Intelligence: Servizi & Segreti

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 26-09-2009 alle 16:55

Regia: Alexis Sweet
Interpreti: Raoul Bova, Dino Abbrescia, Irene Ferri, Stefano Fresi, Massimo Venturiello
Italia (2009), Azione/Spionaggio, 90min circa a puntata
Stagioni: 1

Mi sono sempre chiesto perché manchino serie tv d’azione made in Italy. Me lo chiedo perché non ne posso più dei vari ‘Centovetrine’, ‘Un Medico in Famiglia 4’, ‘i Cesaroni 20’, ‘Carabinieri 18’ e compagnia bella, anche solo la loro pubblicità mi stimola prepotentemente l’evacuazione (per i Cesaroni, basta la parola). Sono rimasto quindi piacevolmente sorpreso quando qualche giorno fa mentre ero intento a cucinare (leggasi mentre cercavo di non far saltare in aria la cucina) con la televisione accesa e ho visto con la coda dell’occhio il trailer della nuova serie INTELLIGENCE: Servizi & Segreti.

Non potevo crederci, sparatorie, esplosioni, Raul Bova che abbatte un tizio usando il Kung Fu e una trama (apparentemente) degna di libro di La Carré, tutto questo in una serie televisiva nostrana! Ho bruciato le uova. Ho pensato: ‘Cavolo, finalmente ci siamo svegliati, seguiamo le orme di serial germanici del calibro di ‘Squadra speciale Cobra 11’ e ‘il Clown’… persino ‘Il Commissario Rex’ è da classificare nei generi d’azione per i nostri canoni! Forse un qualche produttore televisivo italiano ha visto ‘Casino Royale’ o ’24’ e gli sono venute in mente un paio di idee’ per ravvivare le blade serie italiane!’. Le uova fumanti e nere non hanno potuto far altro che darmi ragione. Segno sul calendario la giornata storica della messa in onda di questo rivoluzionario serial italiano e aspetto trepidante quella serata. Finalmente arriva lunedì sera, accendo il televisore su canale 5 e visiono i titoli di testa con in mano una Moretti ghiacciata.

Trama: Raoul Bova è Marco Tancredi (il protagonista), è in divisa militare e insieme ad altri soldati spia nel deserto dello Yemen un gruppo di terroristi… non male, sembra l’inizio dell’ennesima giornata di merda di Jack Bauer… quando all’improvviso dei terroristi si teletrasportano alle spalle dei nostri militari e cominciano a sparare seccandoli tutti tranne ovviamente Tancredi e un altro tizio (che rimedia però un buco nella schiena).

Per quanto sia strategicamente improbabile che terroristi ignari di essere spiati si materializzino improvvisamente alle spalle dei nostri eroi e li attacchino, devo ammettere che la sparatoria è la migliore scena d’azione in un film italiano che abbia mai visto. Bel preludio… La scena si sposta 3 anni dopo l’evento, e qui inizia la storia (WOW). Premetto subito che questa puntata (N.B. la PRIMA), è forse la cosa più intricata, ingarbugliata e confusa che abbia mai visto, Matrix in confronto è un piacevole film del disimpegno mentale. Cercherò di riassumerla al meglio

(ATTENZIONE, FARO’ DEGLI SPOILER!)

Tancredi (che ricordo è Raul Bova) è sposato a una psicologa che lo ha aiutato a uscire dal trauma della guerra, non sa però che lei in realtà è una spia (True Lies nostrano?). Non fa in tempo a dire che aspetta un figlio da lui che viene uccisa in un supermercato, apparentemente da un rapinatore da strapazzo (bravo Raoul, sei stato anche credibile quando hai urlato di disperazione, fare Alien vs. Predator ti ha fatto bene).

Dopo il classico cliché dell’elogio funebre al funerale della moglie sotto la pioggia, Tancredi (vi ho già detto che è Raoul Bova?) torna a casa e trova tutto sotto sopra. Magari un ladro che voleva rapinarlo (una settimana sfigatissima!)?… NO! Perché in realtà dei volponi (dei signori agenti segreti) che cercavano evidentemente qualcosa nell’appartamento sono stati talmente furbi da non rubare denaro per simulare una rapina anzi, lo hanno lasciato bellamente per terra (a occhio e croce circa 500€)! Bisogna anche comprendere, dopotutto è il primoserial italiano di spionaggio, qualche errore da poco gli agenti segreti lo possono commettere, sono alle prime armi. Tancredi comincia a pensare: ‘MMMM, FORSE non sono stati dei ladri, FORSE cercavano qualcosa’, molto acuto… e così comincia ad indagare. Insieme a una comune amica della defunta, entrano nell’appartamento della moglie di Tancredi trovano ovviamente un sacco di documenti segreti, armi e un palmare pieno di informazioni. Tancredi chiede spiegazioni all’amica: ‘Eravate sempre insieme, non sapevi che era una spia porca troia?’. Dopo una scusa alla Ghedini (ma va là va là ) della donna, forse a qualche spettatore è venuto il dubbio che anche lei fosse una spia, ma non a Raul. Arrivano i cattivoni (agenti segreti) per prendere il palmare e uccidere tutti, inizia un inseguimento con sparatoria (per fortuna che sono agenti segreti, hanno demolito mezza città e sparato a chiunque) che finisce bene.

