Sam Rockwell

Categorie: Scheda

Pubblicato il 02-10-2012 alle 19:00

Questa scheda è la dimostrazione che non solo i maschietti si lasciano guidare dalle tempeste ormonali, come quelle che mi scatena il sopracitato attore!
Visto che, come al solito, sono sempre aggiornata sui film usciti (della serie sta uscendo The expendables 2 e devo ancora vedere l’1!), spulciando nello scaffale dei DVD al centro commerciale, trovo il film “Soffocare”, incuriosita leggo la trama e, indovinate un pò, non l’hanno tratto da uno dei miei romanzi preferiti (per l’appunto “Soffocare” di Chuck Palanhiuk)? Non avevo mai dato una faccia precisa a Victor (il protagonista del libro), ma vedendo Rockwell interpretarlo, direi che nessuno poteva andarci più vicino!
Vuoi l’affetto per il personaggio di Victor, vuoi per l’ottima interpretazione, ho cominciato a raccogliere le sue fatiche, ricordandomi inoltre che l’avevo già visto sia nel lunare “Moon” che nella parte sopra le righe (ed anche un pò idiota) di Zaphod Beeblebrox in “Guida Galattica per autostoppisti”
Che dire, io lo trovo sempre ben calato nei vari personaggi, non ne interpreta mai uno normale (sessodipendente, presidente della galassia, produttore TV di giorno e spia/killer di notte, truffatore, criminale pazzo), e poi, scusate tanto, ma ad uno con questa faccia da schiaffi che gli volete dire?

Eccellente ballerino, non manca mai di mostrare le sue doti di danzatore: in ogni film trova sempre qualche occasione per muovere qualche passo di danza.
Nelle seguenti recensioni cercherò di essere il più imparziale possibile, di guardare oltre la sua presenza scenica (a cui darei fisso un 10 e lode) e di giudicare i film non solo su quest’ultima.

 

Lawn dogs

Lawn dogs (1997, UK, USA, 101 min), inedito in Italia
Regia: John Duigan
Interpreti: Sam Rockwell, Mischa Barton, Christopher McDonald, Kathleen Quinlan
Scritto da: Naomi Wallace
Genere: Drammatico

Devon (Mischa Barton) si è appena trasferita con i suoi genitori nella comunità di Camelot Garden. Contravvenendo alle indicazioni dei suoi, esce dalla comunità e si reca nel bosco vicino, in cui incontra il giardiniere Trent (Sam Rockwell) che inizialmente cerca di scansarla; tra i due nasce però una vera amicizia, poichè entrambi sono emarginati, l’uno perchè di basso ceto sociale, l’altra perchè nuova arrivata.
Trent, nonostante falci i prati delle varie abitazioni della comunità, viene sempre visto in malo modo ed accusato ingiustamente di furto; quando i genitori di Devon sospettano che l’amicizia tra i due sia a scopo sessuale, scatenano un putiferio, che si abbatterà sull’innocente Trent.

La pellicola non è uscita in Italia, l’ho visto in lingua originale sottotitolato (da brava bambina ho pure faticato per sincronizzare bene i sottotitoli… tutto lavoro sprecato perchè non lo rivedrò una seconda volta!)
Il film è una noia mortale, niente battutacce, niente storie strappalacrime o romantiche (non sono le mie preferite, ma almeno avrebbero dato un senso al film!), l’unica azione si ha nei vari pestaggi che subisce quel poveraccio di Trent/Rockwell!
La trama è piatta, i personaggi non hanno spessore, per meglio dire hanno le loro storie personali, ma non vengono esternate con tale passione da coinvolgere lo spettatore.
La sceneggiatura ha vinto il premio come “Miglior sceneggiatura” allo Sitges Film Festival, io non la userei nemmeno come carta igienica.
Il personaggio della Barton è inutile e a volte truculento (perchè uccidere due galline vive invece di andare al supermercato e comprare del pollo?)
Rockwell si cimenta bene nel lungometraggio, tanto da vincere il premio come “Best Actor” sia al Montreal World Film Festival che al Sitges Film Festival.

Probabilmente l’unico motivo per cui vedere il film è il nudo integrale di Sam Rockwell, (si tuffa nel fiume come mamma lo ha fatto, peraltro interrompendo il traffico sul ponte!), per il resto evitatelo con cura!

Voto di IMDb: 7,4 con 4.783 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 3 (nemmeno il nudo integrale lo risolleva!)

