Pirates of the Caribbean Saga

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 17-10-2012 alle 23:42

Con questa recensione siamo a presentarvi la saga dei Pirati dei Caraibi, resa famosa dal celebre ed un po’ asfissiante Capitan Jack Sparrow, ovvero Johnny nel profondo Depp.

La Maledizione della Prima Luna

La maledizione della prima luna (USA, 2003, 143min) Regia: Gore Verbinski. Cast: Johnny Depp (Jack Sparrow), Geoffrey Rush (Barbossa), Orlando Bloom (Will Turner), Keira Knightley (Elizabeth Swann), Jack Davenport (Norrington), Jonathan Pryce (Weatherby Swann)

La piccola Elizabeth Swann è a bordo di una nave inglese che la porta, insieme al padre Governatore, a Port Royal. Durante il tragitto un ragazzino naufrago, Will Turner, viene portato a bordo; Elizabeth d’impulso sottrae e nasconde un medaglione d’oro prova dell’appartenenza di Will alla pirateria. Anni dopo a causa di un incidente cade in acqua ed il ciondolo scatena qualcosa di soprannaturale. Viene salvata dal signor Sparrow; quest’ultimo verrà presto arrestato perché scoperto pirata. Nella notte la città viene attaccata da altri pirati su una nave con le vele nere: la Perla Nera. Questi rapiscono poi la ragazza, così inizia la corsa del fabbro del paese – il ragazzo recuperato anni prima – e del signor, scusate Capitan Jack Sparrow.

Sicuramente il più bello … forse dato dal fatto che fu la novità del momento, o forse per la storia lineare, senza troppe forzature ed incremento di dati e personaggi che rendessero confusione (vedi capitoli 2 e 3).

Un’avventura fantastica che ha reso celebre Depp. Un po’ mollaccione Bloom, con una pacca sulla spalla all’anoressica Keira Knightley che ci ha sorpreso con la sua performance.

Voto di IMDb: 8,1 con 411.942 voti
Voto di Bat-fiz: 8
Voto di Snake Plissken: 8
Voto di Axel Foley: 8
Voto di Doc Brown: 8

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Pirati dei Caraibi – La Maledizione del Forziere Fantasma

Pirates of the Caribbean: Dead Man’s Chest (USA, 2006, 151min) Regia: Gore Verbinski. Cast: Johnny Depp (Jack Sparrow), Orlando Bloom (Will Turner), Keira Knightley (Elizabeth Swann), Bill Nighy (Davy Jones), Kevin McNally (Gibbs), Tom Hollander (Cutler Beckett), Stellan Skarsgård (“Sputafuoco” Bill Turner).

Lord Cutler Beckett, capitano della Compagnia delle Indie Orientali, entra in grande stile e blocca il matrimonio della coppia Swan e Turner per arrestare il giovane come complice della fuga del pirata Sparrow. Per sfuggire alle fredde celle, instaurano un patto. Consegnare alla Compagnia il pirata e loro avranno la libertà. Nel frattempo Jack è di nuovo nei guai: “il capitano” ha infatti un debito d’onore con Davey Jones, padrone degli oceani e comandante dello spettrale veliero l’Olandese Volante e per lui si profila un destino di dannazione ed eterna schiavitù nell’altro mondo, se non riuscirà a scrollarsi di dosso questo pericoloso avversario.

Tra machiavellici e molto assurdi piani, questo film troverà conclusione solo nell’ultimo capitolo. Decisamente meno coinvolgente del primo e con troppe informazioni. Solo quando si vedrà la seconda parte si arriverà ad un senso… ma probabilmente no.

Voto di IMDb: 7,3 con 272.446 voti
Voto Bat-fiz: 6.7
Voto di Snake Plissken: 7
Voto di Axel Foley: 7
Voto di Doc Brown: 5

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Pirati dei Caraibi – Ai Confini del Mondo

Pirates of the Caribbean: At World’s End (USA, 2007, 169min) Regia: Gore Verbinski. Cast: Johnny Depp (Jack Sparrow), Orlando Bloom (Will Turner), Keira Knightley (Elizabeth Swann), Kevin McNally (Gibbs), Lee Arenberg (Pintel), Mackenzie Crook (Ragetti)

Il pezzo forte di questo film e che merita di essere visto più di una volta è l’inizio: Beckett, che sta sterminando la popolazione dei pirati con l’impiccagione, viene assalito dallo spirito piratesco con una canzone da pelle d’oca.
Jack dopo essersi messo nei guai, viene ritrovato grazie ad una improbabile ciurma. Dovranno varcare i confini del mondo per poi richiamare tutto l’ordine dei Nove Pirati Nobili, gli unici che possono liberare l’arma che fermerà Davy Jones e Lord Beckett dal tentativo di conquistare tutti i mari.

