Spider-Man: Un nuovo universo

Categorie: Animazione, Film, Recensione

Pubblicato il 02-01-2019 alle 20:36

Spider-Man: Into the Spider-Verse (USA, 2018, 117min)
Regia: Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman
Sceneggiatura: Phil Lord, Rodney Rothman, Christopher Miller
Casa di produzione: Columbia Pictures, Sony Pictures Animation, Marvel Entertainment
Voci: Tommaso Di Giacomo: Miles Morales, Roisin Nicosia: Gwen Stacy,Alberto Angrisano: Aaron Davis,Stefano Crescentini: Peter B. Parker (Terra 616), Paolo Marchese: Kingpin, Simone Mori: Jefferson Davis, Ilaria Latini: Rio Morales, Pasquale Anselmo: Spider-Man Noir, Daniele De Lisi: Spider-Ham, Emanuele Ruzza: Miguel O’Hara, Angela Brusa: Olivia “Liv” Octavius / Doctor Octopus, Jacopo Venturiero: Peter Parker (Terra 1610), Valentina Favazza: Mary Jane Watson, Olivia Costantini: Peni Parker

 

Parto facendo gli auguri a tutti, seppur con un discreto ritardo temporale e forse anche un po’ mentale.

Questo 2018 è stato un anno molto importante per tutti gli amanti dei cinecomics, ma i fan del Tessiragnatele sono stati decisamente viziati. Ebbene sì, il nuovo film d’animazione targato Sony e diretto dal trittico di registi Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rodhman è finalmente giunto nelle sale. Diverse domande sorgono quindi  spontanee tipo: “Ma il film fa schifo?”,  “Può essere apprezzato sia dai fan che dai comuni mortali?”, “È un film per bambini? Chiedo perché c’è il maialino dei Looney Toones”.
Ecco partiamo con ordine.

La trama riprende in parte il plot del crossover fumettistico del Ragnoverso, nel quale una moltitudine di Spider-Man, provenienti da altre dimensioni, uniscono le forze contro una minaccia comune che, in questa trasposizione, risponde al nome di Wilson Fisk, alias Kingpin .
Anche qui infatti troveremo alcuni dei volti più noti del multiverso ragnesco che andranno a costituire una squadra ben più minuta della controparte cartacea ma, a mio avviso più compatta e organica. In questa avventura avremo infatti al nostro fianco Miles Morales di Terra-1610, nato nel 2011 dalla mente di Brian M. Bendis e dalle matite di Sara Pichelli, il classico ed “immortale” Peter Parker di Terra-616 (non credo servano presentazioni), Spider-Gwen di Terra-65, Spider-Man Noir di Terra-90214, Peni Parker ed il suo robot da combattimento SP//DR di Terra-14512 ed infine Spider-Ham da quel delirio che è Terra-8311.
Finiti i convenevoli direi che si può iniziare a parlare seriamente e senza ulteriori indugi, posso dire che questo film è semplicemente la miglior trasposizione cinematografica del personaggio, nonché uno dei migliori film d’animazione degli ultimi anni.

Bene, la recensione può finire qui. Ci ribecchiamo tra tre anni, bella!
No dai, scherzo!

Il film è visivamente  e stilisticamente stupefacente, ricreando ‘estetica classica del fumetto statunitense (compresi riquadri e baloon) reinventandola grazie alle influenze dell’arte di strada, dei manga/anime e non solo.  Ogni frame del film potrebbe tranquillamente diventare la copertina  di un qualsiasi albo a fumetti.
Anche per quanto riguarda regia e ritmo il film offre un pacchetto di tutto rispetto: infatti pur durando 2 ore circa il film non stanca mai, merito di un equilibrio intelligente tra l’azione dirompente e spettacolare e le scene più votate all’introspezione o alle interazioni tra i vari personaggi. Si passerà senza problemi da inseguimenti opprimenti e al cardiopalma e sequenze di combattimento all’ultimo sangue a situazioni più rilassate e momenti struggenti con una naturalezza rara.
Onore ai registi per avermi regalato alcune delle coreografie più esaltanti e crude che io abbia mai avuto il piacere di vedere in un film supereroistico.
E la colonna sonora? Beh, qui potremmo parlarne per ore, ma taglierò corto. La soundtrack è clamorosa: alterna strumentali a pezzi fatti e finiti che si inseriscono perfettamente all’interno della pellicola dando ancora più colore e spessore alle scene.
La sceneggiatura è pulita complice anche la semplicità generale della storia, che però non è affatto un difetto. Dopotutto è importante anche COME viene raccontata una storia, e questo film lo fa dannatamente bene.
Inoltre il film è perfettamente accessibile anche a tutti coloro che non hanno avuto la forza fisica o la voglia di conoscere il personaggio, più di quanto non abbiano fatto i Marvel Studios in tempi recenti, a dire il vero.

Ed eccoci arrivati all’epilogo.
Questa pellicola è una palese lettera d’amore al personaggio, anche se il protagonista effettivo non è Peter Parker. In sole 2 ore avrete la possibilità di capire, se lo volete, il perché questo personaggio sia stato e sia ancora così importante per la vita di moltissime persone o di riscoprirlo!
La morale, il senso di responsabilità e la forza di volontà che ci spinge o dovrebbe spingerci ad essere migliori e ad aiutare il prossimo sono state perfettamente rappresentate. Ma la cosa che più mi ha fatto battere il cuore è stato il messaggio finale: sotto quella maschera può esserci chiunque. Perché tutti, mossi dai sentimenti giusti, possiamo essere Spider-Man.

Quindi sì, è un ottimo film di formazione valido per i più piccoli.
Andatelo a vedere, portate i vostri figli e fateli crescere bene.
Beh magari fermateli quando provano a lanciarsi da un palazzo per oscillare!

Qui è tutto dal vostro amichevole inserire nome nuovo di quartiere.

Voto di Drugo Letowski: 5 “sarà la pubertà” su 5
Voto di Snake Plissken: 4 “ha la pancia anche l’uomo ragno” su 5
Voto di Bat-Fiz: 4 “morti in famiglia” su 5

 Spider-Man: Un nuovo universo (2018) su IMDb

 

Quando i doppelganger andavano di moda ♥