BlacKkKlansman

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 01-02-2019 alle 19:33

BlacKkKlansman (USA/2018/135′)
Regia: Spike Lee
Sceneggiatura:  Charlie Wachtel David Rabinowitz Kevin Willmott Spike Lee
Cast:  John David Washington (Ron Stallworth),  Adam Driver (Flip Zimmerman),  Robert John Burke (Capo Bridges),  Michael Buscemi (Jimmy Creek),  Ken Garito (Sergente Trapp),  Laura Harrier (Patrice Dumas),  Corey Hawkins  (Kwame Ture), Ryan Eggold  (Walter Breachway),  Jasper Pääkkönen  (Felix Kendrickson),  Topher Grace (David Duke),  Alec Baldwin  (Dr. Kennebrew Beauregard)
Genere: biografico, commedia, drammatico, thriller, giallo, poliziesco

Trama: All’inizio degli anni settanta, Ron Stallworth è il primo afroamericano a diventare poliziotto a Colorado Springs. Inizialmente viene assegnato all’archivio, dove deve affrontare il razzismo dei suoi colleghi. Richiede un trasferimento per essere un agente sotto copertura e viene inviato a infiltrarsi durante un comizio sui diritti civili dei neri e, poco dopo, al dipartimento di intelligence. Mentre legge il giornale locale, nota un annuncio di reclutamento del Ku Klux Klan. Decide di chiamare il numero fingendosi un uomo bianco e parla con Walter Breachway, presidente del cantone di Colorado. Ron si fa aiutare dal suo collega Flip Zimmerman che, essendo bianco, lo impersona per incontrare i membri del Ku Klux Klan di persona. I due poliziotti continuano a coltivare l’amicizia con il cantone locale, arrivando a conoscere David Duke, Gran maestro e presidente nazionale del Ku Klux Klan, con cui instaurano un rapporto di fiducia.

La tessera del Klux Klux Klan vale per gli sconti di Pittarosso?

Impressioni: Visti i tempi che corrono e la gente che parla e pubblica post a vanvera, tanto vale riderci su. Spike Lee affronta il problema della segregazione raziale e dell’odio con questo film dai toni da commedia ‘nera’. Per quanto possa sembrare una presa in giro, la storia di questi due poliziotti sotto copertura, uno ebreo (Adam Driver) e l’altro di colore (John David Washington) che si infiltrano nel KKK per fare un rapporto sulla pesante situazione sociale di Colorado Spring all’inizio degli anni’70, quel che sorprende di più è che i fatti sono realmente accaduti e basati sul libro del vero Ron Stallworth. Il lavoro di Lee impressiona in particolare perché lo spettatore, incredulo davanti a questi sciocchi bifolchi razzisti figli di quei bontemponi dei nazisti dell’Illiois visti in quel capolavoro di Landis che è The Blues Brothers. Ci si diverte nelle situazioni paradossali in cui Ron riesce a cacciarsi, come iscriversi al telefono al KKK, riuscendo a fregare anche il suo mega direttore galattico (che si vantava di saper riconoscere un ‘negro’ anche al telefono) e allo stesso tempo si rimane colpiti dalla quantità di odio e di stupidità che certi soggetti emanano. Per quanto poi potessero sembrare quasi innoqui agli occhi della polizia (‘solo gentaglia che ogni tanto brucia qualche croce, che volete che sia’), questi avevano una organizzazione ben oliata, con i loro capi al vertice della politica e con diversi simpatizzanti anche nella polizia.

Mi piace questa vostra festa della Pantera Nera!

Storia vecchia di tempi andati quindi, ma è proprio nel finale che il film raggiunge lo scopo e, dopo esserci lasciati dietro quei colorati anni ’70 senza dimenticare la narrazione del crudele linciaggio di Jesse Washington del 1916, la verità ci viene sbattuta in faccia con immagini odierne di un Trump che parla con parole piene di odio raziale e con filmati sia amatoriali che di cronaca della manifestazione suprematista bianca di Charlotteville del 2008, nella quale ci sono stati diversi feriti e una vittima. Immagini forti che, dopo un film così ben fatto e che strappa qualche risata in barba a quei maledetti incappucciati, colpiscono come un pugno nello stomaco, specie se pensiamo anche all’attuale clima politico del nostro Belpaese.

