The Open House

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 06-02-2018 alle 17:00

The Open House (USA, 2018, 1h 43 min)
Regia: Matt AngelSuzanne Coote
Sceneggiatura: Matt AngelSuzanne Coote
Cast:  Dylan Minnette (Logan), Piercey Dalton (Naomi), Patricia Bethune (Martha), Sharif Atkins (Chris).
Genere: Horror, Thriller

Uno degli ultimi prodotti Netflix di genere Horror, che hanno catturato la mia attenzione, si è rivelato essere un buco nell’acqua. Un buco tale da poter distogliere l’attenzione da un ragazzo che negli ultimi anni si è fatto strada da una produzione minore alla vasta indipendenza di una casa di produzione da piattaforma streaming.

Trama: A seguito della morte del padre, un ragazzo sedicenne e sua madre si trasferiscono nella casa in montagna della zia che è sfondata di soldi (oltre ad essere una gran cougar).

Considerando che la famiglia è in disgrazie economiche, quella simpatica di una parente poteva aiutarli in altro modo anziché buttarli in culonia (non è un paese pieno di culi, ma è solo fuori dal mondo) senza nessuno attorno, per di più in una casa che è stata messa in vendita, ma lasciamo stare questo e proseguiamo oltre.

Il ragazzo comincia a curiosare in casa, scoprendo una cantina che la batcaverna è uno sgabuzzino in confronto.

Durante il soggiorno i due dovranno però lasciare la casa al mattino sino a sera in balia dei potenziali acquirenti, così che possano curiosare per casa. Da qui una simpatica annotazione del giovane: Mamma non trovi strano che gente venga qui dentro, vada in giro per la casa e chi di dovere debba solo pensare a spegnere le luci e chiudere la porta?

MA SCAPPAAAAAAAA!

Dopo aver gettato le basi di questo film, i due continuano a viversela come se nulla fosse. Nel frattempo in casa cominciano a scomparire telefoni per giorni, occhiali alla notte che ricompaiono al mattino, caldaia che si spegne durante ogni doccia, vicina di casa in preda alla demenza senile ed alzheimer. Però è un film supportato da gente problematica e quindi va bene così.

Durante i loro continui momenti fuori casa, madre e figlio incontrano spesso lo stesso ragazzo che flirta con la neo-vedova. Il suo dolore è talmente grande da respingerlo più volte. Si come no!! La donna abbocca, ed è recidiva, gli piace abboccare agli ami. Il figlio non approva e porta via la madre che “volevo solo essere gentile“.

E’ MORTO TUO MARITO TESTA DI QUAGLIA…PORTA RISPETTO

Questo simpatico ragionamento fuoriesce dalla bocca del figlio in altra occasione, concludendo con un banalissimo: Potevi morire tu. Hai sedici anni e rispondi come un bambino di prima media. Perché mi volete male?!

Il tutto continua in questo modo, finché il regista si accorge che il tempo è un maledetto tiranno e fa chiudere il tutto con dei morti alla membro-di-buddha.

Dylan Minette l’ho potuto conoscere con quel bel prodotto di Piccoli Brividi capitanato da un Jack Black nei panni di R. L. Stine. E’ poi stato protagonista di quella serie Netflix “13” incentrata sul bullismo. Ora lo vedo protagonista di un horror che ha tutto fuorché una trama, un senso e un’idea. L’unica morale: il sistema di vendita delle case americano porta alla morte. Che sia la fine per ” Fratelli in Affari“?

Voto di IMDb: 3,3 su 10 con 9.371 voti
Voto Bat-fiz: 1 caldarista su 5

 

 

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