 

Il Miglio verde

The green mile (1999, USA, 189 min)
Regia: Frank Darabont
Interpreti: Tom Hanks, Michael Clarke Duncan, David Morse, Bonnie Hunt, James Cromwell, Sam Rockwell
Scritto da: Frank Darabont, Stephen King (romanzo)
Genere: Drammatico, Mystery

Paul Edgecomb (Tom Hanks/Dabbs Greer) ha lavorato nel 1935 come guardia carceraria nel braccio dei condannati a morte.
La sua vita cambia radicalmente quando arriva un enorme uomo di colore, John Coffey (Michael Clarke Duncan), accusato di aver ucciso due bambine gemelle. John si dimostra in realtà puro di cuore e molto ingenuo, finchè un giorno, col solo tocco della mano, cura a Paul una grave infezione alle vie urinarie che lo perseguita da tempo.
Paul, dopo questo gesto ed osservando il comportamento dell’omone, comincia a interrogarsi sulla sua reale colpevolezza.

Il film dura ben tre ore, ma sono ore molto intense (niente esplosioni o sarcasmi vari), si è proprio in empatia con i protagonisti; la trama è ben articolata: il film inizia nel presente e ci riporta, con un un lungo flashback, nella vita di Paul nel braccio della morte.
Forse si fanno un pò troppe incursioni nel mondo dei miracoli e del paranormale (se non ci fossero, addio motivo centrale del film!), però la storia si segue bene e coinvolge molto. Il film offre uno spaccato di una triste realtà: il braccio della morte, in cui si intrecciano inevitabilmente le storie di guardie e condannati: tranne “Wild Bill” Warthon (guardacaso Rockwell!), gli altri sono persone pacifiche, pentite per quello che hanno fatto, o forse solo rassegnate all’inevitabile, che rispettano, stringono amicizia e colloquiano con le guardie (sai che palle se no!), nonostante saranno queste ultime che azioneranno l’interruttore della sedia elettrica.
Le guardie sono costrette ad eseguire questo compito: in ogni occasione sono dispiaciuti per aver ucciso degli individui a cui si erano affezionati, è lo scotto da pagare per un lavoro infame, però è il loro mestiere e lo portano a termine.
E’ questa relazione tra guardie e carcerati che rende i personaggi umani, che non riescono a vivere la situazione con freddezza e distacco, ma sono coinvolti: anche con un fatto futile come quello del topolino Mr. Jingles, Paul e gli altri sono permissivi e permettono al detenuto Delacroix di tenerlo, anzi quando gli chiede una scatola e del cibo per il roditore, glieli forniscono, finendo poi per raccontargli una balla colossale a fin di bene prima di spedirlo all’altro mondo.
Anche il guastafeste Percy, raccomandato, che mira solo ad avere un posto in prima fila in un’esecuzione, è umano e rappresenta la cattiveria e l’infantilismo che a volte imperano sul luogo di lavoro (ma anche nella vita).
Sam Rockwell si cimenta qui con il ruolo secondario di un assassino un pò troppo vivace: oltre al nome, che si riferisce al criminale statunitense Billy the Kid, per ben due volte, dopo aver mancato di rispetto alle guardie con scherzi di dubbio gusto, viene trascinato calciante ed urlante nella cella imbottita, con tanto di camicia di forza!
Nonostante il personaggio interpretato sia deplorevole, si immedesima bene nel ruolo di ragazzaccio cattivo che va contro le regole.
E’ stato nominato per “Outstanding Performance By A Cast In A Theatrical Motion Picture” allo Screen Actors Guild Award.
Nella versione italiana è doppiato da Riccardo Rossi.

Sicuramente da vedere, certo non per una serata divertente in compagnia, però non può mancare nel bagaglio di un cinefilo.

Voto di IMDb: 8,4 con 325.169 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 9

 

Galaxy Quest

Galaxy quest (1999, USA, 102 min)
Regia: Dean Parisot
Interpreti: Tim Allen, Sigourney Weaver, Alan Rickman, Tony Shalhoub, Sam Rockwell
Scritto da: David Howard, Robert Gordon
Genere: Avventura, Commedia, Sci-Fi

Durante una convention della serie TV di fantascienza “Galaxy Quest”, il cast viene abbordato dagli alieni umanoidi thermiani. Questi ultimi hanno totalmente frainteso lo spirito di intrattenimento della serie: la ritengono infatti storia reale, e vogliono che il comandante Taggart (Tim Allen), col suo carisma, avvii un negoziato col crudele Sarris.
Il cast viene trasferito sull’astronave NSEA-Protector, costruita in ogni minimo dettaglio secondo il modello visto nei “documenti storici”, ed avvia il negoziato, ma Sarris non gradisce particolarmente e dichiara guerra.
Riuscirà il cast a risolvere un conflitto intergalattico reale o si tirerà indietro?

