Pet Sematary

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 20-05-2019 alle 10:59

Pet Sematary (USA | 101 min)

Regista:  Kevin Kölsch, Dennis Widmyer;
Sceneggiatura:  Stephen King (romanzo), Matt Greenberg, Jeff Buhler;
Cast: Jason Clarke (Louis Creed), Amy Seimetz (Rachel Creed), John Lithgow (Jud), Jeté Laurence (Ellie Creed), Hugo Lavoie (Gage Creed), Obssa Ahmed (Victor Pascow), Alyssa Brooke Levine (Zelda).
Genere: Horror | Mistero | Thriller | Stephenking

Buon spavento a tutti amici finalciaker. Non è passato molto da quando un film horror ispirato dal genio di Stefano Re è stato portato al cinema, e Pet Sematary si aggiunge alla lista. Come dai precedenti post saprete che questo è il remake di Cimitero Vivente, del 1989 e si va ad aggiungere alla lista di remake che tentano di rilanciare delle piccole perle letterarie e cinematografiche. Basti pensare al più recente IT (che a breve vedremo al cinema con la seconda parte).

Detto questo è ovvio pensare che la pellicola per nulla si discosta dal film originale:
La famiglia Creed si trasferisce, accade il lutto in famiglia ed il padre vuole riportare il defunto in vita generando il panico e l’assoluta devastazione  (se volete saperne di più vi rimando al link).

In realtà esistono alcune piccole differenze che di poco variano nella sostanza del film, ma non vi dirò quali sono per evitare spoiler. Tutto il prodotto è stato poi confezionato con le tecniche registiche attuali da coinvolgere sempre di più lo spettatore e rendere più realismo al prodotto.

Considerazioni:

Quando si tratta di portare un romanzo sul grande schermo non è mai semplice, e quando si tenta di fare un remake di un vecchio film si trovano sempre difficoltà nella visione. Entrambe le situazioni possono far storcere il naso perché si vanno ad affrontare cambiamenti che si discostano dal prodotto iniziale. Cambiamenti che servono a migliorare la fruizione o addirittura rendere più originale possibile la pellicola (come invece non viene fatto dalla Disney proponendo gli stessi film di animazione).

Pet Sematary è un degno lavoro, che riprende l’atmosfera dei romanzi di Kinge ne amplifica sin dall’inizio i momenti di ansia e suspance. In alcuni momenti la trama di Cimitero Vivente 1 e 2 si fonde per generare novità interessanti. Molte scene sono state riportate al cinema con una maggiore cura dell’horror, come nella morte di Victor, ma si poteva osare ancora di più con la rappresentazione della sorella Zelda.

Nonostante ciò il contributo di Zelda ha regalato elevati momenti di tensione e terrore, come l’intelligente (se pur fastidiosa) presenza del gatto. Di per sé i suoni e le allucinazioni sono così potenti che non si capisce quando la scena è reale e quando no, generando vera confusione nell’insieme. Così cresce ansia.

Detto ciò Pet Sematary rappresenta un bel film che riguarderò volentieri, sapendo però che c’è sempre un’altra pellicola meno dettagliata ma più impressionante e con qualche morto differente.

P.S.: Stephen King che non ha amato il suo stesso film dell’89, e da lui sceneggiato, si è detto estasiato con l’ultima pellicola… La coerenza!!

Voto Batfiz: 3 “Papino” su 5

 

 

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