Captain Marvel

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 11-03-2019 alle 15:01

Captain Marvel (USA, 2019, 124′)
Regia: Anna Boden, Ryan Fleck
Autori: Anna Boden, Ryan Fleck, Geneva Robertson-Dworet
Cast: Brie Larson  (Carol Danvers/Vers/Captain Marvel), Samuel L. Jackson  (Nick Fury), Jude Law  (Yon-Rogg), Ben Mendelsohn  (Talos/Keller),  Annette Bening (Suprema Intelligenza/Dr. Wendy Lawson), Djimon Hounsou  (Korath), Lashana Lynch  (Maria Rambeau), Clark Gregg  (Agente Coulson), Lee Pace  (Ronan)
Genere: azione, fantascienza, avventura, marvelcinematicuniverse
Due scene dopo i titoli di coda.

Trama: Ad Hala, capitale dell’impero Kree, Vers (Bree Larson) fa parte della Starforce, una potente squadra di nobili guerrieri capitanati dal suo mentore e comandante Yon-Rogg (Jude Law). Vers non ricorda nulla del suo passato, ma come gli rammenta la Suprema Intelligenza, leader dei Kree, loro l’hanno dotata di incredibili poteri e per questo deve servire il suo popolo. Durante una missione della Starforce, vengono attaccati da degli Skrull, alieni mutaforma in perenne guerra coi Kree, che rapiscono Vers. Quest’ultima viene sottoposta da Talos a un interrogatorio mentale, nel tentativo di localizzare un motore a velocità della luce nascosto su un pianeta, di vitale importanza per gli Skrull. Oltre a questo viene rivelato parte del passato di Vers, la quale si sveglia e, dopo una battaglia, precipita nel pianeta dove è presente il motore che cercano gli Skrull: la Terra, nel 1995.
(Wikipedia)

Dopo essere sfuggita agli Skrull, Vers precipita dal cielo, atterra dentro un Blockbuster e, da quel momento l’azione si sposta sulla Terra. Siamo nel 1995, dicevamo, e facciamo presto conoscenza con i giovani Nick Fury (con entrambi gli occhi) e Phil Coulson (che è ancora un novellino!) alle prese con uno S.H.I.E.L.D. alle prime armi.  Per buona parte della pellicola Vers dovrà fare i conti con la propria identità è con una serie di ricordi del suo passato terrestre. Questi ultimi sono la chiave per sbloccare l’immenso potere racchiuso nella sua persona e per mettere la parola fine ad una guerra durata fin troppo.

Più in alto, più veloce, più lontano.
Captain Marvel non è di certo uno dei personaggi Marvel più amati o conosciuti, ma nella sua ultima incarnazione Carol Danvers (Ex Miss Marvel) è sicuramente tra i più forti. La sua potenza è esagerata, soprattutto dopo un certo evento, ma Carol combatte sempre limitandosi, quasi per non mostrarci la sua immensa portata. Rimane comunque tra i più potenti personaggi che abbiamo visto, a livello di Thor con Stormbreaker o Scarlet Witch quando si impegna.

Girl Power.
Anche se non a livello di Wonder Woman, la pellicola dimostra quanto le donne non hanno nulla da invidiare agli uomini, pilotano caccia, creano nuove tecnologie, prendono decisioni importanti, e sono delle super-eroine con i controfiocchi.

Anni ’90.
L’ambientazione appare credibile. Impressionante la quantità di chicche all’interno del Blockbuster. Molti richiami al Grunge, immancabili le cabine telefoniche. Nota negativa la battuta sul Wi-Fi, visto che lo stesso è stato introdotto nel 1997.

Goose il gatto.
Ho sempre saputo che Nick Fury era un grande. Infatti è un gattaro come il sottoscritto. Certo questa è una gatta dalle mille sfaccettature e porta buona parte delle gag in scena. SPOILER L’ultima scena dopo i titoli di coda è, non a caso, dedicata a lei.

Fun Fact:
Goose è una strizzata d’occhio a Top Gun, mentre il nome originale del gatto nel fumetto è Chewie, direttamente dal nostro tappeto ambulante preferito, il possente Wookie Chewbacca.

