Grindhouse: Death proof e Planet terror

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 18-12-2012 alle 8:30

Della serie Doc Brown provoca (vedi articolo) ed io, da fan di Tarantino, rispondo.

Prima di tutto precisiamo che il progetto Grindhouse deriva dalla smodata passione in comune di Tarantino e Rodriguez per il cinema d’exploitation degli anni 70-80. Tali pellicole si caratterizzano per un basso budget, scene esplicite di sesso e violenza, trama bizzarra e contenuti poco morali. Le “grindhouse” erano le sale cinematografiche in cui si proiettavano questi film di serie B e di solito con un solo biglietto se ne potevano vedere più di uno di fila (che tempi, 3×2 anche al cinema!).

Grindhouse
Con questo background, Tarantino e Rodriguez scrivono i due segmenti principali (Death Proof del primo e Planet terror del secondo), ma non sono soddisfatti a pieno: nelle grindhouse, venivano infatti inseriti numerosi trailer di altre pellicole; i due, in aggiunta alle riprese principali, progettano di realizzare anche questi spot; Rodriguez gira il fake trailer di Machete, mentre quello di Tarantino, Cowgirl in Sweden, rimane solo sulla carta per mancanza di tempo (il film doveva essere una gran porcata, visto che sarebbe rientrato nel filone della sexploitation). Nel frattempo, sia l’amico Eli Roth che Edgar Wright si propongono con i fake trailer rispettivamente di Thanksgiving e Don’t. Arriva poi Rob Zombie con Werewolf women of SS, e con un titolo così, il filmaccio è garantito: Zombie dirige infatti ben 30 minuti di riprese e, secondo lo stesso Rob e Tarantino, è stato un peccato ridurle a solo 2 minuti.
Nota fondamentale per le edizioni non americane o inglesi: il film è stato sbrindellato nei due segmenti principali (usciti in Italia rispettivamente il 1 giugno 2007 e il 28 settembre 2007) ed evirato dei fake trailers… che tristezza, praticamente si sono persi tutti gli sforzi dei vari registi per ricreare l’atmosfera delle grindhouse.
Il tubo fortunatamente sopperisce a queste mancanze e quindi ecco i fake trailer.
Dopo questo, spero, esaustivo prologo, proseguiamo con la recensione vera e propria.

 

