Joker

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 08-10-2019 alle 22:04

Joker (USA, 2019, 123min.)
Regia: Todd Phillips
Sceneggiatura: Todd PhillipsScott Silver
Cast:  Joaquin Phoenix (Arthur Fleck/Joker), Robert De Niro (Murray Franklin), Frances Conroy (Penny Fleck), Zazie Beetz (Sophie Dumond), Brett Cullen  (Thomas Wayne)
Genere: Drammatico, Thriller, Poliziesco, “Vieni a Gotham City, vedrai che bello, ci divertiremo da matti…”, Una risata vi seppellirà…o vi farà seppellire.

Trama: Arthur Fleck è un uomo mentalmente instabile ed alienato: soffre di un raro disturbo che gli provoca attacchi di risate soprattutto in momenti di tensione, è seguito da assistenza sociale psichiatrica e prende molte medicine per tenere sotto controllo il suo umore. Vive con l’anziana madre Penny e a stento sbarca il lunario come clown, ma il suo sogno è diventare un comico ed apparire nel programma televisivo del celebre cabarettista Murray Franklin. Sbeffeggiato dalla gente comune, in una città sempre più in preda al degrado e alla disuguaglianza sociale, alimentata dal rampante miliardario Thomas Wayne pronto a candidarsi sindaco, Arthur vedrà messa a dura prova la sua sanità mentale, convincendosi pian piano di non voler più sopportare le ingiustizie e le angherie che finora è stato costretto a subire.

La spirale discendente verso l’abisso di una persona profondamente malata, lasciata sola dai colleghi, senza amici se non un’ambigua madre, e totalmente abbandonata dalle istituzioni. Questo è il Joker di Todd Phillips. Il film in questione non ha nulla di fumettistico, anzi, di azione ce n’è quasi zero, ma è bene che sia così. Questa pellicola invece non è altro che un’aspra denuncia verso l’indifferenza e l’ostilità nei confronti delle persone problematiche e fragili, in una società che deride ciò che non conosce, cercando così di nascondere le proprie reali paure. Gotham City non è mai stata così vera, una metropoli che ti succhia e ti sputa fuori con noncuranza, carica di rabbia repressa e pronta ad esplodere come una bomba.
Joker è il vostro vicino di casa, quello un po’ strano che guardate con sospetto, che inquieta un po’ quando lo vedete in giro, e che ad un certo punto ne ha abbastanza e inizia a giocare alla roulette russa con le sue medicine. E infine se la prende con chi lo deride e chi approfitta delle sue debolezze. La sua amarezza è anche la nostra e quindi tremendamente attuale. Tutta questa infelicità e frustrazione, nascoste da una faccia sorridente e una risata beffarda, portano Arthur ad avere una diversa percezione di sé e degli altri, fino ad un’inevitabile e sinistra catarsi.
Joaquin Phoenix è magnetico, istrionico, la sua mimica è strepitosa e quando parte a ridere istericamente dapprima diverte, poi crea disagio e infine infastidisce, penetrandoti nelle ossa. Semplicemente perfetto, che arrivi o meno l’Oscar il suo personaggio è magistrale. Nemmeno un De Niro in grande spolvero lo scalfisce.
Nota di merito anche all’eccellente montaggio, parti immaginate si sovrappongono alla realtà e alla fine si ha più di un dubbio su ciò che è vero di quello che si è visto.
Poco importa che il legame con Batman sia poco evidenziato, tantomeno quel paio di scene forse un po’ forzate che servono a ad accelerare il raggiungimento dell’apice narrativo, questo film ve lo ricorderete eccome. Disturbante e ansiogeno, è un Joker introspettivo ma che non annoia mai, sei con lui dall’inizio alla fine e te lo fai amico. Perché in fondo, ciò che compie può essere concepito, immaginato da tutti e persino approvato, in cuor nostro.
Lunga vita a Joker, lunga vita ai cattivi. Poiché alla fine non sono così diversi dai buoni. Anzi, spesso la linea di confine è così invisibile che possiamo varcarla in qualsiasi momento senza rendercene nemmeno conto.

