The War at Home

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 28-07-2010 alle 18:03

“The War at Home” (USA, 2005).
Una serie creata da Rob Lotterstein, con Michael Rapaport (Dave), Anita Barone (Vicky), Kaylee DeFer (Hillary), Kyle Sullivan (Larry), Dean Collins (Mike), Rami Malek (Kenny).
Genere: commedia.
Stagioni: 1 (22) | 2 (22)

The War at Home narra le vicissitudini dei Gold, una normale famiglia americana composta da moglie, marito e tre figli, ve li presento:

Dave. Il padre, di famiglia ebrea, che di professione fa’ l’assicuratore, è scontento del suo lavoro perchè nella vita non ha saputo trovare di meglio; come tutti i padri di famiglia è gelosissimo della figlia e come tutti gli uomini ha sempre voglia di bombare e considera suo figlio larry una vera e propria schiappa. Inopportuno come la diarrea, a volte razzista e con pregiudizi, oppressivo fino alla sfinimento e state pur certi che in un discorso lui avrà sempre l’ultima parola.

Vicky. La madre, di origine italiana, una donna in carne e con un seno prosperoso, è stata anche casalinga ma la sua passione rimane quella di fare l’arredatrice; è l’unica della famiglia Gold che ogni tanto da parvenze di buon senso comportandosi in maniera responsabile come una vera madre.

Hillary. La figlia più grande, sa di essere molto carina e cambia spesso ragazzo ma come in tutti i casi dove abbonda l’ormone scarseggia il neurone (Zappaterra, 2007), infatti è ignorante come una capra e non sa ancora se riuscirà ad essere ammessa ad un college.

Larry. Il figlio di mezzo, un vero e proprio nerd, sfigato con le ragazze ma diligente a scuola, un buon ragazzo anche se un pò fuori di testa; cammina con uno stile tutto suo come se fosse un pinguino, con la testa e le spalle in avanti, è sufficiente sentire la sua voce per cominciare a ridere. E’ il figlio che Dave non avrebbe mai voluto avere!

Mike. Il figlio più giovane, un vero e proprio bastardo, strafottente come pochi, una volta è stato persino definito da uno psichiatra un “figlio di puttana”!

E poi c’è Kenny, inseparabile amico nonchè vicino di casa di Larry, non è un componente della famiglia Gold ma merita di essere citato; è gay e di famiglia musulmana (com’è crudele la natura a volte) e l’ingenuo Larry non sa di questa sua predisposizione che comunque continua a tenere nescosta.

Nonostante sia una sit-com a tutti gli effetti (con risate annesse in risposta ad ogni battuta) The War at Home ha una sua continuity, nel senso che ogni puntata non è a sè ma mostra le conseguenze degli avvenimenti accaduti negli episodi precedenti.
Politicamente scorretta, tanto che quando la serie è andata in onda su Italia Uno o sul canale della Paramount oltre al classico “bip” venivano censurati anche il labiale o i gesti fatti dai personaggi (e io sono totalmente in disaccordo su questo).

Come dice il titolo stesso la situazione casalinga è proprio una guerra, i figli stanno sempre a prendersi per i fondelli, ricattandosi spesso, mentre il padre e la madre cercano di fare di tutto per essere dei buoni genitori.
Nella serie inoltre vengono trattati con grande ironia tutti i problemi che possono emergere nell’ambiente familiare e che magari non sono visibili da persone esterne, allo stesso modo vengono trattati temi come l’alcool, la droga, il sesso, il razzismo, l’omofobia, l’inquinamento ecc.

Ma il vero marchio di fabbrica della serie, quello che le dà originalità rispetto alle altre sit-com e che comunque fa sempre divertire è la possibilità che viene data allo spettatore di conoscere esattamente i pensieri dei protagonisti, questo non avviene sentendo semplicemente una voce fuori campo come può essere già stato visto in altri telefilm, ma avviene vedendo il personaggio interessato su fondo bianco che pronuncia la sua opinione riguardo al dialogo che sta affrontando e che molto spesso è sempre il contrario di quello che dice nella realtà al suo interlocutore.

Concludendo, se vi piacciono le sit-com allora non potete assolutamente perdervi The War at Home, o se non vi piacciono provate a guardare questa, personalmente mi fa sempre spanciare dal ridere ogni volta che la vedo.
Vi saluto con un monologo dal vangelo secondo Dave Gold.

Voto di IMDb 7,4 (2.822 voti).
Voto di Axel Foley: 9
Voto di Snake Plissken: 9
Voto di Doc Brown: 9

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com

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