Un finale che sarebbe potuto essere elaborato molto meglio con un numero di informazioni decisamente inferiore e con un minor uso di surrealismo. Va bene a piccole dosi. Il peggiore dei tre film e quello in cui Depp assume caratteristiche più antipatiche.

Voto di IMDb: 7,0 con 245.296 voti
Voto di Bat-fiz: 6
Voto di Snake Plissken: 6
Voto di Axel Foley: 6,5
Voto di Doc Brown: 4

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Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare

Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides (USA, 2011, 136min) Regia: Rob Marshall. Cast: Johnny Depp (Jack Sparrow), Penélope Cruz (Angelica Teach), Geoffrey Rush (Barbossa), Ian McShane (Barbanera), Kevin McNally (Gibbs), Keith Richards (Teague Sparrow).

Migliore degli ultimi due, e una trama (controllate la nostra recensione!) più affascinante. Sparrow più umano e meno calcolatore.

Ma come è ri-nata la moda dei pirati??!! Forse non tutti sanno che i Pirati dei Caraibi prendono ispirazione da un’attrazione del parco divertimenti di Disneyland. Motivo per cui è anche produttrice dei film. Ma quasi nessuno saprà che non è la sola cosa ad essere stata ispirata da questa attrazione … avete mai sentito parlare di MONKEY ISLAND?

Ora vi narrerò cos’è Monkey Island e capirete quanta sia forte la somiglianza.

The Secret of Monkey Island

M.I. è un’avventura grafica per Pc della Lucas Arts del lontano 1990. Qui il giovane biondo protagonista, aspirante pirata, deve superare delle prove che lo portano a scontrarsi con il pirata non morto LeChuck. Questo rapirà l’amata Elaine Marley (governatrice di un isola caraibica) e vorrà sposarla. Il giovane Guybrush dovrà salvarla.

Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge

Il successo fu immediato e Lucas Arts divenne famosa, presto venne realizzata un’altra avventura per l’eroe. Siamo esattamente un anno dopo. La Vendetta di LeChuck. Il non morto torna a terrorizzare Guybrush.

Queste prime due avventure, lavorate su un motore SCUMM si discosta dalla terza in quanto si è adottata una grafica migliore per quegli anni e soprattutto perchè viene a mancare l’ideatore della serie Ron Gilbert, che abbandonò la LucasArts, infatti viene anche un po’ meno la storia.

The Curse of Monkey Island

Lanciata sei anni dopo il secondo capitolo, a livello personale mi ha stravolto. Primo perchè fu la mia prima avventura del pirata, secondo perchè era spassosa e allucinante.

LeChuck ritorna, ed è sempre più cattivo. Attraverso riti vudù il giovane trasfroma erroneamente la ragazza in Oro… ahhaahahh. Capitani Scimmia, Van Hallen barbiere…esilarante.

Fuga da Monkey Island

Il Flop della serie. Probabilmente dovuto all’abbandono di altri dello staf che realizzarono i primi progetti o senza idee e con una grafica da Razzie Award, la LucasArts tocca il fondo. Il peggiore ed il meno comico dei 3 capitoli.

Consci di aver fatto la cosa sbagliata, la LucasArts decide saggiamente di ridare vita ai primi due capitoli restaurandoli interamente. Ed ecco:

The Secret of Monkey Island Special Edition nel 2009

Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge Special Edition nel 2010

Sempre nel 2009 però uno spiraglio di luce si fa strada fra le nubi, e la Telltale Games, con a capo gli ideatori dei primi capitoli, realizzano qualcosa di nuovo e più affine all’originalità della storia: Tales Of Monkey Island, scaricabile in internet per Pc e per Wii-WiiWare.

Si può quindi capire come la storia sia molto simile. Il ragazzo che salva la ragazza ed il pirata non morto che li perseguita … almeno per il primo. Dovete però sapere che anni prima del capitolo “La Maledizione della Prima Luna”, si stava lavorando ad un progetto per la realizzazione del film sul gioco. Ahimè rimase in stallo per molto tempo e quando si videro sugli schermi “Pirati dei Caraibi”, capirono bene che abbandonare il progetto sarebbe stata la cosa migliore, anche perchè erano talmente somiglianti che sarebbe divenuto un plagio… Forse è meglio così.

 

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Collaboratore ufficiale di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a batfiz@finalciak.com

  • La domanda vera è: mungeranno ancora questa vacca?

    • bat-fiz

      Speriamo si fermino…se proprio devono che facciano l’ultimo e poi non se ne senta più parlare per almeno una decade