Il film è una parodia della serie TV “Star Trek”, si segue tranquillamente e non mancano l’azione e le risate. Lo stesso William Shatner, lo storico Capitano Kirk, lo ha ritenuto brillante. Anche i non fan di Star Trek, come la sottoscritta, possono seguirlo, certo, si perdono alcuni riferimenti e citazioni, ma si ride lo stesso.
Nella pellicola si ironizza sul mondo dei super-fan delle serie TV, che conoscono a memoria ogni minimo dettaglio di ogni episodio e a stento riconoscono il mondo reale da quello fittizio della serie, ma sarà però questa maniacale ossessione dei fan che aiuterà il cast a sopravvivere nello spazio.
Grande Alan Rickman nei panni del mak’tariano dottor Lazarus, qui doppiato da Alessandro Rossi (anche se preferisco quando lo doppia Sergio di Stefano o Francesco Vairano negli “Harry Potter”).
Sigourney Weaver è brava ma il personaggio è un pò moscio, la preferisco in ruoli incazzosi come Ellen Ripley dei primi due “Alien” (gli altri non li ho visti).
Sam Rockwell interpreta una comparsa che vuole avere un ruolo maggiore e che, durante la missione, dimostra un coraggio da vero comandante.
Nella versione italiana è doppiato da Massimo De Ambrosis.

Voto di IMDb: 7,2 con 74.802 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 6,5

 

Confessioni di una mente pericolosa

Confession of a dangerous mind (2002, USA, Germania, Canada, 113 min)
Regia: George Clooney
Interpreti: Sam Rockwell, Drew Barrymore, Julia Roberts, George Clooney
Scritto da: Charlie Kaufman (sceneggiatura), Chuck Barris (libro)
Genere: Biografia, Drammatico, Thriller

Il film racconta la vita di Chuck Barris (Sam Rockwell), che diventa prima assistente di Dick Clark nello show musicale “American Bandstand”, poi, quando la rete televisiva rifiuta il programma da lui inventato, “Il gioco delle coppie”, viene ingaggiato dalla CIA ed addestrato come killer.
La sua vita si dividerà quindi tra le missioni in incognito, la conduzione televisiva e la sua relazione con Penny (Drew Barrymore), e la cosa gli creerà non poche preoccupazioni.

Vuoi la giovane età, vuoi che siamo in Italia, non avevo la minima idea di chi fosse Chuck Barris, se non fosse stato per la presenza di Rockwell non mi sarei nemmeno minimamente avvicinata ad un film del genere.
Comunque l’esordio alla regia è notevole per Clooney, mi piace il suo stile.
Nonostante questo, la pellicola risulta lenta, la trama spionistica è buona, ma troppo inframmezzata dalla vita “normale” di Chuck.
Altri ostacoli nella visione del film sono:
1) i programmi citati nel film sono molto vecchi, si parla di anni 60-70;
2) in Italia molti programmi TV non sono arrivati, di quelli citati nel film ho sentito solo “La Corrida (The Gong Show)”. Questi due aspetti hanno creato in me un pò di spiazzamento, non avendo vissuto in quegli anni non riesco proprio a comprenderne a pieno i particolari.
Però concordo con le critiche che appaiono nella pellicola, riguardo alcuni show di intrattenimento che non hanno fatto altro che inquinare la TV!
ED ANCORA NON AVEVANO VISTO IL GRANDE FRATELLO E ALTRI REALITY!
La CIA ha fermamente negato che Chuck Barris abbia mai lavorato per loro (ma dai!!!).
Fanno una piccola incursione Brad Pitt e Matt Damon, amici del regista, come concorrenti de “Il gioco delle coppie”.
Odio sempre di più la bocca larga di Julia Roberts ed il perenne sorriso ebete di Drew Barrymore, anche se Ilaria Stagni la doppia bene (quando la doppia Rossella Acerbo ci manca poco che tiri qualcosa contro lo schermo!).
Rockwell dà il meglio di sè come istrionico intrattenitore, come freddo killer e come essere umano con le sue debolezze.
L’interpretazione gli vale il “Best Actor” al Berlin International Film Festival e
“Best Actor In A Leading Role” ai Phoenix Film Critics Society Awards,
mentre viene candidato come “Best Performance By An Actor In A Leading Role, Musical Or Comedy” ai Satellite Awards.
Nella versione italiana è doppiato da Riccardo Rossi.

Buona la regia, ottimo lato B di Rockwell, ma sceneggiatura troppo lenta e contesto lontano dai tempi moderni.

Voto di IMDb: 7,1 con 47.016 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 6

 

Il genio della truffa

Matchstick man (2003, USA, 113 min)
Regia: Ridley Scott
Interpreti: Nicolas Cage, Sam Rockwell, Alison Lohman, Bruce Altman, Bruce McGill
Scritto da: Nicholas Griffin, Ted Griffin, Eric Garcia (libro)
Genere: Thriller, Drammatico

Roy Waller (Nicholas Cage) e Frank Mercer (Sam Rockwell) sono due truffatori ben organizzati; il primo è però un soggetto paranoico e compulsivo, con un’ossessione maniacale per la pulizia, soprattutto delle moquettes.
Quando si trova costretto ad andare da un nuovo psichiatra, comincerà ad aprirsi con lui e scoprirà di avere una figlia, Angela (Alison Lohman), che vuole incontrarlo. La convivenza tra i due è tragicomica, ma riescono ad adattarsi ai rispettivi ritmi.
Nel frattempo il socio Frank lo coinvolge in un’altra truffa, che avrà dei risvolti inaspettati.

