ParaNorman

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 09-10-2012 alle 11:16

ParaNorman (2012, USA, 93 min.)
Regia: Chris Butler, Sam Fell
Interpreti: Kodi Smit-McPhee, Tucker Albrizzi, Anna Kendrick, John Goodman, Casey Affleck, Christopher Mintz-Plasse
Scritto da: Chris Butler
Genere: Horror, Commedia, Avventura

Nella cittadina di Blithe Hollow, vive Norman, 11 anni, grande appassionato di film horror, soprattutto con zombies.
Norman ha un “dono” particolare: riesce a vedere e comunicare con i morti, anzi, preferisce dialogare con loro piuttosto che con le persone che lo circondano! Per questo viene additato come “strano” ed emarginato dai suoi coetanei, tranne Neil, emarginato a sua volta per l’obesità.
Un giorno, a Norman viene fatta una rivelazione: è l’unico capace di tenere a bada una vecchia maledizione che pesa sulla cittadina. Per adempiere al suo compito, Norman metterà insieme un curioso gruppo che si caccerà inevitabilmente in tanti guai, rischiando
addirittura la vita.

Non ho gradito molto il 3D stavolta (per uno strano gioco di riflessi tra schermo-occhiali da vista-occhiali 3D), ma questo, è indipendente dal film in sè.
La trama è dinamica, ricca di azione e humor, peccato per il finale troppo fiabesco.
L’ambientazione è quella tipica della città di provincia del New England o del Massachussets, circondate da boschi (i registi si sono recati proprio in queste zone per trarre ispirazione).
I problemi che deve affrontare Norman, la nomea di “strano” (“freak” in originale) e gli atti di vandalismo sul suo armadietto, rappresentano problemi quotidiani della vita reale, facendoci entrare subito in sintonia col protagonista.
Nonostante sia abituato agli zombies, quando se li trova davanti ha paura, ma troverà il coraggio è prenderà in mano la situazione.
Le scene di azione non mancano, comprese quelle dell’isteria di massa e della folla in rivolta!

Il making of di ParaNorman

Sam Fell (il regista) ha omaggiato il concetto del collega Chris Butler (che lo affianca nella direzione, oltre che esserne sceneggiatore) in cui “John Carpenter incontra John Huges”, stuzzicato dall’idea del “Breakfast club” di Huges unito alla maledizione dei morti di “The Fog”.
Fell ha inoltre dichiarato:” “In ParaNorman, abbiamo voluto provare un approccio nuovo di animazione – meno teatrale e più cinematografico. ParaNorman presenta tante cose che ‘non si dovrebbero’ fare nello stop-motion; scene di massa con molte comparse, inseguimenti, sovrapposizione di dialoghi, primi piani e reaction shots – con i due terzi delle riprese girate in ambienti esterni “.

Per gli zombie, gli animatori di ParaNorman, oltre che rimandare ai cult del genere, hanno riportato anche elementi visti in grandi classici come Frankenstein (1931) e Nosferatu, il Vampiro (1922).
I due anni di produzione di ParaNorman hanno avuto luogo presso i LAIKA Studios di Hillsboro, in Oregon, dall’agosto 2010, con una équipe composta da 320 persone tra designer, animatori e tecnici, suddivisi in 52 differenti unità di ripresa: numero mai disposto per un lungometraggio di animazione in stop-motion, se non per Coraline.

Per ParaNorman il dipartimento per la realizzazione dei pupazzi è formato da 60 persone, e per ogni singolo pupazzo hanno dovuto impiegare 3-4 mesi di lavoro. Georgina Hayns (supervisor alla realizzazione dei modellini) afferma: “Tutti i personaggi sono stati
realizzati in silicone, schiuma di lattice e resina con un’ossatura in metallo per resistere tutto il tempo delle riprese che lo stop motion, a differenza del real time, richiede. Lavoriamo a stretto contatto con i registi riguardo tutto ciò che andrà sul grande schermo: dai colori dei tessuti, ai capelli che andranno sul pupazzo.”

Una volta terminato il pupazzo, bisogna preparare le loro espressioni facciali. La Hayns nota: “Ci sono varie forme di animazione facciale: bisogna decidere se un particolare pupazzo necessita di una testa intercambiabile – difficile, ma fattibile con uno stampo morbido – o sulla possibilità di ricorrere a teste meccaniche con il viso morbido – ma con uno stampo rigido. Si deve valutare quindi quale tecnica fa raggiungere il massimo dell’espressività al personaggio.

I progressi tecnologici sono evidenti anche nelle prime scene del film, quando Norman fa una “faccia di zombie” mentre si lava i denti: una scena del genere non sarebbe stata possibile un paio di anni fa. Per la sequenza sono state utilizzate 150 teste intercambiabili. La Hayns osserva: “Nel film ci sono 24 fotogrammi al secondo: vale a dire 24 forme diverse della bocca al secondo. Il viso di un pupazzo funziona grossomodo come il meccanismo di un orologio svizzero. L’animatore aggiusta l’espressione del personaggio a mano: sopracciglia, mandibola e labbra sono tutti regolati manualmente grazie a piccoli meccanismi all’interno che muovono le teste e le facce, in maniera idraulica. Ai LAIKA si predilige la sostituzione del viso piuttosto della meccanica.

Ma ci sono alcuni personaggi in ParaNorman le cui facce sono meccaniche, fatte di gomma e silicone, con degli ingranaggi tipo orologeria per il movimento: gli zombie. La pelle è ammuffita ed allungata con un impianto meccanico sotto le loro teste, ed in più abbiamo installato un meccanismo che fa sì che il labbro superiore si alzi e si vedano i denti nel momento in cui fanno il classico urlo ‘Uhhhgghhhh”.

Conclusione: eccellente il lavoro di animazione, buona la trama che cala un pò nel finale, ma comunque da vedere!.

Voto di IMDb: 7,5
Voto di Lisbeth Kelevra: 8

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

  • bat-fiz

    Io battezzo questo film con un bel 8 pieno pieno.
    Oltre alla storia che cattura sotto tutti i punti di vista, ho notato qualcosa, anzi una sensazione che non avevo più da tempo. Persino lo stesso Super 8 non mi ha dato. Cioè quell’avventura da ragazzo di forte impatto che solo i Goonies potevano dare. Quindi io reputo ParaNorman un buon successore, sebbene in stop-motion, del genere avventura che i Goonies ci hanno lasciato. Poi certo sarò azzardato…
    Davvero un ottimo lavoro.