Piccole Donne – Multirecensione

Categorie: Film, Recensione, Scheda

Pubblicato il 27-11-2018 alle 14:51

Trama: La storia è quella quasi autobiografica della famiglia Alcott, diventata March nel libro: le quattro sorelle, Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy sono le protagoniste della storia, che si snoda intorno agli avvenimenti domestici accaduti nell’anno in cui il padre è lontano da casa perché nell’esercito durante la Guerra Civile. Il film inizia a Natale, quando le ragazze, essendo povere, come regalo ricevono una lettera del padre dal fronte, il quale con amorevoli parole esorta le figlie a sopportare la sua assenza e tutte le privazioni per diventare delle autentiche piccole donne a guerra ultimata. Le sorelle, infatti, hanno ognuna un carattere diverso. Meg, la maggiore, è la più responsabile e matura delle sorelle, e cerca di essere un buon esempio, nonostante il peso della sua povertà la faccia sentire a disagio rispetto alle amiche. Jo, invece, è un autentico maschiaccio, dal carattere ribelle e anticonformista, e nutre il sogno di diventare una grande scrittrice. Beth è la più timida di tutte, e la sua paura della gente è tale che non esce mai di casa; ma anche lei ha un punto debole: non ha i soldi per possedere un bel pianoforte da poter suonare, amando molto la musica. La più piccola, Amy, è parecchio viziata e crede di attirare le attenzioni della gente dandosi delle arie da gran signora. Tutte e quattro, dopo quella lettera, si ripromettono di migliorare.

Le versioni animate giapponesi: “Piccole donne” del 1981 e “Una per tutte, tutte per una” del 1987

Piccole donne è il più famoso romanzo di Louisa May Alcott che pubblicò, per la prima volta in due volumi, il primo nel 1868 e il secondo nel 1869 in America, con il titolo Little Women or, Meg, Jo, Beth, and Amy.
Nel 1880 i due volumi furono riuniti in uno solo, Little Women, che continua ad essere quello letto in America e che viene usato integralmente anche come trama dei film. In Italia le prime parziali traduzioni risalgono al 1908, dove anche dopo si preferì, come del resto in molti altri paesi, come la Francia e l’Inghilterra, dividere il romanzo in due parti, dato il pubblico di ragazzi a cui era destinato, con i due titoli Piccole donne e Piccole donne crescono.
Il libro ebbe un successo immediato quando uscì e oggi è considerato un classico della letteratura per l’infanzia, consigliato dagli insegnanti e amato dai bambini. Viene molto preso in considerazione anche dalla pedagogia, in quanto il tema principale del romanzo non è solo la famiglia e come gli insegnamenti dei genitori si riflettano sui figli, bensì la crescita e la trasformazione interiore da adolescenti ad adulti, ed è pervaso da un sentimentalismo generalmente americano che tuttavia rende il romanzo molto interessante.
Da questo classico, amato soprattutto dalle ragazze, sono stati tratti film, mini serie tv, musical, persino due immancabili serie animate made in Japan.

Il primo film che ha avuto una certa notorietà è stato quello in bianco e nero datato 1933.

Little Women (USA|1933|115′)
Regia: George Cukor
Cast: Katharine Hepburn (Jo March),  Joan Bennett (Amy March),  Jean Parker (Beth March),  Frances Dee (Meg March),  Douglass Montgomery (Laurie),  John Lodge (John Brooke),  Paul Lukas (prof. Bhaer)
Voto di Crisididentita: 2,5 limette su 5

Curiosità e riconoscimenti:
Il film venne proiettato per la prima volta il 16 novembre 1933 e riscosse subito un grande successo di pubblico, tanto da indurre i gestori della sala cinematografica a venir meno ad una regola rigorosa: quella di togliere i film dopo la prima settimana di programmazione. Piccole donne, infatti, restò in cartellone per tre settimane di seguito.
Il successo indusse i produttori ad affidare subito al regista Cukor la versione cinematografica di un altro classico della letteratura: il David Copperfield di Charles Dickens. L’episodio portò Cukor ad autodefinirsi un «regista letterario» («I became typed as a leterary director»).
Il film venne presentato in concorso alla 2ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 1934, dove Katharine Hepburn vinse il premio per la migliore attrice.

