Un Nemico che ti Vuole Bene

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 25-10-2018 alle 18:37

Un nemico che ti vuole bene (2018 | Italia/Svizzera | 97 minuti)
Diego Abatantuono (Enzo Stefanelli), Antonio Folletto (Salvatore), Sandra Milo (Antonietta Stefanelli), Roberto Ciufoli (Don Gregorio), Antonio Catania (Claudio Petrazzi), Ugo Conti (Il Magnifico Rettore), Paolo Ruffini (Don Pino).
Sceneggiatura: Heidrun Schleef, Denis Rabaglia, Luca de Benedittis, Diego Abatantuono & David McWater.
Regia: Denis Rabaglia
Genere: Pensavo fosse un thriller e invece era una commedia | Tutti dobbiamo avere per forza un nemico

Enzo Stefanelli, eminente professore di astronomia dell’università di Bari, un sera come tante, buia e tempestosa, si ritrova a soccorrere un giovane con una ferita d’arma da fuoco. Dopo essersi improvvisato chirurgo estraendogli il proiettile, quando si risveglia alla mattina, il giovane è sparito con la sua macchina. Non passa molto tempo quando il ragazzo si ripresenta dicendo di chiamarsi Salvatore e di essere un sicario a pagamento; come segno di riconoscenza per avergli salvato la vita, oltre a restituirgli una macchina completamente nuova, avendo bruciato quella del professore per coprire le sue tracce, si offre di eliminare un suo nemico a piacimento perché tutti abbiamo un nemico, anche se non lo sappiamo…

Figuriamoci se il buon professore accetta, non c’è nessuno che gli vuole male o che lui odia, ma dal quel momento Salvatore si insinuerà come uno stalker nella sua vita, diventando in breve tempo il fidanzato di sua figlia e ben voluto da tutto il resto della famiglia, costringendolo a dargli il nome di quella persona da eliminare.

Enzo è un personaggio tranquillo, tranquillissimo, è proprio un orsacchiottone a cui si può solo voler bene, ma osservando la sua vita dall’esterno senza coinvolgimento ci si accorge di una figlia completamente deficiente, un figlio che sta intraprendendo una brutta strada, una moglie di dubbia fedeltà, un fratello che non è chi dice di essere, un rettore dell’università poco riconoscente e un collega che si è preso il merito per la scoperta di un nuovo pianeta, ecco allora che il professore si ritroverà obbligato a stilare una corposa lista di probabili bersagli per il sicario che ora è entrato a far parte della famiglia.

Avendo riacquistato la fiducia per il cinema italiano, mi sono recato a vedere questo film pensando che fosse un thrillerone e invece risulta una classica commedia italiana, aveva tutte le carte in regola per essere un prodotto italiano diverso dal solito e invece facendo così l’occasione è andata sprecata. Non che sia un film brutto, non è una commediaccia becera, ma sicuramente si è visto di molto meglio, è una pellicola da guardare sul divano quando non hai altro da guardare e sicuramente non giustifica il prezzo di un ingresso intero del cinema.

Voto di Axel Foley: 2 Sicario in famiglia su 5
Voto di Principessa Vespa: 2 Conigli a modo mio su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com