Ready Player One

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 16-04-2018 alle 18:36

Ready Player One (2018 | USA | 140 min.)
Cast:  Tye Sheridan (Parzival/Wade),  Olivia Cooke (Art3mis/Samatha),  Ben Mendelsohn , detto anche il cattivo di Rogue One (Golfo di Sorrento),  Simon Pegg (Odgen Morrow),  Mark Rylance, (Anorak/James Halliday),  Lena Waithe (Aech/Helen),  T.J. Miller  (I-R0K).Sceneggiatura: Zak Penn Ernest Cline  (autore del libro)
Regia:Steven Spielberg
Genere: azione, fantascienza, avventura, videogaming selvaggio, falla una citazione ogni tanto Spielberg

TRAMA: Nel 2045 la Terra non si presenta più come “A nice place to live”, l’inquinamento e la sovrappopolazione dominano, le persone per evadere da questa realtà sono costantemente collegate a un mondo virtuale chiamato OASIS, dove possono prendere parte a diverse attività tra cui lavoro, istruzione e ovviamente intrattenimento. James Halliday è il creatore di questo mondo virtuale e, dopo la sua morte, lancerà un nuovo gioco il cui vincitore prenderà il possesso OASIS e quindi della sua eredità miliardaria.

Wade Watts è un giovane abitante di Columbus (Ohio), fan sfegatato di Halliday, che ovviamente non si lascia scappare questa grossa opportunità e riesce a trovare la prima chiave che permette di accedere alla sfida successiva; in tutto le chiavi da trovare sono tre, ma le sfide sono complicate così come gli enigmi lasciati dal creatore amante della cultura pop anni ’80 e ’90. Purtroppo però anche la multinazionale IOI vuole mettere le mani su OASIS e crea una squadra di giocatori per risalire al tesoro prima di Wade.

 

Ero partita un po’ prevenuta e intimorita, perché “Ready Player One” è un unico grande omaggio alla cultura pop dei gli ultimi 40 anni e mi preoccupava che ciò andasse a discapito della trama (un po’ come fu per “La la land”). Temevo anche di non cogliere tutte le badilate di citazioni sparse in ogni fotogramma, e potete scommetterci che è stato così, ciò nonostante sono uscita dal cinema soddisfatta dalla visione. Mi sono divertita, mi è piaciuta molto la grafica delle scene in Oasis e mi sono goduta l’ottima colonna sonora di Alan Silvestri [<— cliccate sul nome se volete rendervi conto di quante e quali colonne sonore sono opera sua, in perfetta coerenza con questo film], che ha sostituito la prima scelta John Williams, impegnato all’epoca con l’altro di film di Spielberg, The Post. Soprattutto ho adorato la scelta delle canzoni che accompagnano le scene salienti, dei veri classici come “Jump” dei Van Halen, “I hate myself for loving you” di Joan Jett, “One way or another” dei Blondie, “We’re Not Gonna Take It” dei Twisted Sister, “Everybody Wants To Rule The World” dei Tears For Fears e molte altre. Film da rivedere, prima o poi, perché sicuramente ci sono cose che sfuggono ad una prima visione.

Crisididentita

Voto di Axel Foley: 3 DeLorean non volanti su 5
Voto di Snake Plissken: 4 “la mia grafica è più bella della tua” su 5
Voto di Bat-Fiz: 4 bitcoin su 5
Voto di Crisididentita: 3,5 cacarelle da Shining su 5
Voto di Doc Brown: 3 giocatori su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com