La trama inizialmente è semplice e lineare, descrivendo i rituali di Roy e come convive col suo disturbo ossessivo – compulsivo e il lavoro che svolge col socio senza scrupoli Frank.
Si fa via via più complessa con l’introduzione nella vita di Roy di tre personaggi: il nuovo psichiatra dr. Klein, la figlia Angela ed il pollo da spennare Chuck Frechette.
La figura di Angela gli farà cambiare punto di vista su molte cose, e soprattutto, gli farà avere un rapporto normale con un’altro essere vivente oltre Frank, caricandolo di inguaribile ottimismo; certo, affrontare la convivenza con una figlia dimenticata per quattordici anni non è semplice, ma i due dimostrano di avere un gran feeling e di ingranare bene.
Degna di nota la colonna sonora, che include classiconi di Frank Sinatra, adatti al clima di impeccabile perfezione di casa di Roy.
Di Eric Garcia, autore del romanzo omonimo da cui è tratto il film, ho letto il romanzo “Repossession mambo”, da cui è tratta un’altra pellicola, “Repo Men” (recensione): direi che il gusto amaro che ti rimane in bocca dopo aver visto entrambi è una caratteristica fondamentale dell’autore.
Non adoro particolarmente Nicholas Cage, ma qui è stupendo nell’interpretare Roy, con i mille disturbi, tic e manie, in primis quella del numero tre (in originale conta in italiano prima di aprire le porte, da noi conta in spagnolo); avendo visto il film anche in originale, posso dire che il doppiatore Pasquale Anselmo dà molto carattere e migliora la resa dell’attore, azzeccando alla perfezione tutti i tempi dei tic ed i repentini cambi di umore.
Alison Lohman, alla veneranda età di 24 anni (l’avreste mai detto?), si cimenta benissimo nei panni di una ragazzina quattordicenne, alla faccia del cast di “Dawson’s creek”.
Rockwell sfoggia tutta la coattaggine possibile con cappello da cow-boy, camicia pitonata e canotta bianca della salute che sporge!
Nelle varie mise in giacca e cravatta risulta molto sexy però, con l’aria molto seriosa.
E’ stato nominato per “Best Performance By An Actor In A Supporting Role, Musical Or Comedy” ai Satellite Awards.
Nella versione italiana è doppiato da Giorgio Borghetti, che gli conferisce un’aria ancor più sfacciata del solito, e sono stupendi i messaggi che lascia in segreteria a Roy! Purtroppo in più scene parla con la bocca piena e non si capisce un’acca, almeno in originale.

Voto di IMDb: 7,3 con 68.170 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 7,5

 

Guida galattica per autostoppisti

The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy (2005, USA, UK, 109 min)
Regia: Garth Jennings
Interpreti: Martin Freeman, Mos Def, Sam Rockwell, Zooey Deschanel, Alan Rickman (voce)
Scritto da: Douglas Adams (libro e sceneggiatura), Karey Kirkpatrick
Genere: Commedia, Fantascienza

Arthur Dent viene salvato dalla distruzione della Terra dall’amico alieno Ford: quest’ultimo viaggia in autostop per lo spazio al fine di raccogliere informazioni utili per un libro dal sapere enciclopedico, la sopra-citata “Guida galattica per autostoppisti”, con tanto di scritta “Niente panico! (Don’t panic!)” sulla copertina.
I due verranno rimorchiati dal presidente della galassia Zaphod Beeblebrox e Tricia McMillan, ragazza terrestre che aveva mandato in bianco Arthur.
Tutti e quattro sono in fuga e viaggeranno da una parte all’altra dell’universo inciampando in mille ostacoli.