Wakanda Forever!

Conclusioni: Spike Lee confezione un altro film di denuncia stavolta molto più divertente e avvincente, ma che comunque lascia il segno.

Doc Brown

Tracklist (non presente nella colonna sonora originale in vendita):

1. Oh Happy Day – The Edwin Hawkins Singers
2. Say It Loud, I’m Black and Proud – James Brown And Alfred Ellis
3. We Are Gonna Be Ok – Dan Whitener
4. Ball of Confusion – The Temptations
5. To Late to Turn Back Now – Cornelius Brothers & Sister Rose
6. Freedom Ride – R.J. Phillips Band
7. Brandy (You’re a Fine Girl) – Looking Glass
8. Lion Eyes – Beth // James
9. Lucky Man – Emerson, Lake & Palmer
10. Mary Don’t You Weep – Prince

Riconoscimenti:

  • 2019 – Premio Oscar
    • Candidatura per il miglior film
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
    • Candidatura per la miglior sceneggiatura non originale a Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel, Kevin Willmott
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista ad Adam Driver
    • Candidatura per il miglior montaggio a Barry Alexander Brown
    • Candidatura per la miglior colonna sonora a Terence Blanchard
  • 2019 – Golden Globe
    • Candidatura per il miglior film drammatico
    • Candidatura per il miglior attore in un film drammatico a John David Washington
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista ad Adam Driver
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
  • 2018 – American Film Institute
    • Migliori dieci film dell’anno
  • 2018 – Festival di Cannes
    • Grand Prix Speciale della Giuria
    • In concorso per la Palma d’oro
  • 2018 – Gotham Independent Film Awards
    • Candidatura per il miglior attore ad Adam Driver
  • 2018 – People’s Choice Awards
    • Candidatura per il film drammatico preferito dal pubblico
    • Candidatura per la miglior star drammatica preferita dal pubblico a John David Washington
  • 2019 – AACTA International Awards
    • Candidatura per il miglior film
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
    • Candidatura per la miglior sceneggiatura a Spike Lee
  • 2019 – British Academy Film Awards
    • Candidatura per il miglior film
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
    • Migliore sceneggiatura non originale a Spike Lee
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista ad Adam Driver
    • Candidatura per la migliore colonna sonora a Terence Blanchard
  • 2019 – Critics’ Choice Awards
    • Candidatura per il miglior film
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista ad Adam Driver
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
    • Candidatura per la miglior sceneggiatura non originale a Spike Lee
  • 2019 – Directors Guild of America Award
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
  • 2019 – Eddie Awards
    • Candidatura per il miglior montaggio in un film drammatico a Barry Alexander Brown
  • 2019 – Independent Spirit Awards
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista a Adam Driver
  • 2019 – Producers Guild of America Awards
    • Candidatura per il Darryl F. Zanuck Award al miglior film a Sean McKittrick, Jason Blum, Raymond Mansfield, Jordan Peele, Spike Lee
  • 2019 – Satellite Awards
    • Miglior film indipendente
    • Candidatura per il miglior attore in un film commedia o musicale a John David Washington
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista a Adam Driver
    • Candidatura per il miglior regista a Spike Lee
    • Candidatura per la miglior sceneggiatura non originale a Spike Lee, David Rabinowitz, Kevin Wilmott e Charlie Wachtel
    • Candidatura per la miglior colonna sonora originale a Terence Blanchard
    • Candidatura per il miglior montaggio a Barry Alexander Brown
  • 2019 – Screen Actors Guild Award
    • Candidatura per il miglior attore protagonista a John David Washington
    • Candidatura per il miglior attore non protagonista ad Adam Driver
    • Candidatura per il miglior cast cinematografico
  • 2019 – Writers Guild of America Award
    • Candidatura per la miglior sceneggiatura non originale a Spike Lee, David Rabinowitz, Kevin Wilmott e Charlie Wachtel

 

Voto di Crisididentita: 4 pettinature afro su 5
Voto di Doc Brown: 4 Boom Shakalaka! su 5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com