolavoro assoluto e meritato successo, anche qui la struttura narrativa è paragonabile al nastro di Möbius; le sensazioni di smarrimento, disagio e rivelazione sono al loro apice. Top 1000 dei migliori film di sempre per New York Times, nomination all’oscar e palma d’oro a Cannes per la regia di Lynch, premio César come miglior film straniero.
Voto IMDb: 8
Voto Eric Draven: 9

 

 

INLAND EMPIRE – L’IMPERO DELLA MENTE (Inland Empire) [2006]

 

Sceneggiatura: David Lynch
Interpreti: Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux
Un’attrice, nel ruolo di protagonista per il remake di una pellicola “maledetta”, perde la concezione tra film e realtà, in un labirinto mentale senza uscita. Come detto, questo è un lavoro senza copione, dove le scene venivano girate in conseguenza alla precedente; contiene pezzi della bizzarra sit-com Rabbits, sempre di Lynch. 3 ore, sperimentale, senz’altro “eccessivo”: molti fan si sono sentiti presi in giro, altri ne decantano l’incredibile e innegabile subliminale.
Voto IMDb: 6,9
Voto Eric Draven: 8

 

 

Informazioni su Eric Draven

Eric Draven

Collaboratore di FinalCiak. Musicista e cantante in numerose band dal rock al metal all'elettronica, ha una passione innata per i film contorti e per quelli dalle tinte dark (come suggerisce il nickname).

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