Dov’è Stan Lee?
All’inizio del film, nella classica intro che va a formare la scritta Marvel, abbiamo tutti i suoi camei. Notevole. Lo ritroviamo all’interno del film come passeggero del treno intento a leggere un copione e si scambia un dolcissimo sorriso con Carol. Per i più è una scena come un’altra, in realtà però nasconde un significato molto sentimentale:

“[…] L’occhio attento avrà notato la scritta sulle pagine che Stan sta leggendo, si tratta di un copione cinematografico, nello specifico quello di Mallrats, uscito da noi con il titolo di Generazione X. Si tratta del secondo film da regista di Kevin Smith, in cui Lee fa un lungo cameo insieme a Jason Lee, che nel film interpreta Brodie. A questo va anche ricordato che Generazione X è un film del 1995, anno in cui è ambientato Captain Marvel.  Alla luce di tutte queste informazioni, possiamo affermare, con un giusto grado di certezza, che nel film con Brie Larson non solo Lee fa un cameo (apparentemente molto semplice), ma che in quel cameo Stan Lee interpreta se stesso, il se stesso del 1995 che studiava il copione di Smith per partecipare al film e girare il lungo cameo […]”
(fonte: Cinefilos.it)

Ci manchi Stan.

Scene dopo i titoli. SPOILERRRRRRR!!!!!
Oltre alla sopra accennata scena del gatto, dopo i titoli ne abbiamo un’altra dove vediamo Vedova Nera, Bruce Banner, Steve Rogers, James Rhodes davanti al segnalatore che aveva usato Nick Fury alla fine di Infinity War (e che riportava il simbolo di Captain Marvel), che dopo aver lampeggiato da allora, si spegne. Neanche il tempo di domandarsi il motivo ed ecco spuntare Carol “Captain Marvel” Danvers alle loro spalle, chiedendo loro dove sia Fury. Oltre a queste sottolineo anche una scena sul finale del film, che rimanda ai primi film della Marvel (gli Iron Man), con Fury che decide di dare vita al progetto Avengers e, in sottofondo, parte il tema classico che tanto amiamo.

Snake Plissken

Confesso di non aver atteso questo film con grande impazienza, probabilmente perché non conoscevo minimamente il personaggio di Captain Marvel, ma ne sono rimasta molto soddisfatta. E’ sicuramente il primo film dell’MCU con una protagonista femminile, che è anche un personaggio davvero notevole e ben costruito. Fino ad ora avevamo solo donne co-primarie, prima fra tutte la Vedova Nera, il cui film dedicato è in costruzione, dopo ben undici anni dal primo Iron Man e ben ventuno pellicole. Persino The Wasp, seppur nel titolo, è stata rilegata e co-protagonista nel seguito di Ant-Man. Finalmente, quindi, ecco una vera super eroina che si prende tutto lo schermo. Man mano che il film andava avanti cresceva in me il pensiero di quanto, nonostante sia affezionatissima alla Wonder Woman della DC e di Gal Gadot, che comunque ha delle differenze di provenienza sostanziali, non c’è niente da fare, la Marvel riesce sempre ad avere una marcia in più.
Il film scorre fluidamente, se non si sono letti i fumetti e si è un po’ tonti come me, i colpi di scena non mancano di certo; Carol Danvers poi è un bel personaggio, ha una forte ironia e in coppia con Nick Fury funziona tantissimo. Merito ovviamente anche di Brie Larson (già apprezzata in Kong: Skull Island) e Samuel L. Jackson che, secondo me, si son divertiti un sacco a lavorare insieme. Manca solo poco più di un mese ad Avengers: Endgame e non vedo l’ora!

Nota di merito, dopo le badilate di film anni ’80, finalmente per un film ambientato negli anni ’90, che ci riporta all’adolescenza anche grazie a perle come i videonoleggi di vhs, i telefoni a gettoni, i flipper e il grunge. Le canzoni inserite nel film mi hanno davvero fatta tornare adolescente, e tra queste annovero:
Waterfalls (TLC) (1994)
Celebrity Skin (HOLE) anche se è del ’98
Just a Girl (NO DOUBT) (1995)
Whatta Man (EN VOGUE & SALT-N-PEPA) (1994)
Come As You Are (NIRVANA) (1991)

Crisididentita

Voto di Snake Plissken: 3 “Volevo vedere esplodere più roba” su 5
Voto di Crisididentita: 3 Cartonati di True Lies distrutti su 5
Voto di DocBrown: 3 Tocsoplasmosi su 5
Voto di Bat-Fiz: 3 Errori di doppiaggio su 5
Voto di Axel Foley: 3 Flerken su 5
Voto di Drugo Letowski: 3 Blockbuster su 5

 

Informazioni su Snake Plissken

Snake Plissken

Membro fondatore di FinalCiak. Se vostra figlia è stata rapita da Cuervo Jones, potete scrivermi a snakeplissken@finalciak.com non lamentatevi se dopo scrivo 666 su un tastierino numerico. Adoro le sigarette American Spirit.