C’Era Una Volta a… Hollywood

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 30-09-2019 alle 12:23

Once Upon a Time… in Hollywood (2019 | Stati Uniti/Regno Unito/Cina | 161 minuti)
Leonardo DiCaprio (Rick Dalton), Brad Pitt (Cliff Booth), Margot Robbie (Sharon Tate), Emile Hirsch (Jay Sebring), Timothy Olyphant (James Stacy), Dakota Fanning (Squeaky Fromme), Bruce Dern (George Spahn), Luke Perry (Wayne Maunder), Damian Lewis (Steve McQueen), Al Pacino (Marvin Schwarz), Kurt Russell (Randy), Zoë Bell (Janet), Michael Madsen (Sceriffo Hackett), Margaret Qualley (Pussycat)
Sceneggiatura & Regia: Quentin Tarantino
Genere: Drammatico | Tarantino

Los Angeles, 1969. Rick Dalton è un attore famoso per la sua parte nella serie televisiva Bounty Law, dove interpreta Jake Cahill. Ora però è un po’ di tempo che è fermo, incastrato nel ruolo di cattivo in altre serie tv, ed è alquanto frustrante per un attore di Hollywood. L’era cinematografica sta cambiando e i produttori vogliono qualcosa di nuovo. Una di queste novità è il vicino di casa di Dalton, un tale di nome Roman Polanski, bizzarro regista europeo divenuto famoso per Rosemary’s Baby. Il regista si è portato anche la splendida compagna Sharon Tate. In tutto questo Rick si sempre più schiacciato, il suo produttore gli offre dei lavori in Italia per la regia di Sergio Corbucci, ma lui non la prende bene. E beve tanto. Per fortuna ha la sua controfigura Cliff Booth, tuttofare ed amico che non lo aiuta solo per le scene pericolose, ma anche nella vita di tutti i giorni.

Once upon a time… in Hollywood ci fa vedere la vita di un attore e del suo stuntdouble nella Hollywood fatta di luci colorate, poster giganti, feste alla Playboy Mansion. Ma vediamo anche i Freakettoni, l’amore libero e l’LSD. E’ una pellicola nostalgica con i suoi continui riferimenti al cinema dell’epoca, e rimpiange la povera Sharon Tate perfettamente interpretata dalla splendida Margot Robbie. Parlando di bellezze, come non citare Margaret Qualley. Io quella me la ricordavo.

Come concludere. E’ Tarantino, ma è invecchiato; gli interessa più l’insight e il citazionismo. Io lo amavo per i film più chiassoni e violenti, quindi in pratica di questo film mi è piaciuto il finale.
Il resto ci sta tutto, ma è veramente lungo, e spesso da l’idea di essere lungo senza averne un bisogno reale, ma i critici lo acclameranno.

 

 

Voto di Snake Plissken: 2 Bruce Lee non era un ebete su 5

 

Informazioni su Snake Plissken

Snake Plissken

Membro fondatore di FinalCiak. Se vostra figlia è stata rapita da Cuervo Jones, potete scrivermi a snakeplissken@finalciak.com non lamentatevi se dopo scrivo 666 su un tastierino numerico. Adoro le sigarette American Spirit.