The Man in the High Castle

Categorie: Recensione, Serie TV

Pubblicato il 12-02-2019 alle 12:50

The Man in the High Castle (USA | 2015- | 60min)
Alexa Davalos (Juliana Crain), Rupert Evans (Frank Frink), Luke Kleintank (Joe Blake), DJ Qualls (Ed McCarthy), Joel de la Fuente (Ispettore Kido), Cary-Hiroyuki Tagawa (Nobusuke Tagomi), Rufus Sewell (Obergruppenführer John Smith).
Prodotto da Ridley Scott. Tratto dall’omonimo romanzo di Philip K. Dick.
Serie creata da Frank Spotnitz.
Genere: Drammatico | Fantapolitico | Spionaggio | Propaganda | Heil Hitler
Stagioni: 1 (10) | 2 (10) | 3 (10)

1962 alternativo. Le forze dell’Asse hanno vinto la seconda guerra mondiale, quelli che noi conosciamo come Stati Uniti non esistono più e le forze vincitrici si sono spartite il territorio come segue: a est il Grande Reich Nazista e a ovest gli Stati Giapponesi del Pacifico, entrambi divisi dagli Stati delle Montagne Rocciose detti anche Zona Neutrale.
In questo (fortunatamente) mondo anacronistico le strade di alcuni personaggi tenderanno a incrociarsi: Juliana Crain è una giovane donna che vive a San Francisco assieme al suo ragazzo Frank, Joe Blake è una spia nazista al servizio dell’Obergruppenführer John Smith, Nobusuke Tagomi è il ministro del commercio giapponese preoccupato per la tensione che si sta sviluppando tra le due potenze Germania e Giappone.

Tutto questo ruota intorno a una serie di filmati su bobina diffusi da un personaggio misterioso che si fa chiamare l’Uomo nell’Alto Castello e che mostrano invece gli alleati vincere la seconda guerra mondiale.

Un altro romanzo del grande Philip K. Dick che trova una trasposizione televisiva o cinematografica; La svastica sul sole del 1962, ritradotto poi per fedeltà al titolo originale ne l’Uomo nell’Alto Castello.
La serie parte come genere drammatico/spionaggio/politico ma poi con il procedere degli episodi si aggiunge a poco a poco la fantascienza diventando così fantapolitica. La carne al fuoco è tanta ma trattata egregiamente così come la caratterizzazione dei personaggi, a vederla così il sentore è che si faranno molte stagioni, dipenderà quindi dagli ascolti; rimane a mio modesto parere un consistente calo del ritmo in ogni episodio, che essendo di quasi un’ora spesso mi faceva scollare dallo schermo.

Consigliata agli amanti del genere, se vi sono piaciute serie come Il Trono di Spade o House of Cards, ma in ogni caso consiglierei a tutti di vederlo perché viviamo in un periodo di ignoranza totale dove ormai abbiamo perso la nostra memoria storica, questa serie potrebbe aiutare a risvegliarla.

Voto di Axel Foley: 3 Obergruppenführer su 5

 

Informazioni su Axel Foley

Axel Foley

Membro fondatore di FinalCiak. Potete contattarlo direttamente scrivendo a axelfoley@finalciak.com