Sinister

Categorie: Film, Recensione

Pubblicato il 20-07-2017 alle 18:00

Sinister (USA, 2012, 110min)
Regia: Scott Derrickson
Sceneggiatura: Scott Derrickson, C. Robert Cargill
Cast: Ethan Hawke (Ellison Oswalt), Juliet Rylance (Tracy), James Ransone (Deputy), Fred Dalton Thompson (Sheriff).
Genere: Horror, Mystery

Lo scrittore Ellison Oswalt si trasferisce in una nuova casa in Pennsylvania con la famiglia. Nella soffitta trova dei filmini in super 8 appartenenti ai precedenti proprietari. Guardandoli scopre degli atroci omicidi ripresi nelle pellicole e comincia ad indagare.

Film nella media, abbastanza intrigante e non noioso; bella atmosfera, buona sottotrama gialla, ma niente di nuovo sotto al sole per quel che riguarda il terrore puro.
Intreccio all’inizio interessante, scrittore tormentato che trova dei vecchi filmini apparentemente innocui che si trasformano in macabri delitti, la sua ossessione per lo scoprire il colpevole ed il suo declino mentale; i dettagli sulla storia di Ellison e della famiglia vengono centellinati bene, non a raffica ma nemmeno troppo distanti per annoiare.

Però troppe cose già viste, il trasloco, i nastri misteriosamente “dimenticati” dai proprietari precedenti, inutili e ripetitivi litigi tra marito e moglie.
Nonostante tutto, mi aspettavo molto peggio, vale la pena darci un occhio, alcune scene sono ben fatte, e c’è una bella atmosfera, data anche dalla fotografia scura (o dal fatto che Ellison è tirchio e vaghi per casa la notte a luci spente!).

Il film inizia con un filmato in pellicola di una famiglia impiccata con un uso ingegnoso della fisica e della gravità (se non considerate lo scopo macabro, il principio dei contrappesi usati non è niente male!).

Passiamo alla narrazione contemporanea, che comincia col solito piano sequenza che ci illustra tutta la solita allegra famigliola alle prese con i soliti scatoloni del trasloco; Hitchcock definiva il pretesto che dà inizio alla vicenda gialla come MacGuffin, concetto ripreso poi in Slevin come Mossa Kansas City: è triste e assai sconsolante che nel 99,9% degli horror il MacGuffin sia rappresentato proprio dal fatto di cambiare casa, nessuno sa inventarsi nulla di meglio?
Ci rendiamo conto dalle prime scene che l’albero su cui venne impiccata la famiglia è lo stesso che si trova in giardino, e scopriamo perché Ellison ha volontariamente comprato quella casa: vuole scrivere un testo su quella tragedia.
La moglie sembra bipolare nel discorso che gli fa, una frase lo incoraggia a scrivere e spera che il libro diventi un best seller, mentre in quella successiva gli dà del fallito e minaccia di andarsene coi figli. Ovviamente lui le ha taciuto dei tragici delitti, come se nella piccola cittadina nessuno ne potesse parlare con la donna, o con i figli a scuola!
Trovati i filmini in soffitta, il Lovecraft da discount rimedia da non so dove un proiettore super 8 e comincia a guardarli uno dopo l’altro, manco fossero episodi de “Le regole del delitto perfetto!”.
Il maniaco che riprende è anche l’autore dei delitti… quindi realizza che gli ex proprietari non sono le uniche vittime, e che può venire fuori un bel libro.
Un’altra cosa che non quadra è che il filmino dell’impiccagione mostrato all’inizio è datato 2011… chi è che usa un super 8 nel 2011, visto che anche il più becero cellulare avrebbe una resa video migliore?

Finito il momento pervert-cinema sente dei rumori provenire da fuori e ci va al buio, trovando il figlio chiuso in uno scatolone che urla in preda al pavor notturno… Porca pu**ana, se tuo figlio soffre di sonnambulismo e terrore notturno, mi sembra logico chiudere per bene le porte, onde evitare che vada in giro inconsciamente, e soprattutto che si infili in uno scatolone come un abile contorsionista! E poi fategli tagliare i capelli, l’avevo scambiato per una donna!!!
Riesaminando i filmini Ellison nota un tizio con una maschera e mette in pausa il proiettore… si vede che non è pratico di pellicole e della luce che le proietta: è talmente calda che assai di frequente la pellicola prende fuoco, cosa che irrimediabilmente accade, distruggendo i fotogrammi incriminati.
Il nostro scrittore preferito si improvvisa anche tecnico… chissà se come Tyler Durden monta fotogrammi di peni in filmini casalinghi?
Finalmente una sottigliezza stilistica che ho apprezzato, purtroppo totalmente inutile in questo film, visto che alla fine le pareti sono imbrattate di sangue che manco all’Overlook Hotel di Shining si sono viste! Ellison sta guardando un filmino in cui ai membri di una famiglia viene tagliata la gola: questo momento però non è mostrato a tutto schermo, si intuisce dal riflesso sugli occhiali o come sfondo sfocato mentre Ellison trinca un’abbondante dose di alcool… come biasimarlo! Molto fine come scena, ottimi espedienti, peccato che se l’intento era non mostrare il sangue, questo va totalmente a pu**ane nel finale, in cui mancava giusto la scena dell’ascensore di Shining!

