Pirati dei Caraibi – La Vendetta di Salazar

Categorie: Cinema, Film, Recensione

Pubblicato il 04-06-2017 alle 19:33

Pirates of the Caribbean: Dead Men Tell No Tales (USA, 2017, 129min)
Regia: Joachim Rønning, Espen Sandberg
Sceneggiatura: Jeff Nathanson
Cast: Johnny Depp (Jack Sparrow), Geoffrey Rush (Hector Barbossa), Javier Bardem (Salazar), Brenton Thwaites (Henry Turner), Kaya Scodelario (Carina Smyth), Orlando Bloom (Will Turner).
Genere: Avventura | Fantasy | Oh I’m a Pirate! | Titoli tradotti male | Disney franchise
Presente una scena dopo i lunghi titoli di coda che probabilmente ci proietterà al sesto film

Trama:
Il piccolo Henry Turner studia ogni leggenda riguardante il mare; una notte riesce a localizzare l’Olandese volante, la nave maledetta a cui suo padre, Will Turner, è legato da quando lui è nato. Henry promette al padre che riuscirà a spezzare la maledizione che gli impedisce di tornare in modo permanente sulla terra ferma, anche a costo di chiedere l’aiuto di Capitan Jack Sparrow, il quale nel frattempo sta cercando il modo di riprendere il largo, dato che la Perla Nera è stata chiusa in una bottiglia da Barbanera.

E voi direte: Che c’entra Salazar in tutto questo? Beh andate a vedere il film, mica posso raccontarvi tutto!

Questo quinto capitolo riprende in mano le avventure della famiglia Turner/Swann, lasciate momentaneamente da parte nel film precedente. Il protagonista è ora Henry che, a differenza dei genitori, capitati nel mondo dei pirati già in età adulta, cresce all’ombra dei miti del mare, della legenda di personaggi come Jack Sparrow (senza sapere che è in realtà un inguaribile disastro ambulante che semina caos e catastrofi inimmaginabili attorno a sé) e si butta anima e corpo in qualsiasi situazione gli permetta di giungere al suo obiettivo, salvare il padre dalla maledizione che gli ha reso la faccia un’impepata di cozze marce. Per Orlando, incrostazioni marine a parte, gli anni sono passati.

Chi invece ha un aspetto decisamente più benestante è il caro vecchio Barbossa, personalmente il mio preferito. Alla guida di una flotta di navi, con la gamba di legno placcata oro, decisamente annoiato dall’incompetenza dei suoi sottoposti, si butta a capofitto in questa nuova avventura, opportunista come sempre, ma anche l’unico che, nel momento del bisogno, sa sempre prendere in mano la situazione e sistemare gli infiniti casini che Jack si è seminato dietro le spalle. Troviamo poi tutta una serie di personaggi di contorno che conosciamo ormai dal primo capitolo, la ciurma di squinternati della Perla Nera, scimmia compresa, e delle novità, sia tra le file di quelle insopportabili spine nel fianco della Marina Britannica che dal punto di vista femminile; in mancanza dei personaggi di Keira Knightley e Penelope Cruz, ci voleva una donna coraggiosa e intraprendente e la scelta di Kaya Scodelario (Skins) nel ruolo della giovane astronoma, è stata azzeccata. Il cattivo di turno è un bravissimo Javier Bardem nel ruolo di Capitan Salazar.

Scene da non perdere assolutamente:
1) Poco dopo l’inizio del film, all’arrivo di Jack Sparrow, un’inseguimento esilarante di perfetto stile Fast & Furious (5) pirates edition!
2) Il divertente cameo di Paul MacCartney! Non vi dico di più, ma è stato davvero comico.
3) La scena dopo i titoli di cosa che io, fessa come pochi, mi sono persa perché pensavo non ci fosse. E’ davvero alla fine, quindi portate pazienza e attendete, ne varrà la pena.

Il mio voto è dunque positivo, lo consiglio a chi ha apprezzato gli altri film, anche senza grandissimi entusiasmi; è un film divertente e godibile, ma con la solita pecca della durata. Spero riusciranno un giorno a far durare un film meno di due ore.

Vorrei farvi notare infine che nelle trasposizioni italiane di questa saga, tanto per cambiare, hanno fatto un putiferio con i titoli.
Nell’ordine:
“La maledizione della Prima Luna” (“Pirates of Carabbean: The Curse of the Black Pearl” cioè Pirati dei Caraibi: La maledizione della perla Nera)
“Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma” (“Pirates of Carabbean – Dead man’s chest” tradotto: Il forziere (o anche petto) dell’uomo morto)
“Pirati dei Caraibi – Ai confini del mondo” (“Pirates of Carabbean – At the world’s end” MIRACOLO, questo è tradotto correttamente)
“Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare” (“Pirates of Carabbean – On stranger tides” tradotto: Su correnti sconosciute)
“Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar” (“Pirates of Carabbean – Dead men tell no tales”  tradotto: Gli uomini morti non raccontano storie)

Crisididentita

Lo stile è quello del franchise che siamo stati abituati a vedere negli anni: divertimento, avventura, azione, grasse risate e maledizioni complicate. Esatto, ancora una volta una maledizione della quale non si capiscono bene i meccanismi né come sia subentrata ai diretti interessati. Salazar è veramente un cattivone, il suo odio per i pirati è assoluto, mi è piaciuto anche l’aspetto del personaggio che ad ogni movimento sembra sia sempre immerso nell’acqua. Diciamo che non mi sono annoiato, ma ho trovato la sceneggiatura un po’ singhiozzante e la durata eccessiva (anche se in linea con gli altri film della saga).
Il personaggio di Jack Sparrow invece non mi ha molto convinto, per me il migliore rimarrà sempre quello visto ne La maledizione della prima luna, così come era molto interessante il rapporto di amicizia che nasceva in quella pellicola tra lui e gli altri due protagonisti Will ed Elizabeth, poi disgregatosi subito con il secondo capitolo.
Sicuramente mi riserverò una seconda visione ma ancora una volta mi tocca pronunciare la classica frase da spettatore medio: “Il primo film è sempre il migliore!”

Axel Foley


Voto di IMDb: 6,8 su 10 con 142568 voti
Voto di Crisididentita: 3 facce di cozze su 5
Voto di Axel Foley: 2 Tridenti di Nettuno su 5

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com

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