Resident Evil: The Final Chapter

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 25-02-2017 alle 11:56

Resident Evil: The Final Chapter (USA/Francia/Germania/Canada/Australia/Giappone/Sud Africa/Regno Unito | 2016 | 106min)
Milla Jovovich (Alice/Alicia Marcus), Iain Glen (Dr. Isaacs), Ali Larter (Claire Redfield), Shawn Roberts (Albert Wesker), Ruby Rose (Abigail).
Musiche: Paul Haslinger
Sceneggiatura & Regia: Paul W.S. Anderson.
Genere: Azione | Horror | Fantascienza

Nei capitoli precedenti di Resident Evil…

Eravamo rimasti a Washington D.C. e più precisamente alla Casa Bianca, rifugio di quello che resta della razza umana decimata dal T-virus così come tutto il pianeta Terra. Qui si era ritrovata la squadra composta da Ada Wong, Leon Kennedy, la rediviva Jill Valentine appena liberata dalla schiavitù della Umbrella e Alice, alla quale il disertore Albert Wesker aveva restituito i suoi poteri. Questo sembrava essere il gruppo che avrebbe preso parte allo scontro finale con la multinazionale Umbrella e l’intelligenza artificiale note come Regina Rossa.

Dalla macerie di una Casa Bianca praticamente rasa al suolo esce Alice, pare che sia l’unica sopravvissuta, non vi è traccia dei suoi amici né di Wesker; dopo uno scontro con un mostro volante viene contattata dalla Regina Rossa che le fa alcune rivelazioni rimettendo in discussione tutto quello che avevamo appreso nelle pellicole precedenti: Wesker ha fatto il triplo gioco e non ha mai avuto intenzione di aiutarla, è sempre stato dalla parte della Umbrella e ha solo finto di ridare i poteri ad Alice. Questa è solo la prima di una serie di incoerenti rivelazioni che farà l’intelligenza artificiale alla nostra protagonista, ma in quell’oceano di assurdità ne spicca una in particolare, quella che dovrebbe porre la parola fine a tutto: sotto al cratere di Raccoon City, vi è custodita una sola provetta di anti-virus in grado di agire per via aerea all’istante. Dunque, la soluzione finale per cancellare per sempre dalla faccia della Terra il T-virus è situata proprio dove tutto è cominciato: nei laboratori dell’Alveare.

La saga cinematografica di Resident Evil si è prolungata per ben 15 anni, un’attesa molto lunga, ne sono scaturiti ben sei capitoli di cui il regista Paul W. S. Anderson li ha diretti tutti tranne due, più precisamente il secondo e il terzo (Apocalypse e Extinction), quel guazzabuglio di idee campate in aria e che si definisce sceneggiatura è invece tutta farina del suo sacco.

Questo film appare diverso dai due precedenti, dagli ambienti interni asettici della Umbrella torna lo scenario post-apocalittico che si era visto nel capitolo Extinction, i mostri fanno solo del gran baccano ed è stato fatto un passo indietro sulle scene d’azione, risultano più confusionarie, troppo ravvicinate e con un uso della telecamera a spalla che fa capire poco; il quarto e il quinto capitolo invece, anche se altamente criticabili, dal punto di vista dell’azione non gli si poteva dire nulla, il tutto era rappresentato in modalità Matrix con un largo uso del rallentatore e del fermo immagine ma che sicuramente ti faceva apprezzare di più ogni scena.

Anche per questa pellicola le incongruenze sono tante, con l’aiuto di wikipedia eccone alcune, ovviamente con spoiler.

Diciamo che fino ai primi due capitoli la storia rimane ancora in coerenza con i videogiochi, seppur con qualche riserva, ma è dal terzo capitolo che la trama si distacca completamente dall’originale e qui a mio avviso è stata la scelta più sbagliata a livello di sceneggiatura: buttarla sulla diffusione mondiale del virus e quindi sullo scenario post-apocalittico con pochi superstiti umani è una scelta molto azzardata che poi non ti permette più di riparare o di tornare indietro.

Insomma, fin dal primo capitolo Anderson non da mai la sensazione di avere le idee chiare sul soggetto. Per prima cosa introduce una protagonista che non si è mai vista ed è assolutamente nuova al mondo di Resident Evil e già questo non è un buon modo di iniziare. Gli zombi prima camminano e poi corrono e il tempo di trasformazione non è mai lo stesso. Poi gli zombi diventano majini, visti nel quinto videogioco, ma non viene spiegato niente, vengono nominate le plagas, che non sono virus ma parassiti e anche qui non vi è la minima spiegazione. Quando Wesker priva Alice dei suoi poteri di fatto non scaglia più quelle onde d’urto super distruttive ma continua a fare acrobazie al limite dell’umano.

Ogni tanto viene inserito un personaggio principale della saga video-ludica giusto per ricordarci che stiamo guardando Resident Evil ma poi vengono uccisi o fatti sparire senza la minima citazione; è il caso proprio di questa pellicola dove alla fine di Retribution avevamo visto Ada Wong, Leon Kennedy e il grande ritorno di Jill Valentine ma qui, oltre che non essere pervenuti, non vengono neanche nominati. Gli stessi fratelli, Chris e Claire redfield, spariscono nel quinto film e in questo ricompare solo Claire e il povero Chris non viene neanche accennato.
Wesker sembrava un cattivone, cazzutissimo e fisicamente potenziato, addirittura in grado di schivare i proiettili, qui è ridotto ad un ruolo secondario e fa veramente la fine dello sfigato. Meglio fermarsi qui ma come avrete capito non c’è un filo di coerenza tra un capitolo e l’altro.

Io non posso pensare che questa serie di film sia piaciuta agli appassionati del videogioco come me, e non riesco neanche a capire come questo scempio si sia protratto per ben sei capitoli, ho visto altri lavori migliori di questo essere interrotti e mai finiti, stroncati dalla critica o da IMDb o ai Razzie Award.
E qualcuno ha avuto la sensazione, anche dipendente dagli incassi, che questo non sarà l’ultimo capitolo della storia di Alice, io non ho avuto la stessa sensazione e comunque in ogni caso spero proprio di no, anche se in questa agonia durata 15 anni mi sono sempre divertito con i miei colleghi durante la visione facendo largo uso del metodo che tutto il web ci invidia: il Metodo Finalciak©!

Consigli per gli acquisti:
se volete vedere dei Resident Evil fatti con criterio vi esorto a recuperare due titoli in computer grafica, trattasi di Resident Evil: Degeneration e Resident Evil: Damnation, recensiti dal sottoscritto in questa scheda. Buona visione.


Voto di IMDb: 5,6 con 40847 voti
Voto di Axel Foley: 1 Predictive Combat Software su 5
Voto di Doc Brown: 1 Fiala di Antivirus su 5
Voto de Il Cavaliere Oscuro: 1 Alveare su 5
Voto di Snake Pliskeen: 1 Non ci capisco più nulla su 5
Voto di Eric Draven: non l’ho visto ma sulla fiducia 1 Regina Rossa su 5
Voto di Bat-Fiz: 2 Freezer su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com

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