La Ragazza nella Nebbia

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 31-10-2017 alle 19:45

La ragazza nella nebbia (Italia | 2017 | 128min)
Jacopo Olmo Antinori, Alessio Boni, Michela Cescon, Lucrezia Guidone, Toni Servillo,  Jean Reno, Antonio Gerardi.
Sceneggiatura & regia: Donato Carrisi
Genere: Thriller | Noir

Una sera di dicembre, in periodo natalizio, Anna Lou esce dalla porta di casa e si incammina per recarsi ad un incontro della confraternita di cui è appena entrata a far parte, ebbene a quell’incontro non ci arriverà mai.
Siamo ad Avechot, una fittizia località italiana situata nelle Alpi,  un paese immerso nella valle dove per arrivarci vi è un’unica strada e che quindi costringe chiunque che voglia entrare o uscire dal paese a passare per forza da lì.

Incaricato di ritrovare la ragazza scomparsa è l’agente speciale Vogel (Toni Servillo), un poliziotto che conosce bene il suo mestiere ma è solito affrontare le indagini coinvolgendo i media e manipolandoli per mettere il colpevole, o meglio il sospettato, alle strette.

Donato Carrisi scrive prima il libro e poi porta la sua opera al cinema scrivendo la sceneggiatura e dirigendo la pellicola. Dalle parole alle immagini, il regista esordiente se la cava bene e confezione un bel thriller dalle tinte noir. La storia comincia dalla fine, lo possiamo dire tranquillamente senza fare spoiler dato che lo si capisce da subito, poi con una serie di flashback ci viene spiegato come si è arrivati a quel punto della trama, ma non finisce lì perché c’è ancora spazio per lo scherzone, quello scherzone che può essere inserito nel testo della canzone Kevin Spacey di Caparezza.

La trama comunque ti tiene incollato allo schermo, si respirano atmosfere alla Fiumi di Porpora e anche il messaggio che vuole trasmettere è molto attuale: la verità non fa notizia e la gente ha bisogno di un mostro, di un colpevole, e del ruolo fondamentale che hanno i media in questi fatti di cronaca nera; non a caso Vogel sfrutta proprio i media quando svolge le sue indagini. Ci sono anche diversi riferimenti a fatti realmente accaduti: la stessa Avechot ricorda molto il paese di Cogne in Valle d’Aosta e la mamma di Anna Lou è un po’ come Annamaria Franzoni; Vogel in passato ha svolto un’indagine sul “Mutilatore”, un chiaro riferimento a Unabomber, quel dinamitardo seriale che terrorizzò l’Italia del nord-ovest con i suoi piccoli ordigni e in quell’occasione l’ingegnere sospettato fu poi prosciolto poiché le prove contro di lui erano state create dalla polizia stessa.

Sostanzialmente un buon prodotto italiano, un bel thriller poco pubblicizzato e che invece andrebbe sostenuto, sicuramente da vedere, a mio parere anche meglio de L’uomo di neve.


Voto di IMDb: 7,0 con 314 voti
Voto di Axel Foley: 3 Plastici su 5
Voto Bat-fiz: 4 vili danari su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak.
Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com

  • bat-fiz

    Un film che ha al suo interno cose già viste, e altre originali, ma fatto con una professionalità che contraddistingue il bel film italiano!
    Pienamente d’accordo con Axel. Pieno di riferimenti, e fortemente attuale. Per nulla scontato, e anche se ha delle situazioni che a posteriori dici “beh è un colpo di scena già visto da altre parti” vi assicuro che non te lo aspetti.
    Un finale che nel film avrei volentieri evitati, ma che rende caratteristico il personaggio.
    Siamo di fronte al rinascimento dei film italiani? Se si continua a sperimentare in questo modo, hollywood collassera fra i suoi cinecomic di assalto!!

    And the winner is…Kevin Spacey

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