Escape Plan 2 – Ritorno all’Inferno

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 25-08-2018 alle 17:50

Escape Plan 2: Hades (2018 | Cina/USA | 96 minuti)
Sylvester Stallone (Ray Breslin), Dave Bautista (Trent Derosa), Xiaoming Huang (Shu), Jesse Metcalfe (Luke), 50 Cent (Hush), Titus Welliver (Gregor Faust), Jaime King (Abigail).
Sceneggiatura: Miles Chapman
Regia: Steven C. Miller
Genere: Azione | Thriller | un po’ di fantascienza | Arnold meno male che non ci sei in questo scempio

Dopo l’evasione dal super carcere denominato La Tomba, Ray Breslin gestisce una società che si occupa di sicurezza. Dopo un’operazione di salvataggio culminata con la morte di un ostaggio, Breslin licenzia in tronco uno dei suo dipendenti perché responsabile, secondo lui, della cattiva condotta durante l’operazione e di non aver agito come squadra. In seguito a questo fatto altri suoi dipendenti cominciano a sparire uno dopo l’altro, sono finiti da qualche parte in giro per il mondo in una super prigione di cui prima se ne erano sentite solo delle voci, un carcere di massima sicurezza denominato Ade, sì proprio lui, il dio degli inferi. Come è ovvio che accada (purtroppo in maniera forzata) anche Breslin non tarderà a finire nel super carcere. Si ritorna quindi all’inferno ma non c’è prigione che riesca a tenerlo rinchiuso…

Il primo film non era male, sceneggiatura regolare, colpetto di scena gradevole e Schwarzenegger come ciliegina sulla torta. Questo seguito è disastroso!
La regia è molto scarsa nelle scene d’azione, ci sono le inquadrature troppo veloci associate ad una telecamera a spalla che non fa capire niente e ti sbatacchia il cervello, il montaggio in alcun punti è a dir poco imbarazzante, non si capisce che cosa è avvenuto durante l’azione; diciamo che per tutto il film non si capisce una minchia, ci sono diverse forzature, molte cose non spiegate, personaggi poco approfonditi e dialoghi che tendono al piattume. Un film fatto proprio col di dietro.

A questo poi si aggiunge l’evidente ennesima mossa commerciale di mandare al cinema una produzione cino-americana per espandersi verso il mercato asiatico dove la Cina detiene, giustamente per popolazione, la fetta più grossa: questo lo si intuisce sia dalla scelta degli attori sia dalla collocazione geografica di alcune scene (vedi la luminosa Shangai). Questa è una tendenza che dovremo abituarci a vedere nei prossimi anni così come dovremo prepararci a vedere il seguito di questo film… Qui proprio abbiamo toccato il fondo, magari il prossimo sarà meglio, ma non c’è mai fine al peggio… Di sicuro le aspettative saranno molto basse!

Voto di Axel Foley: 1 Noi siamo Legione su 5
Voto di Snake Plissken: 1 Mi manca Schwarzenegger su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com