Parasite

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 15-02-2020 alle 15:47

Parasite (Corea del Sud, 2019, 132min.)
Regia: Bong Joon Ho
Sceneggiatura: Bong Joon Ho
Cast: Kang-ho Song (signor Kim), Hye-jin Jang (signora Kim), Sun-kyun Lee (Ki-woo Kim), So-dam Park (Ki-jung Kim), Yeo-jeong Jo (signora Park), Sun-kyun Lee (signor Park), Ji-so Jung (Da-hye Park), Hyun-jun Jung (Da-song Park), Jeong-eun Lee (Moon-gwang), Myeong-hoon Park (Geun-se)
Genere: thriller, commedia, drammatico

Trama: La famiglia Kim, composta dal padre Ki-taek, la madre Chung-sook, il figlio Ki-woo e la figlia Ki-jeong, vive di sussidio di disoccupazione in un piccolo e sudicio appartamento seminterrato, facendo lavori temporanei per pochi soldi e lottando per far quadrare i conti. Una sera, un amico di Ki-woo, l’universitario Min-Hyuk, che sta per andare a studiare all’estero, gli propone di prendere il suo posto come tutor di inglese di una giovane studentessa di buona famiglia, Da-hye Park. Grazie a questa opportunità, con degli stratagemmi Ki-woo riuscirà a sistemare in casa Park tutta la sua famiglia, ma niente andrà come speravano.

La tematica principale in Parasite, che subito ci salta all’occhio, è la profonda diversità tra le classi sociali nella società sud-coreana (ma potrebbe poi essere applicata anche altrove). Da una parte abbiamo la famiglia Kim, che forse un tempo non era così povera (il padre faceva l’autista, la madre era una campionessa sportiva), ma ora vive in un appartamento abbastanza squallido, in un seminterrato con le finestre in alto che danno sulla strada, i figli non hanno i mezzi per proseguire gli studi, pur essendo molto in gamba, e si ingegnano continuamente per tirare avanti con mille espedienti e lavori sottopagati, scroccando il wi-fi dai vari vicini.

Lavorare per la ricca famiglia Park è per loro un’enorme opportunità e decidono quindi di sfruttarla al massimo, insinuandosi in ogni modo nella loro bellissima casa e nelle loro esistenze. Dall’altra parte i Park vivono un’esistenza molto agiata. Il marito è un manager di successo che mantiene alto il loro stile di vita, la moglie, una donna apparentemente ingenua e manipolabile, finge di occuparsi della casa, dei tre cagnolini e dei figli, mentre per lo più è la domestica che gestisce le mura domestiche dal lato pratico. Agli occhi dei Kim, la famiglia Park è la gallina dalle uova d’oro che può essere spennata fino all’ultima piuma, ma anche il piano meglio archietettato, come scopriremo man mano, non può niente contro l’imprevedibilità della natura umana e degli eventi.

Parasite è senza dubbio un film che non avrei minimamente calcolato di andare a vedere, se non fosse stato per la curiosità scatenata dall’enorme successo e risonanza mediatica che ha ottenuto negli ultimi mesi. Siamo abituati a concentrarci per lo più sui film occidentali e nella mia mente un film coreano è potenzialmente noioso, ma sono lieta di dire che mi sbagliavo in pieno. Parasite è una commedia, è un film drammatico dai risvolti grotteschi, è anche un thriller con sfumature quasi horror ed ha una narrazione molto coinvolgente, ricca di colpi di scena e capovolgimenti. Sicuramente consiglio a tutti di dargli una possibilità.

Curiosità:
Anche l’Italia fa la sua parte in questo film. Il regista coreano Bong Joon-ho (che è conosciuto in occidente per film come “Snowpierce” del 2013 e il più recente “Okja” del 2017), ha inserito in una scena del film la famosissima canzone di Gianni Morandi.

Il brano presente invece durante i titoli di coda, Soju One Glass, è stato scritto dal regista e cantato da Choi Woo-shik, interprete di Ki-woo nel film.

Premi e Riconoscimenti principali:

  • 2020 – Premi Oscar
    • Miglior film
    • Miglior film internazionale (Corea del sud)
    • Miglior regista a Bong Joon-ho
    • Migliore sceneggiatura originale a Bong Joon-ho e Han Jin-won
    • Candidatura per la migliore scenografia a Lee Ha-jun e Cho Won-woo
    • Candidatura per il miglior montaggio a Yang Jin-mo
  • 2020 – Golden Globe
    • Miglior film in lingua straniera
    • Candidatura per il miglior regista di un film a Bong Joon-ho
    • Candidatura per la miglior sceneggiatura in un film a Bong Joon-ho e Han Jin-won
  • 2020 – Premi BAFTA
    • Miglior film non in lingua inglese
    • Migliore sceneggiatura originale a Bong Joon-ho e Han Jin-won
    • Candidatura per il miglior film
    • Candidatura per il miglior regista a Bong Joon-ho
  • 2019 – Festival di Cannes
    • Palma d’oro
    • Prix des Cinémas Art et Essai (AFCAE)
    • Menzione d’onore al Prix Vulcain de l’Artiste Technicien a Lee Ha-jun
  • 2020 – Critics’ Choice Awards
    • Miglior regista a Bong Joon-ho
    • Miglior film straniero
    • Candidatura per il miglior film
    • Candidatura per il miglior cast corale
    • Candidatura per il miglior sceneggiatura originale a Bong Joon-ho e Han Jin-won
    • Candidatura per la miglior scenografia a Lee Ha-jun
    • Candidatura per il miglior montaggio a Yang Jin-mo

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Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com


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