Eric Draven

Quando annunciarono che avrebbero fatto questo film, sbuffai un po’ pensando che eravamo reduci da un turbinio di varie pellicole su Batman e compagnia bella, prodotti di variegate provenienze; che per quanto “Il Cavaliere Oscuro” di Nolan avesse ormai dieci anni, sembrava troppo presto per una ennesima versione del Joker, soprattutto dopo Jared Leto; mettiamoci poi che nel 2000 Joaquin Phoenix aveva interpretato uno dei personaggi più tremendi e detestabili della storia del cinema, Commodo(r 64) ne “Il Gladiatore”, marchiando a fuoco il mio feeling nei suoi confronti. Insomma, pessime premesse e svariati “Non intendo andarlo a vedere” dopo, il film sbarca alla mostra del cinema di Venezia, cominciano a scorrere fiumi di elogi ovunque, è un film che va assolutamente visto, Phoenix è magistrale, insomma se non lo vedi peggio per te, senza dimenticare che un certo adagio recita “Un film, prima di essere giudicato, va visto”,  quindi eccomi qui a parlarne dopo la visione.
Il Joker mi ha sempre inquietata sin da piccola, prima con la serie tv, poi con Jack Nicholson. Qui però parliamo di un film in cui il protagonista è un uomo qualunque, vittima della società e maltrattato in tutti i modi possibili. Il film è tutto su Arthur e, per quanto sia effettivamente la genesi del famigerato Joker, nemesi di Batman, assassino seriale pazzo e senza scrupoli (anche se qui qualche scrupolo forse c’è), è soprattutto l’evoluzione di un essere umano.  Nella seconda parte del film, al culmine di un’infinita sequela di ingiustizie, il protagonista prende in mano la sua vita, anche se lo fa nel modo peggiore e, dopo aver sofferto ed empatizzato con lui per tutto il film, lo vediamo lasciarsi abbracciare del tutto dal suo lato oscuro, disegnandosi sul viso un sorriso finalmente reale, sporcato col suo stesso sangue, consacrandosi come simbolo di rivalsa dei reietti sui potenti.
Chi conosce un po’ il mondo di Batman, saprà che Gotham City è notoriamente un crogiuolo di criminalità, corruzione, profonda distinzione e discriminazione sociale e, come già spiegato, mai come in questo film i problemi sono tanto vicini alla nostra realtà. In merito a Joaquin Phoenix, durante il film ero talmente concentrata su di lui e sul suo personaggio da non notare neanche uno dei, a quanto pare numerosissimi, topi che giravano per le strade di Gotham tutto il tempo.
In conclusione è un film che sicuramente merita di esser visto, che siate fan di Batman oppure no non fa alcuna differenza.

Crisididentita

Riferimenti e “Easter Egg” presenti nel film.

– Spoiler Alert!!! – 

– Il logo Warner Brothers stile anni ’80 ci dà un’idea di quando il film è ambientato. Cosa tra l’altro rinforzata dalla presenza di “Zorro The Gay Blade” e “Excalibur”. Da notare l’assenza della intro DC.

– La psicologa con cui parla Arthur si chiama Debra Kane, in omaggio a Bob Kane co-creatore di Batman. Inoltre una Debra Kane, sempre dei servizi sociali, era apparsa in un romanzo su Batman del 1995.

– C’è un cartello durante le proteste con scritto “Killing Joke” come il famoso fumetto, in cui Joker era un apirante comico.

– C’è anche una via Jerome Avenue, riferimento a Jerome Valeska, il Joker della serie TV Gotham.

– In un fumetto che espande la storia del Joker interpretato da Jack Nicholson, Jack Napier è un aspirante comico che prende appeunti su un quaderno come fa Arthur Fleck.

– Gli Wayne vengono uccisi in Cryme Alley come nel fumetto, nel fumetto erano andati a vedere “The Mark of Zorro” (1940) qui aggiornato con “Zorro The Gay Blade” (1981). In Batman vs Superman gli Wayne escono dal cinema dove davano “The Mark of Zorro” e, guarda caso, “Excalibur”. Anche qui c’è anche la scena in cui la collana di perle viene strappata dal collo della madre di Bruce, così come nel suddetto Batman VS Superman, in Batman di Tim Burton e in Batman Begins di Nolan.

– Il parallelo tra Taxi Driver e questa pellicola è abbastanza evidente in diverse scene.

– Nel film è presente “Tempi moderni” di Charlie Chaplin, film che, in maniera comica, mostra la realtà sociale durante la Grande Depressione americana. Similmente Gotham sta passando un pessimo periodo.

–  Il bacio dato da Arthur alla signora quando entra in studio da Murray Franklin è  una forte citazione del fumetto “Il ritorno del Cavaliere Oscuro”, mentre il titolo del programma (“Live! with Murray Franklin”) è scritto con lo stesso font della serie “Batman: The Animated Series”.

– Per l’aspetto fisico di questo Joker, trucco da clown e abbigliamento vistoso, si è preso parecchio spunto da quelli che lo hanno preceduto, soprattutto dalla serie tv degli anni ’60 e da Heath Ledger.

– Fine Spoiler –

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“Le frasi più famose di Joker”

 

Voto di Eric Draven: 4 risate isteriche su 5
Voto di Snake Plissken: 4 non dimenticarti di sorridere su 5
Voto di Doc Brown: 4 toc toc! su 5
Voto di Crisididentita: 4 that’s life su 5
Voto di Sorbetto al limone: 4 Io non sono tuo padre su 5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com