Durante la visione di questo film mi devo sempre fermare e riprendere le fila, mi dimentico sempre perchè i nostri eroi stanno facendo quello che stanno facendo, nonostante la trama non sia eccessivamente troppo contorta.
Alcune trovate sono geniali: in primis Marvin, il robot con VPP, vera personalità di persona, depresso proprio come si addice ad un essere umano, il motore ad improbabilità infinita, un presidente della galassia totalmente incompetente, con il cervello diviso a metà e eletto “essere senziente peggio vestito”, l’idea della “Guida galattica” che con i suoi menù interattivi e le spiegazioni animate renderebbero la vita migliore a qualsiasi essere vivente (sapete per caso se ne pubblichino una esclusiva per il pianeta Terra? Se si, ne vorrei 20 copie!), un computer con una capacità di calcolo pressochè infinita che è teledipendente, l’aggeggio che fa funzionare il cervello a limoni (ne voglio uno anche io!) e tante altre,.
Queste trovate, seppur geniali, vengono inserite in una trama troppo frammentaria, come se ci fosse troppa carne al fuoco e dovesse essere compressa in un unico film.
Le risate non mancano, con un presidente al limite della demenza come Zaphod Beeblebrox, con la tremenda poesia dei Vogon e la loro rigida burocrazia (illustrate perfettamente dalla “Guida”).
Rockwell interpreta magistralmente un presidente della galassia, se possibile, peggiore del presidente Scrocco di “Balle spaziali” (che dichiara: “Io non so prendere decisioni, sono presidente!”).
Zaphod, per essere eletto presidente della galassia, ha dovuto dividere il suo cervello: d’altronde è ovvio, non ti fanno presidente se hai un cervello intero (‘sta cosa vale anche da noi per caso?). Si ritrova quindi con due teste: in una ha il cervello politically correct, (ma non per questo intelligente), nell’altra ha la personalità irriverente e sfacciata, che non avrebbe certo giovato allo sfoggio della diplomazia.
Vestito con abiti sgargianti, ride se gli si dà dell’idiota (e non per scherno, proprio perchè non lo afferra!), sembra non conoscere il significato della frase “non dare nell’occhio”: nel bene o nel male riesce sempre a farsi riconoscere.
Nella versione italiana è doppiato da Christian Iansante.

Voto di IMDb: 6,7 con 90.416 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 6,5

 

Soffocare

 

Choke (2008, USA, 92 min)
Regia: Clark Gregg
Interpreti: Sam Rockwell, Kelly Macdonald, Anjelica Huston, Brad William Henke
Scritto da: Clark Gregg, Chuck Palahniuk (romanzo)
Genere: Commedia, Drammatico

Victor Mancini (Sam Rockwell) è un sessodipendente recidivo; durante una visita in casa di cura a sua madre Ida (Anjelica Houston), ha un colpo di fulmine con la dottoressa Paige Marshall (Kelly Macdonald): nonostante il suo spasmodico desiderio di fare sesso con qualsiasi donna (ma proprio qualsiasi!), Paige non lo attrae dal punto di vista esclusivamente sessuale.
La dottoressa gli rivela che Ida, sta lentamente morendo perchè si rifiuta di mangiare qualsiasi cosa.
La soluzione che Paige gli propone è un pò fuori dal comune: farsi ingravidare da Victor per ottenere delle cellule embrionali e prolungare la vita della madre. Victor acconsente ma dovrà fare i conti col cuore e con le altre bizzarre rivelazioni di Paige, che lo porteranno a mettersi totalmente in discussione.

Il film è un piccolo capolavoro dell’assurdo, degno di essere uscito dal libro omonimo di Palanhiuk: per quanto riguarda quest’ultimo, o ti piace o no, non esistono mezzi termini.
E’ lui l’autore del libro (comprato ma non letto!) “Fight Club” da cui è tratto il film omonimo (visto ed apprezzato) di David Fincher.
i suoi racconti rasentano situazioni limite, anzi rompono proprio gli argini e vanno oltre! Mettono a nudo tutte le sfaccettature nascoste, le cose che non si dicono perchè “non sta bene”, descrivendo un’America ipocrita e materialista.
I suoi personaggi sono però umani, hanno dei sentimenti e attraversano delle crisi di identità: lo stesso Victor si domanderà se è veramente buono o no, se fa cose giuste o si limita soltanto a non fare quelle sbagliate, ed il suo amico Denny, da irrefrenabile masturbatore, si redime (non preoccupatevi, niente di religioso in vista!) ed inizia una sana e seria relazione.
La sceneggiatura rispecchia quasi fedelmente il libro, mantenendo il tono nichilistico e l’humor nero tipico di Palanhiuk, che concede un breve cameo alla fine del film (è il passeggero seduto di fianco a Rockwell sull’aereo).
Ottima l’interpretazione di Anjelica Houston nella mamma di Victor, affetta da demenza senile e rinchiusa in una casa di cura; le sue lacrime e il suo atteggiamento assente in una scena sono autentici, poichè in quei giorni è scomparso Michelangelo Antonioni, amico dell’attrice.
Brava anche Kelly Macdonald, che ha esordito in “Trainspotting” ed è presente anche in “Gosford Park”.
Come detto all’inizio, penso che nessuno meglio di Rockwell potesse interpretare meglio il trasandato, cinico, sessuomane Victor.
Vince il premio “Special Jury Prize” al Sundance Film Festival e viene candidato per “Best Actor In A Motion Picture, Musical Or Comedy” ai Satellite Awards.
Nella versione italiana è doppiato da Christian Iansante.

