The Witcher

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 27-12-2019 alle 15:19

The Witcher (USA/Polonia, 2019, 60min. ad episodio)
Creatore: Lauren Schmidt
Autore romanzi: Andrzej Sapkowski
Cast: Henry Cavill (Geralt di Rivia), Freya Allan (Ciri), Anya Chalotra (Yennefer), Mimi Ndiweni (Fringilla), Eamon Farren (Cahir), Wilson Radjou-Pujalte (Dara), Lars Mikkelsen (Stregobor), Joey Batey (Jaskier), Royce Pierreson (Istredd)
Musica: Sonya Belousova, Giona Ostinelli
Costumi: Tim Aslam
Genere: Fantasy, Horror, Mistero, Avventura
Stagioni: 1 [ 8 episodi]

La settimana che precede il Natale è stata caratterizzata dalla nuova serie di Netflix “The Witcher”.

Subito dopo l’annuncio dell’avvio della produzione di questa serie si è scatenata l’isteria da parte di molti dei fans; probabilmente influenzati dal grande successo del videogioco (al momento tre sono gli episodi) tutti gli appassionati sono stati entusiasti. Ciò che ha di certo contribuito a mantere alte le aspettative è stata la dichiarazione che la serie avrebbe preso il posto dell’ormai concluso Game of Thrones, oltre al fatto che Geralt fosse interpretato dall’eroe dei nostri giorni, portatore del rosso mantello, Henry Cavill. Le foto ed il teaser hanno incrementato questo focolaio di piacere, ma ora che la serie è finalmente uscita, soddisferà la nostra fame di gloria e avventura?

Detta in soldoni: La serie è promossa o è una cacata?

Di fatto questo adattamento ha note positive e negative, ma dobbiamo partire dal presupposto che non ho letto nulla dei romanzi de “La saga di Geralt” (scritta da Andrzej Sapkowski) e non ho nemmeno giocato agli omonimi giochi. A parte il secondo capitolo, che ho trovato intrigante ma decisamente poco giocabile con la tastiera (ma questi sono problemi da tirchi senza soldi come me).

The Witcher viaggia su storie parallele, che narrano le vicende dei tre protagonisti legati da questo fantomatico destino. Il modo in cui siano legati lo capiremo col procedere delle puntate, condizionate da casi sempre diversi che contengono misteri svelati man mano e spesso eliminati. Questo stile di costruzione della storia è la prima differenza dal fantomatico (e spesso sopravvalutato) Game of Thrones e, nonostante sia lineare, rende possibile godere appieno della puntata anche a distanza di tempo, senza che vada a scomodare il mio palazzo mentale per ricordare tutti i dettagli delle puntate precedenti, ma soprattutto mi permette di staccarmi dalla visione con semplicità. Esiste comunque una trama principale che collega ogni episodio, anche se lievemente sciatta e priva di veri e propri colpi di scena rispetto alle trame singole.

Di Geralt sappiamo ben poco. E’ un Witcher (o strigo), ovvero un umano che viene sottoposto ad incantesimi e pozioni, sopravvivendo ai quali acquista capacità formidabili utili nel suo lavoro: cacciare i mostri.
Di fatto di mostri se ne vedono ben pochi e, per essere una serie che verte su questo, mi aspettavo qualcosa di più. Ciò nonostante, quel che vediamo è ben rappresentato ed è pure incazzato, anche se i combattimenti a volte sono entusiasmanti e a volte arrancano un po’.

Interessante ed affascinante è la trasformazione caratteriale del personaggio di Yennefer. Ragazza che lavora con i maiali, venduta dalla sua famiglia ed iniziata alla magia, vive una vita tormentata, che spesso la vede essere usata per alti scopi. Una descrizione del personaggio decisamente migliore delle origini di Geralt, che iniziamo a scoprire solo verso la fine.

Mossa astuta o hanno toppato?
Forse è una scelta ragionata, infatti a causa di questo approccio, mi sento in obbligo di andare avanti per capire chi o cosa è lui. Il lato negativo è che questo crea un distacco e impedisce a me, osservatore, di instaurare un legame con il protagonista, cosa che invece non accade con la terza protagonista, la Principessa Cirilla. Legata a Geralt dal fato, per ragioni che scopriremo nelle corso delle puntate, da viziata inizia a sentirsi emarginata, fino a sentirsi completamente neutralizzata dall’odio degli uomini. Un percorso segnato dalla violenza che farà esplodere in lei un potere sopito.

Altra cosa che manca, sono le scene di sesso. Per quanto Game of Thrones, fosse importante per la costruzione della storia e creazione di un mondo enorme, contornato dalla violenza e dal potere, aveva un certo riconoscimento anche per delle discrete scene di sesso, che è presente anche nel gioco di The Witcher, ma ben poco in questa trasposizione. E’ anche vero che se voglio vedere del sesso posso benissimo prendere un porno, ma diciamo però che avrebbe dato più carattere. Come dicevo, GoT è importate per la trasposizione di un vero e proprio mondo, molto ben fatto per una serie tv. Ciò che manca un po’ in the Witcher è una vera e propria ambientazione a tutto tondo. Buona parte dei combattimenti avvengono al chiuso ed in singole stanze, poche sono le ambientazioni all’aperto ma ciò che vediamo non ci fa storcere il naso.

La serie ha dei ritmi un po’ altalenanti, alcuni episodi sono più coinvolgenti di altri, ma nonostante i difetti, The Witcher è piacevole e godibilissimo per gli amanti del genere fantasy, divertente e con musiche azzeccate. I costumi sono ben fatti ed il mondo che ci viene rappresentato è in totale costruzione nella nostra mente. Piano piano getta le fondamenta e dà vita al “Continente”, come viene chiamato questo mondo. Sono state accennate storie del passato che fan ben sperare per guerre future. Lo potrei considerare come un libro che si sfoglia pagina dopo pagina dando vita al mondo, che si spera, possa essere ben rappresentato.

Può essere paragonata a GoT?
Assolutamente no, e nemmeno può sostituirlo (al momento). GoT ha comunque delineato una linea ben precisa tra un mondo decisamente complesso e con abbondante ritmo per una serie tv, a tutte le altre serie tv. Per questo The Witcher avrà molto su cui lavorare, ma le basi sono buone!

Detto ciò per questa prima stagione il mio responso è positivo e attendo, di grazia, la seconda.

Voto Batfiz: 3 confido nella seconda su 5

 

Informazioni su bat-fiz

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