Corti Gruppo J (Milano Film Festival)

Categorie: Corti, Recensione

Pubblicato il 20-09-2012 alle 0:31

Dicen (18min)
di Alauda Ruiz de Azúa
Due ragazzi, ritenuti diversi dagli altri, fanno amicizia. Una storia sulla discriminazione e il bullismo anche in giovane età.
Corto drammatico che colpisce del segno.

38-39 Degrees Celsius (8min)
di Kangmin Kim
Corto in stop motion, viaggio onirico.
Da apprezzare lo sforzo per l’animazione.

Nos jour, absolumant, doivent étre illuminés (Our days, absolutly, have to be enlightened, 22min)
di Jean-Gabriel Périot
I primi piani di persone che ascoltano un concerto di detenuti al di là delle mura del carcere.
Bell’idea, a volte angosciante. La mancanza dei sottotitoli delle canzoni ha aggravato la comprensione.

Il battimanista (The handclapper, 13min)
di Roberto Cicogna
Storia di un ragazzo che si inventa una professione. Il battimanista è la nuova figura di spicco nel panorama dello spettacolo.
Spesso si sentono dialoghi del tipo:
– Che lavoro fai?
+ Suono in un gruppo!
– Si, ma che lavoro fai??
Il corto nasce appunto da questa idea che è una realtà. Il protagonista è realmente un battimanista nella band del regista. Applausi.

 

Informazioni su Snake Plissken

Snake Plissken

Membro fondatore di FinalCiak. Se vostra figlia è stata rapita da Cuervo Jones, potete scrivermi a snakeplissken@finalciak.com non lamentatevi se dopo scrivo 666 su un tastierino numerico. Adoro le sigarette American Spirit.