L’ho trovato un film eccezionale, ma non mi sento di consigliarlo a tutti, direi che se vi piace Palanhiuk e/o avete letto il romanzo, quindi siete già nell’ottica del “bizzarro” dell’autore, potete tranquillamente vederlo, non resterete delusi; non lasciatevi fuorviare da “Fight Club” e non aspettatevi violenza gratuita e regia alla Fincher!

Voto di IMDb: 6,7 con 20.337 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 8

 

Frost/Nixon – Il duello

Frost/Nixon (2008, USA, UK, Francia, 122 min)
Regia: Ron Howard
Interpreti: Frank Langella, Michael Sheen, Sam Rockwell, Kevin Bacon, Matthew Macfadyen
Scritto da: Peter Morgan (sceneggiatura e opera teatrale)
Genere: Drammatico, Storico

Recensione non pervenuta per ignoranza della sottoscritta.
Ammettiamolo, già sono un cane in politica nazionale, figuratevi in quella estera di 35 anni fa!
Potrei vederlo con mio padre, ma farei la parte della guasta-film che ad ogni battuta comincia a tempestarlo di domande del tipo “Chi è quello?”, “Perchè fa questo?”, “Che cosa ha detto?”, “Che significa?”.
Nonostante la presenza di Rockwell, non posso affrontarlo.
Chiedo perdono ai cinefili incalliti.
Rockwell è stato candidato per “Outstanding Performance By A Cast In A Motion Picture” allo Screen Actors Guild Award.
Nella versione italana è doppiato da Francesco Pezzulli.

Voto di IMDb: 7,8 con 56.935 voti

 

Moon

Moon (2009, UK, 97 min)
Regia: Duncan Jones
Interpreti: Sam Rockwell, Kevin Spacey (voce)
Scritto da: Duncan Jones (storia), Nathan Parker (sceneggiatura)
Genere: Fantascienza, Mystery

Sam Bell ha un contratto triennale con la Lunar Industries: è il solo membro della base Sarang, situata sulla Luna per estrarre l’elio-3, unica fonte di energia sulla Terra.
Quando mancano due settimane al suo ritorno sulla Terra, Sam ha un incidente e si risveglia in infermeria; evitando gli ordini della Lunar, esce dalla base, si reca sul luogo dell’incidente, dove troverà un’altro essere umano.
Chi è e come è arrivato lì? La sanità mentale di Sam verrà messa a dura prova da questo intruso.

Il claim del film recita: “950000 miglia da casa e la cosa più difficile da affrontare… è te stesso”, e non potevano essere dette parole migliori per descrivere brevemente il film.
Duncan Jones è figlio d’arte, e che arte!: il padre è l’eclettico David Bowie, che con lo spazio ha un legame particolare, avendo composto canzoni come Starman e Space Oddity, concepito il progetto di “Ziggy Stardust and the Spiders form Mars”, e recitato nel film “L’uomo che cadde sulla terra“.
Jones junior ha dichiarato che la sua opera prima è un omaggio alle pellicole di fantascienza che amava da giovane.
Sicuramente la citazione più lampante è quella da “2001: Odissea nello spazio“: GERTY ricorda tremendamente HAL-9000 con il suo obiettivo-occhio, la voce monotona ed il totale controllo delle automazioni nella base, un tocco di modernità del primo è rappresentato dal comunicare i suoi sentimenti a Sam tramite delle emoticon!
Notevole l’idea di ambientare il film in un futuro che non sembra troppo lontano e usare una location spaziale misteriosa ma non troppo lontana da casa nostra: the dark side of the moon (si è capito che cinema e musica sono le mie due grandi passioni?)
Buona scenografia degli interni della base, e buon design dei mezzi meccanici Rover e Harvester.
Ottima colonna sonora di Clint Mansell, molto lunare, con il pianoforte come strumento principale.
Brillante l’interpretazione di Kevin Spacey che dà la voce a GERTY, ho apprezzato tanto il film da vederlo anche in originale ed il doppiaggio di Roberto Pedicini (che lo doppia nella maggiorparte delle pellicole) regge pienamente il confronto, ha lo stesso charme dell’originale uditivamente parlando.
Dovrò anche imparare il suo modo di evitare le questioni scomode con Sam: chiedergli se ha fame e offrirsi di preparare qualcosa da mangiare!
Sam Rockwell è straordinario come unico attore presente in scena per tutta la durata del film, si cimenta nella difficile impresa di dare vita a due personaggi molto diversi tra loro: uno spavaldo e intraprendente, l’altro rassegnato all’inevitabile, entrambi dovranno andare d’accordo e cercheranno di lottare per la sopravvivenza.
Questa interpretazione gli vale il “Best Actor” al Seattle International Film Festival, al Catalonian International Film Festival ed al The Golden Schmoes Movie Awards, mentre viene nominato per lo stesso ruolo al British Independent Film Awards, Detroit Film
Critics Society Award ed al Saturn Award, come “Best Sci-Fi Actor” allo Scream Awards.
Nella versione italiana è doppiato da Riccardo Rossi (e menomale che è doppiato, perchè come ogni bravo americano ciancica non poco le parole… veramente ho preso anche io questo brutto vizio a furia di vedre i film in lingua originale, fortuna che il mio insegnante di inglese è californiano e non fa obiezioni!)

