King Arthur – Il potere della spada

Categorie: Cinema, Film, Recensione

Pubblicato il 13-05-2017 alle 13:35

King Arthur: Legend of the Sword (USA – UK – Australia, 2017, 126min)
Regia: Guy Ritchie
Sceneggiatura: Joby Harold, Guy Ritchie
Cast: Charlie Hunnam (Arthur from the block), Astrid Bergès-Frisbey (la maca), Jude Law ( zio cattivo Vortigern), Djimon Hounsou (Bedivere), Eric Bana (Uther Pendragon), Aiden Gillen (Bill Ditocort… ehm Grasso d’oca), Freddie Fox (Chef Rubio), Neil Maskell (clinica Mangiagalli)
Genere: Avventura, Azione, Fantastico, Guazzabuglio medievale

Trama: Quando Re Uther, dopo aver combattuto l’esercito del mago cattivo Mordred, viene assassinato, il suo avido cupido fratello Vortigern si impadronisce del trono. Il piccolo Arthur, figlio di Uther, riesce a fuggire e viene accolto nel ghetto della città di Londinium dove, senza sapere chi è realmente, cresce diventando il capo della banda del bordello. Solo quando, quasi per caso, estrae la mitica spada dalla roccia, la sua vita cambia radicalmente ed è costretto ad accettare la sua vera eredità, che gli piaccia o no.

A volte si va al cinema senza grandi aspettative e, fortunatamente, capita di trovarsi davanti un film gradevole e di buon intrattenimento. Non è questo il caso. Partendo dall’idea che, in fin dei conti, si trattava di un’ennesima rivisitazione della storia di re Artù, Excalibur e compagnia bella, speravo in qualcosa di meglio. Dopo un’introduzione piuttosto spettacolare e promettente, purtroppo inizia una serie di alti e bassi che affaticano molto la visione. Chi ha visto altre pellicole di Ritchie (soprattutto i due Sherlock Holmes, ma anche Rocknrolla e Snatch) riconoscerà quasi subito quel suo caratteristico modo di girare e montare le scene, con dei super sincopati flash back o flash forward, raccontati e spiegati dai protagonisti stessi, che parlano come macchinette finendo l’uno la frase dell’altro, riuscendo così a rimbambirti per benino. Combattimenti in slowmotion con riprese a 360° o inquadrature del dettaglio in movimento (tipo freccia che viene scagliata o pugno che colpisce la faccia), sempre al rallenty, sono forse un po’ troppo per un film d’ambientazione medioevale. Il tutto condito dalla colonna sonora che ha la stessa fastidiosa eterogeneità.

Purtroppo anche a livello di trama ci sono dei grossi difetti, troppa carne al fuoco. Personaggi e concetti che non vengono praticamente introdotti o spiegati e compaiono dal nulla, per poi magari morire o venir accantonati subito dopo. Molto potenziale sfruttato male, troppe cose concentrate e non sviluppate in sole due ore, che riescono comunque a risultare troppo lunghe.

Parliamo invece degli attori, dato che il cast non è per niente male (almeno quello). Jude Law è un ottimo villain, un uomo avido, con un’ambizione e una sete di potere talmente sconfinata da calpestare e sacrificare letteralmente ogni cosa. Eric Bana nel ruolo del re Uther, anche se compare per poco tempo, se la cava decisamente bene, rappresentando l’onore e la giustizia dei Pendragon, per la quale stirpe venne forgiata da Merlino in persona la mitica Excalibur. Charlie Hunnam non è propriamente un attorone della madonna, ma c’è da dire che il suo personaggio è un furbacchione spaccaculi che è cresciuto tra le prostitute, i ricettatori e un maestro cinese di kung fu, e il suo modo di parlare e rapportarsi con gli altri pende molto più da quel lato che non alla regalità di un legittimo erede al trono. Ci sono poi tutta una serie di personaggi di contorno dai nomi assurdamente ridicoli (almeno su quello mi sono divertita molto a ironizzare) interpretati da attori già visti in giro in più occasioni.

Menzione speciale per il cameo di David Beckham, in versione sfregiato coi denti marci, a capo delle guardie del re cattivone.

Quindi, se volete davvero vedere un bel film su Re Artù, Mago Merlino ed Excalibur, mi sento in dovere di consigliarvi il migliore di sempre, l’unico grande classico che non tramonterà mai e del quale, per tutto il tempo, non abbiamo mai smesso di citarne le spettacolari battute:

“VIVA RE ARTU’! VIVA IL RE!”

Classicone Disney a parte, molto belli anche Excalibur (1981) e la mini serie Merlino (1998).

Voto di Crisididentita: 2 cliniche Mangiagalli su 5
Voto di Axel Foley: 2 guazzabugli medievali su 5
Voto di IMDb: 7,0 su 10 con 90372 voti

 

Informazioni su Crisididentita

Crisididentita

"Per entrarmi nel cuore e non farmi rimpiangere i soldi del biglietto, un film deve farmi almeno un po' piangere, o ridere, o piangere dal ridere." E-mail di contatto crisididentita@finalciak.com

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