Da qui comincia lo SPOILER sfrenato, quindi astenetevi se avete intenzione di vederlo!

Altra macabra perla: Ellison trova in soffitta un disegno fatto da un bambino e si rende conto che i titoli sulle custodie dei filmini erano sarcastici: quello della famiglia impiccata si intitola “Famiglia sull’altalena”, mentre per quella bruciata “Barbecue”… sarà di dubbio gusto però è geniale!
In tutti questi disegni c’è anche un Mr. Boogie. E lui non lo collega per niente al tizio mascherato che ha visto nei filmini.
Qui la cosa si fa interessante: chiesto aiuto al vice-sceriffo, collega i filmini ai casi di omicidio irrisolti, in cui, in ogni famiglia uccisa, uno dei bambini non è mai stato trovato; si rende conto che i proprietari precedenti di casa loro avevano vissuto a loro volta nella casa in cui era morta un’altra famiglia… potrei quasi dire che c’è una correlazione scientifica tra i due eventi, e io non mi muoverei da casa… perché lui più avanti scappa invece???
Il Poe dei poveri consulta un professore per dei simboli che trova nelle scene del crimine, e questo gli rivela che è un antico culto pagano, un ammuffito dio babilonese (E.S.: “Sumero, non babilonese!” P.V.: ” E’ tutta un’altra cosa!) di nome Bughuul che possiede chi guarda i filmini o vede il suo simbolo. Inoltre mangia le anime dei bambini… pure i demoni comunisti, azz!

Sta cosa della maledizione passata coi nastri è puro Ringu, nun ce sta storia! Vabbè che per passarle se inventano tutto, in It follows si passa avendo un coito… e io che pensavo si passassero solo le MST, mò pure i demoni? C’è da valutare l’astinenza!
Il Salgari squattrinato sente i soliti rumori e si avventura per casa al buio, venendo circondato da bambini che lui non vede… perché mostrarli? Non ha assolutamente senso, se non per introdurre il jumpscare con  Bughuul.
A fine film la moglie scopre di chi era la casa… magari chiederlo o fare ricerche su rete del lavoro di tuo marito non sarebbe stato male!
Presi dal panico abbandonano la casa… PERCHE’ se prima hai visto che si muore se si lascia l’abitazione!!!
Tornati al precedente domicilio scopriamo perché gli Oswalt non hanno il becco di un quattrino: vivono in una reggia con prato all’inglese, campo da tennis e piscina.
Recandosi in soffitta, Ellison trova di nuovo la scatola coi nastri, a cui aveva dato fuoco! Ma qui c’è la versione extended cut degli omicidi, in cui viene rivelato che ogni bambino scomparso ha ucciso i relativi famigliari! Non male questo come twist di trama, ma dovevano proprio infilarci il demone? Certo immobilizzare e impiccare 4 persone è parecchio difficile per un bambino, quindi il paranormale ci deve essere per forza!
Comunque la figlia Ashley spunta da dietro e gli dice che i filmini le piacciono di più nella versione estesa… QUANDO LA FIGLIA HA VISTO IL FILMINO O I SIMBOLI? In The ring si vede Aidan, per quanto disturbato e inquietante, che guarda il filmino! Qui capisco che deve essere il colpo di scena finale, ma è slegato e incoerente.
Comunque prende la famiglia, la lega e la prende ad accettate (sento puzza di Kubrick pure qui, e anche tanta!)… Poi entra nel filmino col demone.

Il jumpscare finale potevano risparmiarselo.

Purtroppo il fatto che ci fosse di mezzo un demone me lo avevano spoilerato e c’è anche sulla locandina, però finché non ci viene detto si ha la sensazione che l’omicida sia umano, un sadico da manuale!

Guardabile, non eccelso, ma non malaccio, tanti cliché a manetta e un pizzico di incoerenza. Bell’atmosfera.

Voto di Lisbeth: 3,5 filmini in super 8 su 5

Voto di IMDb: 6,8 su 10 con 175895 voti

 

Informazioni su Lisbeth Kelevra

Lisbeth Kelevra

Collaboratrice ufficiale di FinalCiak. Potete contattarla direttamente scrivendo a lisbethkelevra@finalciak.com

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