Mio padre mi ha consigliato caldamente questo film, come detto all’inizio riguardo le uscite cinematografiche, non ne ero minimamente a conoscenza.
Sono rimasta entusiasta, il clima di claustrofobia che ti dà la base lunare, il non poter scappare e non poter mandare tutto a quel pianeta (come direbbe Bender), tutte le menzogne e la perdita di identità di Sam ti lasciano veramente spiazzato e con l’amaro in bocca.
Dello stesso regista vi suggerisco “Source Code” (quando l’ho visto ignoravo che fosse di Jones, l’ho scoperto scrivendo questa recensione, però merita lo stesso).

Voto di IMDb: 8,0 con 119.488 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 9

 

Stanno tutti bene

Everybody’s Fine (2009, USA, Italia, 99 min)

Regia: Kirk Jones
Interpreti: Robert De Niro, Drew Barrymore, Kate Beckinsale, Sam Rockwell
Scritto da: Kirk Jones, Giuseppe Tornatore (sceneggiatura originale), Tonino Guerra (sceneggiatura originale)
Remake dell’italiano “Stanno tutti bene” (1990) di Giuseppe Tornatore
Genere: Drammatico

Frank Goode è vedovo ed ha quattro figli ormai usciti dal nido e sparsi per gli Stati Uniti.
Come ogni buon padre di famiglia, ci tiene a vederli tutti riuniti sotto lo stesso tetto in un pranzo luculliano. Quando tutti e quattro gli tirano adorabilmente il pacco, Frank decide di partire ed andare da ognuno di loro per vedere come si sono sistemati, ma avrà delle amare sorprese.

Il film si segue bene ma manca di brio, a volte è troppo retorico.
Il tema principale è quello della menzogna: i figli mentono al padre non per cattiveria, ma per sgravarlo dalle loro preoccupazioni. E’ più semplice per un padre sapere che ogni figlio ha una famiglia normale e felice, tipo quella del Mulino Bianco, piuttosto che una miriade di problemi coniugali e non.
Frank viene inoltre visto come figura autoritaria, che nell’infanzia dei figli ha preteso risultati troppo grandi: questi sono quindi restii dal confidargli le loro debolezze, cosa che invece facevano senza vergogna con la madre.
Odiosa come sempre Drew Barrymore, bravi De Niro e la Beckinsale.
Rockwell è stupendo in frac, un vero e proprio pinguino!
Nella versione italiana è doppiato da Riccardo Rossi

Voto di IMDb: 7,1 con 27.489 voti
Voto di LIsbeth Kelevra: 5

Iron man 2

 

Iron man 2 (2010, USA, 124 min)
Regia: Jon Favreau
Interpreti: Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Scarlett Johansson, Sam Rockwell, Mickey Rourke, Samuel L. Jackson
Scritto da: Justin Theroux (sceneggiatura), Stan Lee (Marvel comic book)
Genere: Azione, Fantascienza

Fortuna che la recensione l’ha già fatta Doc Brown, io non sono proprio la persona adatta, apprezzando più il fumetto nazionale e con meno esplosioni come Cattivik, Lupo Alberto, Cuori grassi (questo dovrebbero leggerlo tutte le teenagers in crisi con la bilancia, è geniale!), Nick Carter e le Sturmtruppen.
Per il film, concordo pienamente col Doc, oltre ai due pezzi degli AC/DC, è bella potente anche la colonna sonora strumentale.
Come osa Scarlett Johansson malmenare il mio idolo? Però devo dire che la preferisco coi capelli mossi e scuri… perchè l’avete notato che ha cambiato pettinatura vero? O le avete solo guardato il posteriore? Sporcaccioni!
Rockwell tiene banco come al solito, con la solita faccia da c**o che si ritrova, interpreta un personaggio veramente ignorante ed arrampicatore.
Nella versione italiana è doppiato da Christian Iansante.

