Downton Abbey

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 27-10-2019 alle 15:57

Downton Abbey (2019, UK, 122min.)
Regia: Michael Engler
Sceneggiatura: Julian Fellowes
Cast: Hugh Bonneville (Robert Crawley, Conte di Grantham), Michelle Dockery (Lady Mary Talbot), Elizabeth McGovern (Cora Crowley), Laura Carmichael (Edith Pelham, Marchesa di Hexam), Allen Leech (Tom Branson), Joanne Froggatt (Anna Bates), Maggie Smith  (Lady Violet), Robert James-Collier  (Thomas Barrow), Phyllis Logan (Elsie Hughes/Carson), Jim Carter  (Charles Carson), Sophie McShera (Daisy Mason), Brendan Coyle  (John Bates), Penelope Wilton (Isobel Merton), Lesley Nicol (Mrs Patmore), Kevin Doyle (Mr. Molesley), Michael Fox  (Andy Parker), Imelda Staunton  (Lady Maud Bagshaw), Raquel Cassidy (Phyllis Baxter), Geraldine James (Regina Mary), Simon Jones (Re Giorgio V), Douglas Reith (Lord Merton), Harry Hadden-Paton (Bertie Pelham, Marchese di Hexam), Tuppence Middleton (Lucy Smith), Kate Phillips (Principessa Mary), Matthew Goode  (Henry Talbot), Max Brown (Richard Ellis), Mark Addy  (Mr. Bakewell), David Haig (Mr. Wilson), Stephen Campbell Moore (Maggiore Chetwode)
Genere: drammatico, storico

Trama: 1927 – A Downton Abbey viene recapitata una lettera riportante il sigillo reale: il Re e la Regina, durante un tour nello Yorkshire, soggiorneranno per una notte presso la famiglia Crawley. La notizia causa subito scompiglio e agitazione, soprattutto tra la servitù, che dovrà dividere i propri spazi e compiti con il nutrito e particolarmente invadente staff delle loro maestà. Per un compito tanto importante servono i rinforzi, così Lady Mary richiama temporaneamente in servizio il neo pensionato Signor Carson, che non se lo fa ripetere due volte.

E’ bellissimo tornare a Downton dopo qualche anno, in cui ovviamente noi fans non ci siamo fatti mancare più di un rewatch delle sei stagioni televisive, trasmesse per diverso tempo su Netflix (al momento su Amazon Prime Video). Ad accoglierci ci sono le familiari note al pianoforte che ci hanno sempre accompagnati nel corso degli episodi, il postino che spesso avevamo visto raggiungere il palazzo di Downton (nella realtà il castello di Highclare) lungo il viale di ingresso a bordo della sua bici è ora munito di motocicletta, ma all’interno troviamo tutto più o meno come lo avevamo lasciato: la signora Patmore e Daisy governano la cucina, Barrow è diventato il maggiordomo capo, senza perdere del tutto il suo carattere tagliente, mentre al piano di sopra Lady Mary continua a governare la tenuta, mentre il marito Henry e Tom Branson gestiscono il negozio di automobili in paese .

La storia è ambientata circa un anno dopo la fine della serie tv, anche se nella realtà sono passati quattro anni, e questa piccola discrepanza di nota leggermente dal fatto che i bambini, interpretati dagli stessi piccoli attori, sono ovviamente un po’ più cresciuti del dovuto. Il folto cast è, dunque, quello originale che tutti amiamo, reso ancor più numeroso dalle new entry che appaiono appositamente per la storia in questione.

La prima novità è Lady Maud Bagshaw, una cugina dei Crawley con cui Lady Violet ha qualche conto in sospeso, nonché dama di compagnia della Regina Mary, che accompagna in questo viaggio. Interpretata dalla bravissima Imelda Staunton, conosciuta ai più per il terribile ruolo di Dolores Umbridge nei film di Harry Potter è, nella vita reale, la moglie di Jim Carter, ovvero il signor Carson, il mitico maggiordomo di Downton.

I veri reali inglesi e, a sinistra, gli attori che li intepretano nel film

Siccome a noi piace tanto fare il gioco del “Quell’attore l’ho già visto da qualche parte”, ecco alcuni degli altri personaggi più o meno misteriosi che intrecciano le loro storie con i protagonisti che già conosciamo e i loro interpreti: Lucy Smith, cameriera di Lady Bagshaw, interpretata da Tuppence Middleton (conosciuta per la serie Netflix “Sens8” e vista in film come “Edison – L’uomo che illuminò il mondo” e “The imitation game”); il maggiore Chetwode interpretato da Stephen Campbell Moore (“L’ultimo dei Templari”, “Johnny English – la rinascita”); Richard Ellis, uno dei valletti personali di Re Giorgio V, intepretato da Max Brown (interprete della serie TV su una fittizia famiglia reale inglese dai toni parecchio trash, “The Royals”); il signor Bakewell, propritario del negozio di alimentari del paese, che da sempre rifornisce la cucina della signora Patmore, intepretato da Mark Addy (Re Robert Baratheon di “Game of Thrones”, lo squattrinato spogliarellista di “Full Monty”, Fra Tuck nel “Robin Hood” di Ridley Scott); Mr. Wilson, il prepotente maggiordomo del Re, intepretato da David Haig (“Quattro matrimoni e un funerale”, “Two weeks notice”, la serie TV “Killing Eve”).

Ovviamente in un film di due ore non potevano esserci proprio tutti, e non tutti potevano avere la stessa visibilità, anche se si è cercato di dare spazio a molte storyline, alcune rimaste in sospeso dalla fine della serie, altre del tutto nuove. I principali assenti sono la cugina Lady Rose (intepretata da Lily James) e il marito Atticus Aldridge, che ormai vivono in America, mentre Matthew Goode, ovvero Henry Talbot il marito di Mary, rimane relegato ad un ruolo piuttosto marginale.

Questo film è al 100% fatto per i fan della serie, dal momento che è un vero e proprio seguito, nato dalle sapienti mani del creatore Julian Fellowes; se qualcuno fosse incuriosito ad andarlo a vedere è liberissimo di farlo, ma ben conscio che alle spalle ci sono 6 stagioni, per un totale di 52 episodi da circa 50 minuti l’uno. E’ come andare a leggere l’epilogo di Harry Potter e i Doni della Morte, senza aver letto i sette libri precedenti, personalmente non mi sento di consigliarlo. L’unico piccolo difetto che ho trovato, ma di cui a me importa veramente poco e niente, è che i risvolti della trama sono un po’ prevedibili, soprattutto conoscendo molto bene i personaggi e lo svolgimento delle loro storie passate. Non ci sono dei veri e propri colpi scena bomba, tutto viene intuito con un certo anticipo.
In trepidante attesa che esca l’homevideo o lo mettano su qualche piattaforma streaming, auguro a tutti i fans che ancora devono andare al cinema, una buona visione.

Voto di Crisididentita: 5 frecciate di Lady Violet su 5
Voto della mamma di Snake Plissken: 5 visite reali su 5
Voto della moglie di Check: 4 castelli dello Yorkshire su 5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com