Jumanji – The Next Level

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 06-01-2020 alle 18:11

Jumanji: The Next Level (2019 | USA | 123 minuti)
Karen Gillan (Ruby Roundrose), Dwayne Johnson (Dottor Smolder Bravestone), Jack Black (Professor Sheldon Oberon), Kevin Hart (Franklin Finebar), Danny DeVito (Edward Gilpin), Danny Glover (Milo Walker), Awkwafina (Ming Fleetfoot), Rory McCann (Jurgen ‘Il Bruto’), Madison Iseman (Bethany Walker), Morgan Turner (Martha Kaply), Colin Hanks (Alex Vreeke), Alex Wolff (Spencer Gilpin), Nick Jonas (Jefferson McDonough), Rhys Darby (Nigel Billingsley), John Ross Bowie (Cavendish), Ser’Darius Blain (Fridge)
Sceneggiatura: Jake Kasdan, Jeff Pinkner & Scott Rosenberg
Regia: Jake Kasdan
Genere: Avventura | Azione | Commedia

Circa due anni fa avevo concluso la recensione del film precedente con il mio disappunto riguardo al fatto che nel finale del film il gioco venisse distrutto; mi aveva fatto storcere il naso perché considero Jumanji come un entità che non si può distruggere perché ha il potere di manifestarsi nelle forme che vuole, o meglio in quelle forme che riescono ad attirare i ragazzini a intraprendere il gioco, quello è il suo scopo.

Considerando il fatto che questo nuovo capitolo è a tutti gli effetti un seguito si potrebbe pensare che il mio disappunto fosse inutile perché Jumanji è inevitabilmente tornato alla vita pronto ancora ad attirare giovani prede, ebbene questo succede ma non per i motivi che credevo, il gioco risorge ma non spontaneamente e lo fa ricevendo un aiutino.

Sono passati due anni e i quattro protagonisti sopravvissuti all’avventura precedente (Spencer, Fridge, Martha e Bethany) si ritrovano nella loro cittadina di Brantford per una rimpatriata durante le vacanze di natale; tra di loro è nata una forte amicizia, hanno creato un gruppo Whatsapp con cui tenersi in contatto e sembra che tutto fili liscio nelle loro vite dopo l’esperienza traumatica; tutti tranne Spencer, che continua a essere inquieto per via del suo carattere timido e insicuro, gli attacchi d’asma si manifestano di continuo e la storia con Martha è durata a malapena un anno.

Tutto questo lo porta a compiere un gesto folle: si fionda nella cantina di casa del nonno del nonno dove è ospite per le vacanze di natale per recuperare la valigia contenente i resti del gioco distrutto nel film precedente, ed essendo un nerdaccio il suo intento è quello di poterlo riparare per incominciare un’altra partita e poter tornare a vestire i panni del possente archeologo Smolder Bravestone.

Quando gli altri tre ragazzi si recano a casa del nonno per cercare Spencer e apprendono quello che ha combinato, decidono partecipare alla partita per salvarlo, convinti di avere il vantaggio di conoscere già il gioco, ma le cose non vanno come loro credono perché Jumanji, che sembra funzionare in maniere difettosa, oltre che Martha e Fridge, risucchia nel suo mondo il nonno di Spencer e Milo, un amico che era venuto a trovarlo, escludendo dal gioco Bethany. Ma non è finita qui perché Jumanji presenta una partita completamente nuova con livelli diversi rispetto alla precedente e non da la possibilità di scegliersi i giocatori, infatti se Martha è ancora Ruby Roundrose con la sua danza combattimento, lo stesso non si può dire per Fridge che questa volta veste i panni del Professor Oberon e se i due vecchietti sono rispettivamente il Dottor Bravestone e il Professor Finebar quale sarà l’avatar che il gioco ha attribuito a Spencer? Il gruppo parte la sua ricerca…

Nel film precedente c’era una disperata ricerca della gag che molto spesso arrivava a essere forzata allungando di molto i tempi comici, ma almeno un po’ di intrattenimento lo riservava; questa pellicola prosegue su quella strada e per voler essere come prima cosa una commedia e quindi la disperata ricerca della gag è opprimente per tutto il film, si dimentica che il titolo recita la scritta ‘Jumanji’ che per prima cosa è un film d’avventura, inoltre Jumanji a mio avviso significa anche giungla e tutto quello che di pericoloso ha da offrire, di certo non deserto e montagne innevate, altrimenti dovrebbe chiamarsi in un altro modo, vedi Zathura

Non mi ha per niente intrattenuto, diversi siparietti tra i protagonisti mi hanno annoiato molto e poi ci sono dei passaggi di sceneggiatura non chiari, delle azioni degne di nota compiute dai protagonisti buttate li così a farcele andar bene, potrebbe essere attribuito al fatto che il gioco non è stato riparato del tutto e non funziona perfettamente ma questa è solo una mia ipotesi. Preparatevi comunque al quarto capitolo dove pare, che la ‘giungla’ torni nel mondo reale come nel bellissimo film del 1995, che aveva degli effetti speciali che sono purtroppo invecchiati un po’ male, ma per spettacolarità era nettamente superiore a questi due moderni capitoli.

Voto di Axel Foley: 2 Switchblade su 5
Voto di Snake Plissken: 2 Dadi che non si lanciano più su 5
Voto di Sorbetto al Limone: 2 Sguardi penetranti di Bollente intensità su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com