Life: Non Oltrepassare il Limite

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 24-04-2017 alle 18:00

Life (USA | 2017 | 103min)
Jake Gyllenhaal (David Jordan), Rebecca Ferguson (Miranda North), Ryan Reynolds (Rory Adams), Hiroyuki Sanada (Sho Murakami).
Sceneggiatura: Rhett Reese & Paul Wernick.
Regia Daniel Espinosa
Genere: Fantascienza | Horror | Thriller | Gravità zero | Alien | La Cosa

L’equipaggio composto da vari scienziati e ricercatori della Stazione Spaziale Internazionale riesce a recuperare un sonda proveniente da Marte, al suo interno vi sono diversi campioni da analizzare per trovare l’eventuale presenza di forme di vita extra terrestre.

Analizzando i campioni viene scoperta una cellula dormiente che dopo diversi tentativi l’equipaggio riesce a risvegliare e dopo poco tempo si evolve in un sistema pluricellulare capace di reagire agli stimoli dove ogni cellula è dotata di multifunzione capace di comportarsi contemporaneamente da cellula oculare, nervosa e muscolare.

In seguito questa nuova forma di vita verrà battezzata con il nome di Calvin, un nome deciso dagli alunni di una scuola che seguivano l’impresa dell’equipaggio in collegamento dalla Terra. Intanto Calvin si evolve sempre più rapidamente, ma a seguito di un guasto nel laboratorio dove è tenuto torna in uno stato dormiente, il tentativo di rianimarlo con una scarica elettrica si dimostra efficace ma letale per lo scienziato che lo ha effettuato perché da quel momento Calvin diventa ostile e  prima gli spezza un braccio ed in seguito riesce a uscire dal laboratorio e ad andare a zonzo per la stazione spaziale. L’istinto di sopravvivenza della creatura ha preso il sopravvento e intanto continua ad evolversi…

Tutto il film è girato a gravità zero, sia i protagonisti che Calvin si muoveranno fluttuando all’interno della stazione spaziale. Buona l’apertura della pellicola dove si tenta di acchiappare al volo la sonda proveniente da Marte che passa vicino alla stazione spaziale a forte velocità, una sequenza che mostra anche una certa tensione e girata con stile senza mai staccare la telecamera, come quella telecamera che seguiva Nicolas Cage nel 1998 all’inizio di Omicidio in diretta di Brian De Palma.

Poi il resto del film è un po’ come Alien, Calvin se ne va spasso per la nave mietendo vittime, con la differenza rispetto allo xenomorfo di vecchia conoscenza di essere sempre in continua evoluzione e in certe sue azioni mi ha ricordato pure La cosa di John Carpenter.

Non è malvagio come film di fantascienza, si lascia guardare bene ma a mio avviso fa parte di quella categoria di pellicole che anche se belle le guardi una sola volta.


Voto di IMDb: 6,7 con 80471 voti
Voto di Axel Foley: 2,5 cellule dormienti su 5
Voto di Snake Plissken: 2 mitosi cellulari su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com

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