The Bourne Legacy

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 10-09-2012 alle 21:51

Regia: Tony Gilroy
Sceneggiatura: Tony Gilroy, Dan Gilroy
Interpreti: Jeremy Renner, Scott Glenn, Stacy Keach, Edward Norton, Rachel Weisz
USA (2012), Azione / Avventura / Mystery / Thriller, 135 min

Trama: Dopo l’arresto del Dr. Albert Hirsch (Albert Finney) e di Noah Vosen (David Strathairn) per lo smascheramento dell’operazione Blackbriar avvenuta per mano di Pamela Landy (Joan Allen), Jason Bourne (Matt Damon) è riuscito a fuggire dal suo retaggio e si è nascosto da qualche parte del mondo, cercando di trovare un po’ di pace. La CIA però non può permettersi che scoppi lo scandalo delle operazioni di assassinio illegali portate avanti da Vosen, Abbot (Brian Cox) e Conklin (Chris Cooper), così ai piani alti Eric Byer (Edward Norton) decide di chiudere tutti i programmi illegali della CIA che derivano in qualche modo da Jason Bourne e da Treadstone. Si sceglie il programma Outcome come quello più indicato per tagliare ogni collegamento, anche se tra i più promettenti per l’agenzia. Il programma Outcome utilizza speciali farmaci e virus con DNA ricombinante per potenziare gli agenti, invece dell’intenso addestramento e del programma di ricondizionamento ‘Tank’ del Dr. Hirsch, così Byer ordina l’eliminazione dei chimici farmaceutici e degli agenti legati ad esso, ma qualcosa va storto: Aaron Cross (Jeremy Renner), uno dei primi asset del programma riesce a fuggire all’agguato, e insieme alla Dr. Marta Shearing, biochimico sopravvissuto alla strage, cercano in tutti i modi di sopravvivere alle azioni di Byer.

Impressioni: The Bourne Legacy nasce dalla voglia di spremere più soldi da una serie di film hollywoodiana ottima, e che con il terzo capitolo ha introdotto interessanti tecniche di montaggio. Paul Greengrass voleva farlo in un modo, ma non lo hanno accettato. Matt Damon, gran amico di Paul (lo ha praticamente rilanciato a Hollywood) ha detto che non avrebbe preso la parte di Jason Bourne senza Greengrass al comando, così ha lasciato pure lui. Ma loro no, volevano spennare fino in fondo il brand, così Tony Gilroy (che stimo come sceneggiatore) ha preso le redini e si è arrampicato sugli specchi per scrivere questa pellicola. Mentre parliamo Damon e Greengrass sono braccati da un agente Treadstone della Universal Pictures.

Il risultato è un film mediocre, che fa il verso ai vecchi capitoli ma non li raggiunge neanche di striscio. Manca la suspence, la trama, lo spionaggio, l’azione, la solida colonna sonora della Bourne Trilogy. Siamo quindi di fronte a un comune film d’azione (neanche tanta poi) come se ne vedono continuamente al cinema, senza carisma, banale e insipido. Personalmente mi sono sentito frustrato dalla visione…

Conclusioni: Se siete fan della trilogia, evitatelo o al massimo guardatelo a casa a noleggio. L’unica nota carina è ambientazione: durante The Bourne Ultimatum; sono così state inserite brevi scene del film per intrecciare meglio gli eventi delle due pellicole e Jason Bourne è nominato spesso (anche troppo forse). Per il resto mi ha fatto schifo come mangiare pollo e broccoli a colazione.

Pro: qualche scenetta intrecciata a The Bourne Ultimatum

Contro: Trama banale, poca azione, in generale qualitativamente non in linea con i vecchi capitoli. Inevitabili i prossimi episodi. Virus ricombinanti che potenziano agenti?! ma per favore… cos’è Resident Evil?

Voto di IMDb: 7,0
Voto di Doc Brown: 6
Vot di Axel Foley: 6,5 (l’esplosimetro è stato ingannato dal trailer)
Voto di Snake Plissken: 7 come film a se. 6 come film di Bourne.

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

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  • Axel Foley

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