Death proof – A prova di morte

Death proof (2007, USA, 114 minuti)
Regia: Quentin Tarantino
Interpreti: Kurt Russell, Rosario Dawson, Vanessa Ferlito, Rose McGowan
Scritto da: Quentin Tarantino
Genere: Azione, Thriller
Arlene (Vanessa Ferlito), Jungle Julia (Sydney Poitier) e Shanna (Jordan Ladd) sono tre ragazze spensierate che hanno in programma una tranquilla serata tra alcool e maschietti. Durante i loro pellegrinaggi tra locali vengono però seguite da una misteriosa ed inquietante macchina nera, il cui conducente, Stuntman Mike (Kurt Russell), si rivelerà essere un tantino sadico ed ingaggerà con loro un gioco perverso.
Circa un anno dopo, Stuntman Mike prende di mira un altro gruppo di frivole ragazze, Abernathy (Rosario Dawson), Zoe (Zoe Bell), Lee (Mary Elizabeth Winstead) e Kim (Tracie Thoms). Le donne, si sa, sono piene di sorprese, ed il gioco stavolta si farà più duro.
Death Proof è un film “alla Tarantino”, tanti dialoghi apparentemente nonsense, storie che si intrecciano, colonna sonora assolutamente perfetta, che spazia da Morricone a Dave Dee, Dozy, Beaky, Mick & Tich e agli Smiths.
A causa della massiccia presenza di chiacchierate e dalla scarsa azione, per lo più concentrata nel finale, il ritmo è lento, cosa che ha scatenato in Axel il riflesso di premere il pulsante “avanti veloce”!
La pellicola nella parte iniziale è sporca e in certi punti salta addirittura, tutte cose
volute per dargli la veste di un film a basso costo degli anni ’70.
Da buon amante del cinema, Tarantino infarcisce di locandine di film reali la casa di Jungle Julia (viene mostrata in poche inquadrature iniziali) ed i bar in cui si svolgono le scene in interno; numerose poi le citazioni sia nei dialoghi, dai film in cui Stuntman Mike dice di aver lavorato, allo Ship’s Mast di Zoe e Kim, che nelle scene stesse, quando Stuntman Mike fotografa le ragazze all’aeroporto.
Kurt Russell è favoloso, ed ovviamente sopra le righe, nell’interpretare il protagonista maschile in un film tutto al femminile (i maschietti vengono un pò denigrati e messi in secondo piano).
Adoro sempre di più Rosario Dawson, e finalmente ho visto tirare fuori la grinta a Tracie Thoms, che nella serie “Cold Case” è sempre seria.
Nelle acrobazie sull’auto, è la stessa Zoe Bell a recitare: la ragazza infatti di mestiere fa la stuntwoman, e conobbe Tarantino sul set dei Kill Bill, in cui è la controfigura di Uma Thurman.
Piccole note dall’universo tarantiniano: alcuni errori sono voluti, come detto in precedenza, per simulare la scarsa cura data ai dettagli nei film di serie B
– Il film doveva chiamarsi “Quentin Tarantino’s Thunder Bolt”, come si evince da un paio di fotogrammi, a cui si sostituisce “Grindhouse: Death proof”.
– La macchina di Arlene, Shana e Jungle Julia è una Honda Civic del 1996 ed il modello prevede solo tre sportelli e finestrini posteriori non apribili; in più scene la testa ed i piedi di Jungle Julia sporgono invece fuori dai finestrini.
– Il juke boxe mostrato nel Texas Chili parlor è proprio di Tarantino e la songlist è scritta di suo pugno.
– Tarantino usa dei fake brand già presenti negli altri suoi film: la catena di fast food Big Kahuna Burger e le sigarette Red Apple.
– Quando Kurt Russell cita il killer de “L’uccello dalle piume di cristallo” e fotografa le sue vittime, ha il tappo sull’obiettivo.

Voto di IMDb: 7,1
Voto di Lisbeth Kelevra: 7
Voto di Snake Plissken: 5 (c’è Kurt Russel…)
Voto di Axel Foley: 4

 

Planet terror

Planet terror (2007, USA, 105 minuti)
Regia: Robert Rodriguez
Interpreti: Rose McGowan, Freddy Rodríguez, Josh Brolin, Marley Shelton
Scritto da: Robert Rodriguez
Genere: Horror, Azione
In una base militare, dopo un alterco ed un losco affare mandato a monte, viene sprigionato del gas tossico nell’atmosfera.
In un pittoresco ristorante nelle vicinanze, si incontrano Cherry Darling (Rose McGowan) e Wray (Freddy Rodriguez); tornando in città, vengono attaccati da una misteriosa creatura che ferisce Cherry.
Arrivati in ospedale, Wray viene arrestato per possesso di arma e portato alla centrale di polizia; durante l’interrogatorio delle altre creature assaltano la centrale. Sarà compito di Wray e dello sceriffo radunare i sopravvissuti e combattere i misteriosi esseri.

 