Voto di IMDb: 7,1 con 191.225 voti
Voto di Doc. Brown: 8
Voto di Axel Foley: 8
Voto di Snake Plissken: 8,5
Voto di Lisbeth Kelevra: 8

 

Cowboys & aliens

Cowboys & aliens (2011, USA, 118 min)
Regia: Jon Favreau
Interpreti: Daniel Craig, Harrison Ford, Abigail Spencer, Olivia Wilde, Sam Rockwell, Noah Ringer
Scritto da: Roberto Orci, Alex Kurtzman, Damon Lindelof, Scott Mitchell Rosenberg (graphic novel)
Genere: Western, Fantascienza, Azione

Per la recensione vi rimando qui a quella di Axel.
Aggiungo giusto due cose.
Risposta per Axel: Daniel Craig è un pò come Clint Eastwood, con due espressioni: con la pistola o senza.
– Harrison Ford si vuole rendere conto che non è più il giovincello rampante degli Indiana Jones (i primi tre intendo!), e che è “troppo vecchio per queste cose” (almeno Mel Gibson e Danny Glover lo hanno realizzato!), come andare a cavallo nel deserto e scacciare gli alieni?
– Come già detto da Axel, oltre ad essere tutti nudi ed uguali, non avere una gerarchia o una struttura sociale, perchè gli alieni sono sempre brutti, incazzati ed in guerra?
I cari vecchi esseri di “Incontri ravvicinati…” o “E.T.” erano così simpatici (grazie Carlo Rambaldi), ti veniva quasi voglia di dire “Rapitemi!” per quanto erano pacifici. Sigh, non ci sono più gli alieni di una volta!
Il personaggio di Rockwell è scontato, uno che perde la moglie ma non si rassegna alla scomparsa (sì, è proprio innamorato!), da passivo barista diventa coraggioso guerriero. Niente di nuovo sotto il sole.

Voto di IMDb: 6,1 con 94.405 voti
Voto di Axel Foley: 6
Voto di Snake Plissken: 6,5 (Orci, Kurtzman, Lindelof, Howard, Grazer, Favreau, Spielberg… E’ questo che abbassa il voto…)
Voto di Doc. Brown: 5
Voto di Lisbeth Kelevra: 6

 

Lo spaventapassere

The Sitter (2011, USA, 81 min)
Regia: David Gordon Green
Interpreti: Jonah Hill, Max Records, Ari Graynor, J.B. Smoove, Sam Rockwell
Scritto da: Brian Gatewood, Alessandro Tanaka
Genere: Commedia

Noah (Jonah Hill), per sbancare il lunario, si trova a fare da babysitter a tre ragazzini; durante la serata, la sua ragazza Marisa (Ari Graynor) gli chiede di andare dal pusher Karl (Sam Rockwell) per procurargli della cocaina.
Noah trascinerà quindi i mocciosi con sè in una sequela di eventi ed equivoci.

Il tema del babysitteraggio è stato saccheggiato troppe volte a mio avviso nel cinema, quidni risulta trito e ritrito.
Il protagonista è un pò tontolone ed è la dimostrazione che “tira più un pelo di f**a che un carro di buoi”: manda infatti a scatafascio la tranquilla serata in casa per eseguire gli ordini della donna, peraltro ingrata e sgualdrina!
Come un eroe mitologico, dopo aver espiato con le sue avventure notturne, Noah acquista un pò di saggezza e si rimette in riga.
Qualche trovata divertente c’è pure, però non mi ha convinto molto, almeno la versione originale, magari col doppiaggio italiano qualche battutaccia la tirano fuori.
Rockwell non può interpretare uno spacciatore sano di mente: alterna infatti espressioni da vero duro (come dovrebbe essere un pusher nell’immaginario comune) a richieste imploranti di amicizia e di abbracci affettuosi ed appiccicaticci!
Nella versione italiana è doppiato da Christian Iansante.

Ribadisco, non mi ha entusiasmato molto, qualche trovata c’è, ma non penso che lo rivedrei una seconda volta.

Voto di IMDb: 5,6 con 22.689 voti
Voto di Lisbeth Kelevra: 4

 

Su IMDb la filmografia di Rockwell è più ampia, includendo anche ruoli marginali come il bulletto Head Thug in “Tartarughe ninja alla riscossa” o Francis Flute in “Sogno di una notte di mezza estate“. Non ho osato vedere tutti i film inclusi in essa per evitare di finire in ospedale con la bava alla bocca, gli occhi strabuzzati e le mani ancora infilate in un sacchetto di scrocchianti patatine, in preda ad un’overdose da Sam Rockwell. Anche il buon Sam va preso a piccole dosi!

Conclusioni: Sam Rockwell riesce ad interpretare una vasta gamma di personaggi, ognuno con diverse sfaccettature e caratteristiche messe ben in evidenza dall’attore. Purtroppo le pellicole in cui è il protagonista ed in cui si può ammirare la sua bravura per i canonici 90-120 minuti non sono state distribuite ampiamente nelle sale cinematografiche, ed il grande pubblico non ha potuto conoscerlo ed apprezzarlo a pieno.
Come detto nell’introduzione, darei a tutte le sue interpretazioni un bel 10 e lode, riesce ad adattarsi come un camaleonte ad ogni personaggio ed a trasmettere delle emozioni reali al pubblico.

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com