  • 1934 – Premio Oscar
    • Migliore sceneggiatura non originale a Victor Heerman e Sarah Y. Mason
    • Nomination Miglior film alla RKO Pictures
    • Nomination Migliore regia a George Cukor
  • 1934 – Festival di Venezia
    • Miglior interpretazione femminile a Katharine Hepburn
    • Nomination Coppa Mussolini a George Cukor

Il secondo film di cui vi parlo è del 1949, ed è il mio preferito. Altro cast stellare per l’epoca, con due giovani Elizabeth Taylor e Janet Leigh.

Little women (USA|1949|121′)
Regia:Mervyn LeRoy
Cast:  June Allyson (Jo March),  Elizabeth Taylor (Amy March),  Janet Leigh (Meg March),  Margaret O’Brien (Beth March), Peter Lawford (Laurie),  Rossano Brazzi (prof. Bhaer),  Richard Wyler  (John Brooke),  Mary Astor (signora March),  C. Aubrey Smith (signor Laurence)
Voto di Crisididentita: 5 palle di neve su 5

Curiosità e riconoscimenti:
Come dicevo questa è la mia versione preferita, i personaggi sono caratterizzati alla perfezione e le ambientazioni davvero suggestive e realistiche, infatti vinse il Premio Oscar nel 1950 per la Miglior Scenografia e fu candidato per la Miglior Fotografia. June Allison è una Jo adorabile, molto moderna e frizzante, con le sue convinzioni e le sue insicurezza, bravissima ad incarnare tutte le sfaccettature del suo personaggio.
Nel 2012 è stata pubblicata una bellissima edizione italiana rimasterizzata del dvd con il doppiaggio originale d’epoca.

 

Terzo ed ultimo film (per ora), è forse il più conosciuto dalle giovani generazioni, quello del 1994 con Winona Ryder.

Little Women (USA|1994|115′)
Regia: Gillian Armstrong
Cast:  Winona Ryder (Jo March),  Trini Alvarado (Meg March),  Kirsten Dunst e  Samantha Mathis (Amy March),  Claire Danes (Beth March),  Susan Sarandon (signora March),  Christian Bale (Laurie),  Gabriel Byrne (prof. Bhaer),  Eric Stoltz (John Brooke)
Voto di Crisididentita: 4,5 pianoforti nuovi su 5

Curiosità e riconoscimenti:
La sceneggiatura di questa più moderna versione della storia è, nello svolgimento della storia, praticamente identica a quella del film del ’49; il che già lo fa partire con il piede giusto. Il cast poi è di tutto rispetto, anche se quel giovane ed allora per me sconosciuto Christian Bale, mi sembrò un Laurie abbastanza insopportabile. La differenza maggiore rispetto al passato è forse la scelta di cambiare l’attrice che interpreta Amy a metà film, compatibilmente ad un salto temporale di alcuni anni. Kristin Dunst aveva solo 12 anni, reduce da “Intervista col vampiro” e appena prima di “Jumanji”, perciò sarebbe stato un po’ strano vederla sposata. In passato prendevano direttamente attrici già più adulte, sorvolando sulla reale età del personaggio e facendole andare bene per tutta la storia.

Anche se il film non ha vinto alcun Oscar, ha comunque avuto tre nomination:

  • 1995 – Premio Oscar
    • Nomination migliore attrice a Winona Ryder
    • Nomination migliori costumi
    • Nomination migliore colonna sonora
  • Kansas City Film Critics Circle Awards 1995:
    • miglior attrice a Winona Ryder

Per concludere questa carrellata su Piccole Donne, vi segnalo anche una miniserie tv anglo americana del 2017, in tre episodi da un’ora l’uno, trasmessa lo scorso dicembre in Regno Unito e USA, e in Italia distribuita su Sky Uno dall’11 al 25 maggio 2018. Le giovani attrici forse non vi diranno granché, ma date un’occhiata al resto del cast. Ammetto che non sono riuscita a superare il primo episodio, l’ho trovata un po’ troppo lenta e non so se avrò mai la forza di vederla tutta, chi lo sa…

Little Women (USA-UK|2017|3h)
Regia:  Vanessa Caswill
Cast:  Maya Hawke (Jo March),  Kathryn Newton (Amy March),  Willa Fitzgerald (Meg March),  Annes Elwy (Beth March),  Emily Watson (signora March),  Jonah Hauer-King (Laurie),  Julian Morris (John Brooke),  Michael Gambon (signor Laurence),  Angela Lansbury (zia March),  Dylan Baker (signor March)
Voto di Crisididentita: 2 Signore in Giallo su 5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com