Se vi disgustano il sangue a fiotti, le lesioni simil-pustolose ed il muco sanguinolento che potrebbe fuoriuscirne, questo film non è affatto per voi!
Se invece amate le pellicole splatter, gli zombie assetati di sangue e le raffiche di mitra alla cieca, avventuratevi pure in Planet Terror.
La prima volta che ho visto questo film non mi è piaciuto per niente, per cui Rodriguez (apprezzatissimo per Sin City) perse 20.000 punti e la pellicola venne inserita nella lista “Film penosi”. Visto che quando scrivo le recensioni non vado mai a memoria (anche perchè ho le capacità mnemoniche di un protozoo rincoglionito) mi sono costretta a rivederlo e, con la dovuta premessa sul progetto, gli ho dato un contesto specifico, l’ho affrontato con un mood più ironico ed ho potuto apprezzarlo a pieno.
La trama è quella classica di un film di zombie: un gas misterioso, se inalato, crea umanoidi pustolosi ad alto tasso di sfaldamento cellulare, in più mangiauomini.
L’elemento bizzarro e grottesco è rappresentato dal manipolo di persone non infette (certo, non si possono definire sane!) che cercheranno di sfuggire al contagio:
– un giovanotto dal passato misterioso che guida un carro attrezzi e che nasconde un fucile dal mirino infrarossi;
– una spogliarellista con aspirazioni da cabarettista dalla gamba amputata, che verrà all’occorrenza sostituita con un mitra;
– un ristoratore che continua a cercare la ricetta della salsa barbeque perfetta, nonostante tutto intorno a lui vada in vacca;
– una dottoressa succube del marito, talmente sconsiderata che affida una pistola ad un bambino al di sotto dei 10 anni;
e molti altri ancora, le cui storie si intrecciano abilmente.
Come in Death Proof, la pellicola è sporca, anzi, proprio su una scena hot, si brucia e compare il messaggio “Rullo mancante”… lasciando un gran buco sul perchè il ristorante vada a fuoco e sul passato di Wray!
Le sequenze non lasciano nulla all’immaginazione, mostrando in tutti i loro dettagli crani svuotati, corpi a brandelli ed anche una bella collezione di testicoli sotto formalina.
Rose McGowan interpreta qui la protagonista femminile Cherry Darling, il suo look da mora e con vestiti succinti è in netto contrasto con il piccolo ruolo della bionda e vestitissima Pam in Death Proof.
Josh Brolin è veramente bravo, e pensare che interpretava il fratello maggiore nei Goonies!
Cameo di Quentin in un’improbabile scena di stupro, in cui tocca veramente il fondo.
Quanto è nonsense Wray sulla minimoto che va incontro ad un’orda di zombie con una pistola a 6 colpi?
Se vi piace il Rodriguez di Dal tramonto all’alba o di Machete (vedi recensione), apprezzerete anche Planet Terror (in verità di Machete ho visto solo i primi 10 minuti, poi mia madre ha intimato a me e mio padre di cambiare canale sbraitando “Perchè mi fate vedere sempre e solo questi filmacci violenti?!”; comunque dai soli 10 minuti visti, direi che l’andazzo è assurdo alla stessa maniera!).

Voto di IMDb: 7,3
Voto di Lisbeth Kelevra: 7
Voto di Snake Plissken: 4,5
Voto di Axel Foley: 5

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

  • Bella l’idea, interessante l’omaggio, ottimo Kurt Russel ma non ce l’ho fatta: fast forward!

  • Noa

    Mi manca Planet Terror, ma il primo è godibilissimo.
    Giusto un filino trash.

    Mi hai dato buone speranze, comunque, visto che mi è piaciuto Machete (sempre per le giornate piovigginose) dovrei apprezzare anche Planet Terror.

  • prequel77

    Ho visto entrambi i film, recentemente (2014) e mi sono piaciuti entrambi. Il primo piacevole e tranquillo è un Tarantino sottotono che mi ha fatto conoscere Rose Mcgowan e mi ha fatto ridere con Stuntman Mike.
    Il secondo di Rodriguez mi ha appassionato da subito, zombie, ironia, simpatia, presa in giro, uno spettacolo. mi hatto ridere di brutto con la scena della minimoto e in altre situazioni. Certo non è da prendere sul serio e per quanto riguarda il progetto originario vince a mani basse la sfida Grindhouse! Il trailer di Machete poi è spettacolare, e nonostante poi ne abbiano fatto un film (Machete), e poi un altro (Machete kills) e tra un pò un altro ancora (Machete kills in space) Machete è riuscito meglio in trailer che non in film perchè gli manca proprio quella ironia e simpatia che invece c’è in Planet Terror, è carino ma non spacca (certo lui taglia)

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com