In pratica si scopre, grazie anche all’ex commilitone di Tancredi sopravvissuto all’agguato iniziale, che la moglie stava spiando un tizio che faceva il doppio gioco e per questo viene uccisa… ma perché degli agenti segreti dovrebbero uccidere Tancredi? Perché il tutto rimanga nascosto? Strano perché poi Bova scopre che il suo ex superiore e attuale amico era il capo della sua defunta fidanzata, il capo dei tizi che lo vogliono morto… cioè prima vogliono seccarlo, poi all’improvviso tutti amiconi (e così non si può lavorare!). Sarà stata la Moretti, ma dopo un po’ mi sono perso. Tutto questo per prendere un agente doppiogiochista che vende tecnologia ai cinesi (NOI CHE VENDIAMO TECNOLOGIA AI CINESI?! COSA VOGLIONO I PIANI SEGRETI DI UNA NUOVA FIAT?!).

Ma manca il super colpo di scena! Il doppiogiochista viene catturato ma evade, intercetta Tancredi e gli diceche non centra niente con l’omicidio della ragazza, e che gli darà una mano di nascosto a trovare il vero assassino (un altro doppiogiochista). Per farlo Bova dovrà entrare nei servizi segreti e indagare dall’interno, avendo come compagni gli agenti che volevano fargli la pelle (sarà sicuramente un’ottima squadra, molto affiatata).

Due parole sulla realizzazione.

La ‘fiction’ (come amiamo chiamarle noi in Italia) è costata la bellezza di 20 milllllllioni (come lo direbbe Benedict ne ‘I Gemelli’), consta in 6 puntata (in onda ogni lunedì in prima serata) e ha richiesto 36 settimane di riprese in Italia, Tunisia, Yemen, Romania, Svizzera e Siria. Nel cast, oltre a Raoul Bova, Ana Caterina Morariu, Massimo Venturielo, Dino Abbrescia, Salvatore Lazzaro, Vincent Riotta e Irene Ferri. La regia è di Alexis Sweet (conosciuto anche come Alexis Cahill, italiano, ha diretto vari episodi di ‘R.I.S.’ e Il ‘Capo dei Capi’). Non c’è che dire, per essere una ‘fiction’ italiana lo sforzo e il badget sono notevoli.

Impressioni: Le riprese sono buone, si vede un uso ‘americano’ della telecamera da spalla (tanto cara alla serie ’24’), le scene d’azione sono buone e, devo ammettere, non soffrono delle tipiche riprese da mal di mare, ma in linea di massima esistono serie con una regia migliore (ad esempio ‘L’ispettore Coliandro’). La storia è ingarbugliata, non è malaccio, magari qualche idea meno prevedibile sarebbe stata meglio ma dopotutto gli sceneggiatori italiani non sono pratici di thriller.

Gli attori sono… beh… recitano come se fossero a teatro, sono poco credibili e hanno sempre la voce impostata. In pratica se avessero recitato una puntata de ‘Un Medico in Famiglia’ o questo, non si vedrebbe vista la differenza. L’unico che si salva è Raul Bova.

I dialoghi sono diuretici, veramente. Una sboccataggine unica. ‘Cazzo’, ‘Merda’, ‘Figlio di…’ la puntata ne è piena; ma porca puttana, perché c’è il bisogno di fare dialoghi sboccati? Per far sembrare gli attori più ‘duri’? Cavolo è una moda solo italiana (salvo eccezioni in film particolari), in ’24’, Kiefer Sutherland non è mai andato più in là di un ‘Dannazione’, e comunque i dialoghi sono migliori rispetto a questo schifo!

La colonna sonora è un miscuglio e una scopiazzatura di colonne sonore Hollywoodiane, a volte ricorda la serie di Bourne, a volte l’ormai abusato ’24’. Il bello è che partono temi movimentati anche quando la scena è tranquilla… In linea di massima non è granché.

Per finire, l’azione. Ben fatta, davvero ben fatta per un serial italiano. Le sparatorie e gli inseguimenti sono (quasi) adrenalinici, e gli scontri a suon di arti marziali ben coreografati. In conclusione, nonostante i dialoghi e la recitazione (esclusa quella di Bova) siano decisamente sottotono rispetto a produzione americane, risultano nella media per una serie italiana. C’è tanta azione e un trama nella media (non proprio appassionante, ma comunque buona); magari qualche idea più originale e qualche (vero) colpo di scena non guasterebbero, ma dopotutto è la prima puntata, spero in una evoluzione positiva dalla prossima. Come serie TV (visto la spazzatura italica che si vede) mi sento di consigliarla, in attesa della messa in onda di serie di maggior peso (leggasi ’24’).

Buona visione!

Il voto di IMDB: clicca qui
Il voto di Doc. Brown: 8
Il voto di Snake Plissken: 7
Il voto di Axel Foley: 8

(il voto è stato aggiornato dopo la pubblicazione della recensione, tenendo conto di tutte le puntate della serie)

P.S. Sarò impedito, ma non trovo il sito ufficiale della serie, vi segnalo qui la pagina di CineTV dedicata alla fiction

 

Informazioni su Doc Brown

Doc Brown

Membro fondatore di FinalCiak.
Potete contattarlo direttamente scrivendo a docbrown@finalciak.com

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