Le Mans ’66 – La grande sfida

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 02-12-2019 alle 13:06

Ford V Ferrari (2019, USA, 152min.)
Regia: James Mangold
Sceneggiatura: Jez Butterworth , Jason Keller
Cast: Matt Damon (Carroll Shelby), Christian Bale (Ken Miles), Caitriona Balfe (Mollie Miles), Noah Jupe (Peter Miles), Remo Girone (Enzo Ferrari), Tracy Letts  (Henry Ford II), Jon “Punisher” Bernthal (Lee Iacocca), Josh Lucas (Leo Beebe), Ray McKinnon (Phil Remington)
Genere: drammatico, biografico, sportivo

Carroll Shelby deve abbandonare la carriera da pilota in seguito a problemi di salute, diventando un venditore di auto sportive e mettendo insieme una sua scuderia, la AC Cobra, per la quale corre l’amico Ken Miles, grandissimo esperto di motori e pilota.  Nel frattempo la Ford, colosso automobilistico in crisi di vendite, decide di scendere in pista per vincere la prestigiosa 24 Ore di Le Mans, la corsa più famosa al mondo, in modo da rilanciare la propria immagine. Ma ci sarà da fare i conti con l’apparentemente invincibile Ferrari e gli unici che possono creare l’auto giusta sono proprio Shelby e il suo team.

Molti mesi fa vidi per la prima volta sul web fugaci immagini di Bale e Damon con sotto il titolo “Ford v Ferrari”, da ignorantissima in un primo momento pensai fosse un film sui due famosi fondatori, mentre ovviamente era impossibile per motivi di epoche. Il film parla invece del nipote di Ford, Henry Ford II negli anni ’60 a capo dell’impresa fondata dal nonno che, trovandosi in crisi, chiede a tutti i suoi dipendenti e collaboratori di trovare un modo per continuare a far comprare alla gente le proprie auto. E’ così che uno di loro, il Punisher (della serie Marvel Netflix), ispirandosi alla popolarità della casa del cavallino e approfittando del fatto che il vecchio Enzo (un bravissimo Remo Girone) è un po’ a corto di grana, suggerisce di puntare sul reparto corse per attirare l’attenzione del pubblico. Se la Ford riuscisse a battere la Ferrari in una gara importante come la 24h di Le Mans, non ce ne sarebbe più per nessuno!


Se inizialmente ero intimorita dalla durata della pellicola (due abbondanti ore e mezza), ero anche sufficientemente motivata, perché ho una passione per questo genere di film e, per fortuna, “Le Mans 66” è talmente ben fatto in tutto quello che conta che il tempo è volato. Uscita di sala mi sono resa conto che non riuscivo a trovargli un difetto: bella sceneggiatura, ottimo cast, piacevolissima e coinvolgente la colonna sonora, montaggio che rende il tutto scorrevole e mai noioso, per non parlare del cast italiano che per una volta recita in italiano senza quei patetici doppiaggi che ci rendono delle macchiette. Insomma un ottimo prodotto.

Crisididentità

I veri protagonisti del film sono Shelby (Damon) e Miles (Bale), un texano dalla parlantina convincente e un inglese col carattere di un purosangue indomabile, e i texani si sa, coi cavalli ci sanno fare. Il film si regge sulle loro capaci spalle e sulla voglia di vincere di questi due campioni. La Ferrari è il colosso da battere, mentre Ford e Shelby sono dei piccoletti grintosi, dei novelli Davide contro il Golia italiano che, nonostante all’epoca pare arrancasse di denaro liquido speso in ricerca e sviluppo, faceva ancora molta paura e regnava incontrastato la 24h di Le Mans da 4 anni filati. Impossibile quindi non provare simpatia e non tifare per gli americani, anche per il loro fare da canaglie e da outsider rispetto alla politica aziendale di quella multinazionale che è la Ford. Se gli americani spesso si fanno beffe dei loro avversari, qui troviamo invece un grande rispetto, per Enzo Ferrari e per il suo caratteraccio, rispetto per Henry Ford II, per la sua voglia di sentirsi all’altezza del padre appasionato di corse e per i due protagonisti in un film che celebra quegli anni leggendari per le corse. Un posto da protagonista ce l’ha anche la belva, la famosa Ford GT40: pur non essendo la più bella (e qui mi dispiace, ma le Ferrari vincono a man bassa) trasmette un senso di potenza unico, pura cattiveria di un indomabile motore V8 modificato, tanto che Shelby dovrà convincere a più riprese i dirigenti Ford che un simile purosangue è tenuto a bada solo da Ken Miles; un motore con un’ energia dirompente che metterà a dura prova anche tutte le altre componenti della vettura, tanto da richiedere strategie particolari per farle durare durante la corsa.

Infine è impossibile non fare un confronto con un altro bellissimo film sulle corse quale è Rush: entrambi sono a pari merito, anche se devo dire che il ritmo di Le Mans ’66 è ben cadenzato e non mi ha annoiato praticamente mai nonostante la sua durata sia di circa 150 minuti, un’ infinità che spaventa a primo acchito. Complice come già detto un ottimo casting e una ottima caratterizzazione dei personaggi da parte di due professionisti veterani quali Damon e Bale. Un film non solo per gli appassionati di corse (e in sala di fianco a me ce n’era uno che per tutto il film ha riso di gusto e si è emozionato per tutta la durata), ma per tutti perché tocca varie tematiche in modo efficace come l’amicizia, il rapporto tra padre e figlio e la voglia di prendere a calci un bestione grande più del doppio di te, ma anche il tema del riscatto e del bisogno di velocità, quello genuino e sportivo, senza la tamarraggine a cui ci hanno abituato alcuni veloci e furiosi. Per me assolutamente sul podio dei migliori film di quest’anno, anzi potrebbe anche scalzare qualche solito ignoto colosso cinematografico.

Doc Brown

Voto di Crisididentita: 4 Batman e Jason Bourne VS Ferrari su 5
Voto di Doc Brown: 4 freni incendiati su 5
Voto di Snake Plissken: 4 sorpassi a sportellate su 5
Voto di Sirius Black: 4 piloti che vebono tè su 5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com